Una collaborazione scientifica tra ENEA, Sapienza Università di Roma e Politecnico di Torino sta portando a risultati promettenti nello sviluppo di materiali avanzati per l’accumulo elettrochimico di energia, partendo da un sottoprodotto agricolo: la lolla del riso. Questo scarto, ricco di cellulosa, è al centro di nuove soluzioni per batterie e supercondensatori più sostenibili ed efficienti.
Biomasse trasformate in materiali ad alte prestazioni
I ricercatori hanno elaborato due tipologie di nanomateriali innovativi a partire dalla cellulosa contenuta nella lolla di riso: aerogel di carbonio e quantum dots di grafene. Entrambi possono svolgere un ruolo cruciale nei futuri sistemi di accumulo energetico.
Gli aerogel di carbonio sono materiali estremamente porosi e leggeri — talvolta descritti come “spugne solide” — che combinano leggerezza, stabilità e conducibilità elettrica, caratteristiche utili per componenti di batterie e supercondensatori.
I quantum dots di grafene, particelle di grafene con dimensioni prossime a un singolo atomo, mostrano potenziale nell’immagazzinare cariche superficiali e favorire il passaggio degli ioni di litio, rendendoli particolarmente interessanti per gli anodi delle future tecnologie di accumulo.
Un approccio sostenibile ai materiali per energia
Oltre all’aspetto tecnologico, l’uso di sottoprodotti agricoli come la lolla di riso consente di integrare principi di economia circolare nella ricerca sui materiali per energia, sfruttando risorse ampie e poco valorizzate per creare soluzioni avanzate.
I risultati di questo studio, pubblicati su riviste scientifiche internazionali come Molecules e Journal of Energy Storage, indicano che questi materiali ottenuti da biomasse potrebbero contribuire allo sviluppo di dispositivi di accumulo energetico più efficienti e sostenibili.