Il legno utilizzato per l'allestimento del Padiglione degli Stati Uniti alla Biennale Architettura di Venezia trova una nuova destinazione a Roma, dove diventa arredo urbano all'interno di Città Verde, il comparto residenziale della Capitale dedicato all'edilizia sostenibile. L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra Città Verde e la Fay Jones School of Architecture and Design dell'Università dell'Arkansas, coordinata in Italia dal direttore Francesco Bedeschi, e rappresenta un esempio concreto di rigenerazione dei materiali attraverso il progetto "Design-Build".
Dal Padiglione USA alla città
Il materiale recuperato proviene dall'esposizione "The Porch: An Architecture of Generosity", protagonista del Padiglione statunitense alla Biennale Architettura di Venezia 2025. Il progetto reinterpretava il portico come luogo di incontro, dialogo e inclusione, trasformando l'architettura in uno strumento capace di favorire le relazioni sociali tra persone e comunità.
Oggi quelle stesse strutture lignee vengono recuperate e ripensate per dare vita a nuovi spazi destinati alla collettività, prolungando il ciclo di vita dei materiali e riducendo il consumo di nuove risorse.
Gli studenti americani progettano il nuovo spazio urbano
Nove studenti del quarto anno della Fay Jones School of Architecture and Design, impegnati a Roma in un programma di studio della durata di dieci settimane, hanno analizzato e catalogato le originali "Porch Windows", conservate presso la falegnameria Di2000, per poi sviluppare nuove soluzioni progettuali pensate per gli spazi di Città Verde.
Divisi in gruppi di lavoro, gli studenti hanno partecipato a un contest creativo finalizzato a reinterpretare gli elementi lignei in chiave contemporanea, mantenendo al centro i principi del riuso e della sostenibilità.
Un paesaggio urbano ispirato all'economia circolare
Il progetto vincitore, selezionato il 1° giugno da una commissione composta da Alessandro Guglielmi, dai docenti dell'università americana e dall'artista Marko Guglielmi Reimmortal, darà vita a un sistema di sedute geometriche ottenute dall'assemblaggio dei moduli lignei nelle loro dimensioni originali, limitando gli scarti e riducendo i costi di lavorazione.
L'installazione comprenderà anche un elemento centrale ispirato a un moderno "albero dei desideri", realizzato con innesti di tessuto capaci di creare zone d'ombra naturali e di dialogare con le correnti d'aria presenti nell'area.

La bellezza come motore della rigenerazione
«Città Verde è nata con una missione chiara: dimostrare che l'edilizia di alta gamma, certificata e sostenibile, può essere accessibile, offrendo un reale valore aggiunto alla comunità», afferma Alessandro Guglielmi, architetto fondatore di Città Verde e project manager di La Leva.
«Questa collaborazione con l'Università dell'Arkansas si inserisce perfettamente nello spirito del Nuovo Bauhaus Europeo. Trasformare il legno di un padiglione internazionale in arredo urbano significa dimostrare concretamente come l'economia circolare possa rigenerare lo spazio pubblico, unendo la tradizione manifatturiera a una nuova sensibilità progettuale».
Un laboratorio internazionale a cielo aperto
L'iniziativa rappresenta anche un'importante esperienza formativa. «Questo progetto incarna perfettamente la filosofia del Design-Build che vogliamo trasmettere ai nostri studenti», spiega Vanessa Mingozzi, Faculty of Architecture and Design della Fay Jones School. «Non si tratta soltanto di progettare, ma di costruire confrontandosi direttamente con la materia e con il riuso, dando nuova vita a materiali che possiedono già una loro storia».
I lavori di assemblaggio e trattamento del legno trasformano così Città Verde in un laboratorio internazionale di micro-architettura a cielo aperto, dove ricerca accademica, sostenibilità e progettazione si incontrano per generare un nuovo spazio pubblico dedicato alla socialità.
L'opera sarà inaugurata il 4 luglio alle ore 10.30 presso Città Verde, in occasione della visita ufficiale a Roma di John Folan, rettore della Fay Jones School of Architecture and Design. Durante l'evento saranno presentate le metodologie progettuali e costruttive che hanno permesso di trasformare un'installazione temporanea della Biennale in un'infrastruttura permanente al servizio della comunità.