Le liste d’attesa mostrano segnali di miglioramento, ma la situazione resta complessa e disomogenea sul territorio nazionale. È quanto emerge dal monitoraggio illustrato dal ministro della Salute Orazio Schillaci, che annuncia un rafforzamento dei controlli e una maggiore attenzione alla qualità dei dati regionali.
Grazie alla piattaforma nazionale aggiornata da Agenas, il Ministero dispone oggi di un quadro più dettagliato sulla gestione delle liste. I trend sono spesso positivi, ma in alcuni casi emergono anomalie. Secondo Schillaci, alcune Regioni tenderebbero a “ritoccare” i dati per rappresentare una situazione più favorevole, rendendo necessari controlli mirati, anche con il supporto dei Nas.
La responsabilità operativa, spiega il ministro, ricade sui direttori generali delle aziende sanitarie, nominati dalle Regioni. Pur non avendo poteri diretti di intervento sui manager, il Ministero ribadisce l’obbligo di garantire comunque la prestazione al cittadino, anche attraverso la libera professione o le strutture private accreditate.
Sul fronte della riforma, Schillaci respinge l’ipotesi di una riduzione dei presìdi ospedalieri. La legge delega mira invece ad aggiornare una normativa risalente a oltre dieci anni fa, rafforzando le strutture di eccellenza, potenziando la rete dell’emergenza-urgenza e migliorando l’integrazione tra ospedale e territorio.
Un obiettivo centrale è la riduzione della mobilità sanitaria, i cosiddetti “viaggi della speranza”. In questo senso, l’integrazione con le Case di Comunità, l’assistenza domiciliare e la sanità digitale viene indicata come una leva strategica per rendere più efficiente la gestione delle liste d’attesa.