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Rinnovabili, la Corte Costituzionale chiarisce il ruolo delle aree idonee

Procedure semplificate dove previsto, iter ordinari altrove e salvaguardia delle autorizzazioni già rilasciate: la sentenza n. 184/2025 definisce un quadro normativo più certo per lo sviluppo delle FER

martedì 13 gennaio 2026 - Redazione Build News

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La sentenza n. 184 del 2025 della Corte Costituzionale rappresenta un passaggio chiave per il settore delle fonti energetiche rinnovabili (FER), facendo chiarezza su un tema centrale come l’individuazione delle aree idonee e sull’applicazione del decreto-legge n. 175/2025 e del successivo decreto correttivo n. 178/2025. Un pronunciamento accolto con favore da ANIE Rinnovabili, che sottolinea l’importanza di un quadro normativo stabile e coerente per sostenere la transizione energetica.

Aree idonee e semplificazione amministrativa

La Corte ribadisce che la definizione delle aree idonee ha una funzione ben precisa: individuare i contesti territoriali nei quali è possibile applicare procedure autorizzative semplificate e accelerate per la realizzazione di impianti a fonti rinnovabili. Un’impostazione coerente con gli obiettivi nazionali ed europei di decarbonizzazione e sviluppo delle energie pulite.

Allo stesso tempo, viene chiarito un principio fondamentale: le aree non qualificate come idonee non sono automaticamente escluse dalla possibilità di ospitare impianti FER. In questi casi, resta applicabile l’iter autorizzativo ordinario, che prevede le necessarie valutazioni ambientali, paesaggistiche e territoriali, nel rispetto della normativa vigente.

Tutela delle autorizzazioni già rilasciate

Un altro punto centrale della sentenza riguarda la certezza del diritto. La Corte Costituzionale ha infatti stabilito che i procedimenti già conclusi sulla base della normativa previgente non possono essere rimessi in discussione da disposizioni successive. Un’eventuale applicazione retroattiva delle nuove regole comporterebbe infatti la vanificazione dei provvedimenti autorizzativi già rilasciati per la costruzione e l’esercizio di impianti alimentati da fonti rinnovabili.

Questo chiarimento consente di superare interpretazioni restrittive che avrebbero potuto frenare lo sviluppo del settore, restituendo stabilità agli operatori e alle istituzioni coinvolte.

Un equilibrio tra sviluppo, territorio e certezza normativa

Nel complesso, la sentenza n. 184/2025 contribuisce a riaffermare un equilibrio tra semplificazione amministrativa, tutela del territorio e certezza del diritto. Un assetto che favorisce uno sviluppo ordinato, costante e programmato degli impianti FER, riconosciuti come infrastrutture strategiche per il Paese, fondamentali per la sicurezza energetica, la competitività del sistema produttivo e il raggiungimento degli obiettivi climatici.

Alla luce del pronunciamento della Corte, ANIE Rinnovabili auspica che l’attuazione del decreto-legge n. 175/2025 e del decreto correttivo n. 178/2025 prosegua in modo coerente, valorizzando il ruolo delle aree idonee come strumento di accelerazione e senza introdurre automatismi escludenti privi di fondamento costituzionale. L’Associazione rinnova inoltre l’invito a rafforzare il dialogo con le istituzioni, per contemperare in modo efficace le esigenze nazionali e regionali nello sviluppo delle energie rinnovabili.

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