Restructura 2025 chiude l’edizione di quest’anno confermandosi un appuntamento strategico per il mondo dell’edilizia e della riqualificazione. L’evento registra un incremento del 20% di professionisti, un dato che testimonia l’interesse crescente verso tematiche centrali come sostenibilità, efficienza energetica e riuso dei materiali.
Re-Stone Area e Marmoteca sostenibile: il valore della pietra in ottica circolare
Tra gli spazi più visitati dell’edizione 2025 spicca la Re-Stone Area, sviluppata in collaborazione con IS.I.M – Istituto Internazionale del Marmo, che ha portato al centro del dibattito un tema decisivo: trasformare gli scarti di lavorazione in nuove risorse per l’edilizia.
Un approccio che si integra perfettamente con i principi dell’economia circolare e che ha trovato ulteriore approfondimento nella Marmoteca sostenibile, un percorso espositivo dedicato ai materiali lapidei piemontesi, valorizzati attraverso criteri di tracciabilità, riduzione degli sprechi e sostenibilità ambientale.
Il Manifesto della Pietra Sostenibile e il rilancio del restauro responsabile
L’attenzione alla sostenibilità ha guidato anche le attività promosse da Confindustria Marmomacchine e dalla rete PNA – Pietra Naturale Autentica, che hanno presentato il Manifesto della Pietra Sostenibile: dieci principi per orientare aziende, progettisti e istituzioni verso un utilizzo più consapevole e responsabile della pietra naturale.
Accanto a queste iniziative, Confrestauro ha riportato al centro il tema del restauro sostenibile con sessioni dedicate alle tecniche, ai materiali e alle sfide attuali del recupero edilizio.
Workshop, formazione e dimostrazioni pratiche
Uno dei punti di forza di Restructura 2025 è stato, come sempre, l’approccio esperienziale. I visitatori hanno potuto partecipare a incontri formativi, workshop tecnici e vere e proprie dimostrazioni di cantiere, sperimentando da vicino le nuove tecniche costruttive sostenibili e le soluzioni innovative presentate dalle aziende.
EPBD: la direttiva come opportunità per l’Italia
Grande attenzione anche alla normativa europea: Ciarán Cuffe, relatore della EPBD – Energy Performance of Buildings Directive, ha chiarito come la direttiva non imponga un modello uniforme, ma lasci agli Stati membri la possibilità di applicarla secondo le proprie esigenze.
Oltre alla riduzione dei consumi energetici, la riqualificazione del patrimonio edilizio italiano potrebbe diventare un’occasione per intervenire anche su aspetti cruciali come il consolidamento antisismico, la rimozione delle barriere architettoniche e l’adeguamento antincendio.
L’auspicio condiviso è che l’intera filiera dell’edilizia sappia convergere su una strategia comune, per sfruttare al meglio gli incentivi disponibili e favorire la nascita di un parco immobiliare più sicuro, efficiente e meno dipendente dai combustibili fossili.
Quattro visioni internazionali per l’architettura del futuro
A completare il quadro della manifestazione, quattro studi di fama internazionale hanno portato contributi progettuali e visioni complementari:
- Zaha Hadid Architects (Londra) con le sue geometrie fluide e sperimentali,
- Henning Larsen (Copenaghen), riferimento globale per l’architettura sostenibile,
- MVRDV (Rotterdam), tra i protagonisti della progettazione urbana contemporanea,
- MDP Office (Parigi), specializzato in progetti di paesaggio.
Una pluralità di approcci che ha arricchito la riflessione su come costruire e rigenerare gli spazi del futuro.