Progetti

“Snake Building”: il progetto che ridisegna il cuore della città belga

Dalla riconversione di un’ex area industriale nasce un nuovo modello di spazio pubblico e abitare urbano. Al centro del progetto, materiali locali, identità collettiva e continuità con il tessuto storico

lunedì 22 giugno 2026 - Redazione Build News

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Lo studio italiano C+S Architects ha completato lo “Snake Building”, uno degli interventi più significativi all’interno del masterplan De Torens, il grande progetto di rigenerazione urbana che sta trasformando un’ex area industriale nel centro di Aarschot, in Belgio.

L’intervento si inserisce in un più ampio processo di riconversione urbana che punta a creare un quartiere misto, composto da residenze, attività commerciali e nuovi spazi pubblici, restituendo alla città un’area strategica per lungo tempo rimasta ai margini dello sviluppo urbano.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra studi internazionali

Lo Snake Building è stato sviluppato da C+S Architects in collaborazione con a2o Architekten, studio belga incaricato di coordinare il masterplan De Torens. Il progetto è il risultato di un percorso condiviso che ha coinvolto diversi studi di architettura attraverso workshop progettuali dedicati ai singoli lotti dell’intervento.

Per il lotto affidato a C+S, situato all’ingresso del nuovo quartiere e a diretto contatto con la città storica, il team guidato da Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini ha scelto di lavorare sulla continuità urbana, reinterpretando radicalmente il programma iniziale.

Più spazio pubblico attraverso la sottrazione

L’idea alla base del progetto è semplice quanto ambiziosa: creare più città riducendo il costruito. Dove il brief prevedeva un blocco edilizio compatto, C+S ha introdotto un processo di erosione del volume, arretrando l’edificio per ampliare la piazza pubblica e migliorare la permeabilità urbana.

L’intervento prolunga idealmente la Leuvenstraat, asse storico di Aarschot, all’interno del nuovo quartiere, rafforzando il dialogo tra il tessuto esistente e la nuova espansione urbana.

Questa scelta progettuale permette di migliorare i percorsi pedonali, riaprire la vista verso l’Old Orleans Tower e persino consentire a un grande albero di attraversare il parcheggio interrato, trasformando la natura in parte integrante dell’esperienza architettonica.

La piazza come nuovo bene comune

Per C+S Architects lo spazio pubblico rappresenta il fulcro di ogni progetto. Un principio che trova piena espressione nello Snake Building, dove la piazza diventa il vero cuore dell’intervento.

Maria Alessandra Segantini definisce questo approccio come una forma contemporanea di “bene comune”, capace di restituire alla collettività luoghi aperti, resilienti e inclusivi. Un’idea che affonda le radici nella tradizione urbana europea, dove piazze e spazi condivisi hanno sempre rappresentato luoghi di incontro, scambio e partecipazione.

In questa visione, l’architettura non si limita a costruire edifici, ma contribuisce a rafforzare l’identità delle comunità e il rapporto tra persone, città e paesaggio.

Un edificio scolpito nella materia

A prima vista lo Snake Building appare come un grande volume monolitico in mattoni. Osservandolo più attentamente, però, emerge un’architettura fatta di sottrazioni, incisioni e dettagli che alleggeriscono la massa costruita.

Le terrazze scavano la copertura evocando il caratteristico profilo dei tetti delle città fiamminghe, mentre le profonde logge introducono spazi intermedi tra interno ed esterno. Le aperture, distribuite senza una griglia rigida, raccontano la possibilità di future trasformazioni e suggeriscono un’architettura capace di evolvere nel tempo.

Le finestre diventano così strumenti per inquadrare scorci sempre diversi del paesaggio urbano e delle colline circostanti, trasformando l’esperienza dell’abitare in un dialogo continuo con il contesto.

Tradizione, artigianato e materiali durevoli

Uno degli aspetti più distintivi del progetto è il rapporto con il sapere costruttivo locale. C+S Architects ha scelto di lavorare a stretto contatto con artigiani belgi, valorizzando tecniche tradizionali e materiali durevoli.

Il mattone, elemento identitario dell’architettura fiamminga, non viene utilizzato come semplice richiamo estetico, ma come scelta culturale e costruttiva. Giunti arretrati, pieghe della muratura, bow-window che si estendono fino alla copertura e dettagli eseguiti manualmente trasformano la facciata in una superficie ricca di profondità e significati.

Accanto al mattone, il legno assume un ruolo fondamentale nei punti di contatto con l’abitare: logge, ingressi e facciate delle terrazze introducono una dimensione più calda e domestica, contribuendo a rendere l’edificio accogliente e umano.

Future Heritage: costruire il patrimonio del domani

Lo Snake Building rappresenta una concreta applicazione del concetto di “Future Heritage”, il principio progettuale che guida il lavoro di C+S Architects. Un approccio che parte dalla lettura delle stratificazioni storiche, dei materiali e delle tradizioni locali per generare nuove architetture capaci di dialogare con il passato senza rinunciare all’innovazione.

Più che un oggetto architettonico autonomo, l’edificio appare come una naturale evoluzione della città stessa: un’architettura che sembra emergere dal luogo anziché essere semplicemente collocata al suo interno.

Con questo intervento, C+S Architects conferma la propria attenzione ai temi della rigenerazione urbana, della sostenibilità e della costruzione di spazi collettivi, dimostrando come il progetto contemporaneo possa contribuire a rafforzare l’identità dei luoghi e la qualità della vita delle comunità che li abitano.

Scheda tecnica

  • Progetto: Snake Building, Masterplan De Torens
  • Località: Aarschot, Belgio
  • Cliente: Dyls
  • Progetto architettonico e direzione artistica: Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini – C+S Architects
  • Progetto esecutivo e direzione lavori: a2o Architekten, Hasselt (Belgio)
  • Fotografie: Alessandra Bello
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