La sospensione temporanea del portale dedicato al Conto Termico 3.0, annunciata dal GSE – Gestore dei Servizi Energetici, sta suscitando forte preoccupazione tra gli operatori della filiera impiantistica. A esprimere un allarme è ANGAISA, l’associazione nazionale dei distributori idrotermosanitari aderente a Confcommercio e Federcostruzioni.
A poco più di un mese dall’apertura della piattaforma sono infatti arrivate oltre 3.300 domande per un valore complessivo di circa 1,3 miliardi di euro. Una cifra che supera nettamente la dotazione finanziaria annuale prevista per la misura, pari a 900 milioni di euro, suddivisi tra 500 milioni destinati a privati e imprese e 400 milioni riservati alle Pubbliche Amministrazioni.
Comuni piccoli protagonisti delle richieste
Secondo le prime indicazioni del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, circa l’85% delle richieste sarebbe riconducibile a interventi promossi dai Comuni con meno di 15.000 abitanti.
Nella nuova versione del Conto Termico questi enti locali possono infatti accedere a incentivi fino al 100% delle spese per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici. Una novità che ha contribuito a generare un forte interesse da parte delle amministrazioni locali, determinando un afflusso di domande molto superiore alle aspettative iniziali.
Il rischio di una falsa partenza
Per ANGAISA, tuttavia, questa situazione rischia di trasformarsi in una “falsa partenza” per uno strumento considerato strategico dall’intera filiera dell’impiantistica.
L’associazione evidenzia infatti come il Conto Termico assuma oggi un ruolo ancora più centrale rispetto al passato, soprattutto in una fase in cui il progressivo ridimensionamento dei bonus edilizi ha ridotto significativamente le opportunità di incentivazione per interventi di efficientamento energetico. In questo contesto, strumenti stabili e accessibili diventano fondamentali per sostenere investimenti e garantire continuità al mercato.
Garantire risorse adeguate alla misura
ANGAISA sottolinea quindi la necessità di assicurare un’adeguata copertura finanziaria al Conto Termico 3.0. Eventuali criticità nella gestione delle risorse o nella fase di avvio dello strumento, secondo l’associazione, potrebbero limitarne l’efficacia e generare nuove incertezze tra imprese, installatori e operatori della distribuzione.
Un altro elemento ritenuto cruciale riguarda il mantenimento di un equilibrio tra le diverse categorie di beneficiari, evitando che l’elevata domanda proveniente dal settore pubblico possa ridurre la disponibilità di fondi destinati a famiglie e imprese.
La richiesta di una rapida riapertura
“Bisogna evitare che il Conto Termico 3.0 si trasformi in un clamoroso flop che rischierebbe di compromettere la fiducia di imprese e operatori del settore” ha dichiarato Maurizio Lo Re, presidente nazionale di ANGAISA.
Secondo Lo Re, questo incentivo rappresenta uno strumento fondamentale per sostenere la riqualificazione energetica degli edifici e rilanciare il mercato. Proprio per questo motivo l’associazione auspica che la sospensione annunciata dal GSE sia davvero breve e che si arrivi in tempi rapidi alla riapertura del portale, consentendo agli operatori di proseguire con gli investimenti programmati.
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