Nel cuore di Lodi prende forma un nuovo modello di workplace contemporaneo: Zucchetti Village, il quartier generale del gruppo Zucchetti progettato da Lombardini22, rappresenta un esempio evoluto di architettura resiliente, sostenibile e orientata al benessere delle persone.
L’intervento, sviluppato in via Achille Grandi, nasce dall’esigenza di riunire sedi aziendali precedentemente frammentate in un unico ecosistema capace di accogliere fino a 1.800 persone, favorendo collaborazione, condivisione e qualità della vita lavorativa. Un progetto ambizioso che ha trasformato un complesso esistente in un campus innovativo, dove recupero architettonico, nuove costruzioni e tecnologie per l’involucro dialogano in modo armonico.
Rigenerare l’esistente per creare un nuovo ecosistema urbano
Il progetto di Lombardini22 ha interessato due elementi principali: la rifunzionalizzazione della Torre Zucchetti e dell’ex piastra commerciale My Lodi, oltre alla costruzione di un nuovo edificio in legno destinato agli uffici.
L’approccio progettuale si basa su un equilibrio tra conservazione e innovazione. La struttura originaria in cemento armato della piastra commerciale è stata mantenuta e alleggerita attraverso una strategia di “svuotamento” che ha permesso di introdurre nuove corti alberate e una grande serra bioclimatica a doppia altezza. Quest’ultima non rappresenta soltanto un elemento architettonico scenografico, ma un vero dispositivo ambientale capace di migliorare le performance energetiche dell’intero complesso.
Le ampie superfici trasparenti della serra funzionano infatti come buffer climatico: accumulano calore durante la stagione fredda e favoriscono la ventilazione naturale nei mesi estivi, contribuendo alla riduzione dei consumi energetici. Lo spazio interno diventa così un nodo distributivo verde e luminoso, pensato per migliorare il comfort e la qualità dell’esperienza lavorativa.
L’intervento ridefinisce anche il rapporto con la città, mantenendo servizi aperti al pubblico come auditorium, ristorante, caffetteria e aree leisure, trasformando Zucchetti Village in un luogo permeabile e connesso al contesto urbano.
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Foto credits: Matteo Piazza
Il nuovo edificio in legno: identità, sostenibilità e luce naturale
Sul lato est del campus si sviluppa invece il nuovo edificio di sei piani in legno lamellare e cemento armato, destinato a diventare il landmark dell’intero intervento.
La struttura è scandita da 22 pilastri alti 20 metri con passo strutturale di 8,40 metri, capaci di conferire ritmo e riconoscibilità all’architettura. Le grandi superfici vetrate, i vuoti a doppia altezza e le terrazze perimetrali favoriscono l’ingresso della luce naturale e rafforzano il dialogo tra interno ed esterno.
Anche gli spazi interni riflettono una filosofia human-centric: il legno lasciato a vista, il comfort acustico e illuminotecnico e una palette cromatica equilibrata contribuiscono a creare ambienti salubri, accoglienti e orientati al benessere psicofisico delle persone.
L’involucro come elemento strategico
In un progetto di questa complessità, l’involucro edilizio assume un ruolo centrale sia dal punto di vista tecnico sia simbolico. Per questo motivo la collaborazione con Schüco Italia si è rivelata fondamentale.
I sistemi in alluminio Schüco adottati nel progetto hanno permesso di coniugare elevate prestazioni energetiche e acustiche con un linguaggio architettonico rigoroso ed essenziale. La scelta dell’alluminio risponde inoltre a una precisa strategia di sostenibilità: si tratta infatti di un materiale permanente e riciclabile all’infinito, coerente con i principi Cradle-to-Cradle e con i criteri della Tassonomia UE per gli investimenti sostenibili.
Per la riqualificazione della piastra esistente è stato utilizzato il sistema per facciate a montanti e traversi Schüco FWS 50, integrato con aperture a sporgere AWS 114. Questa soluzione ha consentito di trasformare un volume originariamente introverso in uno spazio permeabile e trasparente, capace di dissolvere il confine tra interno ed esterno.
Particolarmente significativa è la copertura della serra bioclimatica, realizzata con sistemi in alluminio riportati su acciaio per ottenere una struttura estremamente leggera e luminosa, in forte contrasto con la matericità del complesso originario.
Facciate a cellule e innovazione costruttiva
Per il nuovo edificio in legno, invece, è stato scelto il sistema per facciate a cellule Schüco UDC 80, caratterizzato da moduli vetrati a tutta altezza integrati con schermature in lamiera stirata.
La facciata assume così una funzione dinamica: filtra l’apporto solare, migliora il comfort termico interno e garantisce un costante rapporto visivo con il panorama urbano. La combinazione tra trasparenze e schermature crea inoltre un effetto mutevole che rende l’edificio vibrante e riconoscibile da diversi punti di osservazione.
Dal punto di vista operativo, l’adozione di una serie standard certificata ha rappresentato una scelta strategica anche in termini di tempi di realizzazione. Grazie al processo di cascading e al supporto del Customer Engineering di Schüco Italia, è stato possibile estendere al progetto prestazioni tecniche già validate, evitando l’intera fase di sviluppo e verifica del performance mock-up.
Questa ottimizzazione ha consentito di ridurre significativamente il cronoprogramma dei lavori, anticipando la posa in opera delle prime cellule di facciata e riducendo di circa sei mesi le tempistiche normalmente richieste per i test di laboratorio.
Un modello di headquarters orientato al futuro
Il nuovo Zucchetti Village dimostra come la rigenerazione urbana possa diventare occasione di innovazione architettonica, sostenibilità ambientale e trasformazione culturale del workplace.
Grazie alla sinergia tra progettazione, tecnologia e ricerca sui materiali, il campus interpreta una nuova idea di sede aziendale: non più semplice luogo operativo, ma spazio aperto, flessibile e resiliente, capace di adattarsi alle esigenze future e di migliorare concretamente la qualità della vita delle persone che lo abitano ogni giorno.
Foto credits: Matteo Piazza