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Expo 2015, viaggio nei padiglioni a poche ore dall'inaugurazione [GALLERY]

In acciaio l’80% del costruito. Spettacolare la foresta ramificata di Palazzo Italia in cemento biodinamico fotocatalitico

giovedì 30 aprile 2015 - Redazione Build News

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Venerdì 1°maggio 2015 sarà probabilmente il giorno più importante dell'anno per la città di Milano, che proprio domani si appresta ad inaugurare l'Esposizione Universale 2015: "Nutrire il pianeta, energia per la vita".

Un percorso durato ben 7 anni, da quando nel 2008 il capoluogo lombardo vinse la sfida con la turca Izmir. Da allora non solo iniziò la corsa contro il tempo, ma presero il via anche le polemiche, le indagini, gli arresti e i ritardi. Tutto dimenticato? Non proprio.

Domani però non deve essere certo il giorno delle polemiche: la cerimonia di apertura di Expo 2015 sarà trasmessa in mondovisione, alla presenza del premier italiano Matteo Renzi e delle massime autorità italiane e straniere, e non sono ammesse figuracce.

I MATERIALI. L'acciaio è indiscutibilmente il materiale che ad Expo si è ritagliato un ruolo da protagonista. Nei numerosissimi padiglioni stranieri, in Palazzo Italia e anche nei percorsi pedonali lungo il canale che delimita il sito, l'acciaio si è rivelato il materiale più adatto a rispondere ai requisiti di una manifestazione che, per scelta tematica e per conseguente vocazione, non poteva che orientarsi su scelte di sostenibilità, di efficienza energetica, di integrazione nel paesaggio e di originalità creativa.   

Oltre che nelle imponenti strutture portanti visibili, il materiale è stato utilizzato anche come soluzione innovativa per realizzare per esempio fondazioni mediante pali avvitati in acciaio, per consentire un veloce recupero a fine evento, piuttosto che per ridurre al minimo gli scavi e ancorare le strutture portanti direttamente sul terreno compattato mediante fondazioni superficiali, realizzate ad hoc per rispondere a queste necessità.

In attesa di domani, vi presentiamo alcune immagini "rubate" all'interno del sito espositivo che presentano in anteprima i padiglioni della manifestazione.


I PADIGLIONI

PALAZZO ITALIA. La spettacolare vela di copertura di Palazzo Italia in acciaio e vetro di 4.500 mq, con un sofisticato disegno tridimensionale rappresenta una delle sfide tecnologiche più avvincenti. Una volta conclusa l'esposizione universale, questa sarà tra l'altro una delle poche opere permanenti: un buon motivo per optare per una soluzione innovativa e sostenibile nel lungo periodo.


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Palazzo Italia è il cuore simbolico dell’intero progetto, destinato a rimanere anche nel periodo post-Expo come polo dell’innovazione tecnologica al servizio della città. I manufatti del Cardo invece sono concepiti come edifici temporanei realizzati con tecnologie prefabbricate

Alcuni Dati

Palazzo Italia:
•    Dimensioni: L 57,5 m x L 57,5 m x H 25 m
• Superficie Lorda Pavimentata complessiva (include spazi di distribuzione, scale, etc): 13.275mq
•    Spazi espositivi: 2.500 mq
•    Spazi per eventi: 1.920 mq
•    Spazi di rappresentanza: 2.350 mq
 •    Spazi per la ristorazione: 1.050 mq
Cardo:
• Superficie Lorda Pavimentata complessiva (include spazi di distribuzione, scale, etc.): 10.700mq
•    Spazi espositivi: 4.350 mq
•    Spazi eventi: 820 mq
•    Spazi di rappresentanza: 920 mq
•    Spazi per la ristorazione: 1.100 mq

Cemento biodinamico per la struttura di Palazzo Italia

E' questa un'occasione per  Italcementi per presentare il nuovo cemento biodinamico con cui è realizzata, in collaborazione con Styl-Comp, la struttura ramificata di Palazzo Italia, simbolo del Padiglione Italia all’Expo Universale. Prototipo esposto, dallo scorso 4 aprile 2014, nel cortile  all'Università Statale di Milano (foto a destra).

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Il progetto architettonico dello studio Nemesi & Partners prevede la realizzazione di una struttura complessa, che richiama nel suo aspetto esteriore e in alcuni spazi interni le forme di una foresta ramificata. L’intera superficie esterna e parte degli interni sono costituiti da pannelli di cemento biodinamico i.active biodynamic, realizzati con tecnologia Styl-Comp utilizzando il nuovo materiale concepito in i.lab, il cuore della ricerca e dell’innovazione di Italcementi.

La componente “bio” è data dalle proprietà fotocatalitiche del nuovo cemento, ottenute grazie al principio attivo TX Active brevettato da Italcementi. A contatto con la luce del sole, il principio attivo presente nel materiale consente di “catturare” alcuni inquinanti presenti nell’aria, trasformandoli in sali inerti e contribuendo così a liberare l’atmosfera dallo smog. 


Aggregati riciclati

La malta, inoltre, prevede l’utilizzo per l’80% di aggregati riciclati, in parte provenienti dagli sfridi di lavorazione del marmo di Carrara, che conferiscono una brillanza superiore ai cementi bianchi tradizionali. La “dinamicità” è invece una caratteristica propria del nuovo materiale, che presenta una fluidità tale da consentire la realizzazione di forme complesse come quelle che caratterizzano i pannelli di Palazzo Italia. Grazie alla sua particolare lavorabilità, i.activebiodynamic può penetrare nei casseri – progettati uno ad uno - messi a punto da Styl- Comp fino a formare il disegno finale del pannello, il tutto garantendo una straordinaria qualità superficiale.

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Credit foto: Mario e Pietro Carrieri by Italcementi


PADIGLIONE USA. Gli Stati Uniti presentano un Padiglione dinamico che mostra il ruolo unico dell’America nel futuro del cibo in tutto il mondo e crea una discussione globale sulla sfida di nutrire più di 9 miliardi di persone entro il 2050. Progettato dal premiato architetto James Biber, il Padiglione USA rende omaggio alla ricca storia agricola dell'America con una struttura aperta delimitata da una grande zona agricola verticale da cui si otterrà un raccolto tutti i giorni. L'edificio, completamente sostenibile, dispone di una passerella in legno recuperato che proviene dal lungomare di Coney Island, di un’imponente video-installazione, di aree espositive interattive, di una terrazza panoramica, di spazi per i VIP e per la vendita al dettaglio.


PADIGLIONE CINA. Sviluppato su una superficie di 1000 mq, nella parte nord dell'asse principale di Expo, chiamato Decumano e non molto distante dal Lago Area e da Piazza Italia, il padiglione ha una forma sinuosa e che sembra avvitarsi su stessa, evocando di fatto la coda di un drago. Per progettare la struttura, l'archistar si è ispirato a Huan Shan, la Montagna Sacra della Cina. L'ha stilizzata e riprodotta in una struttura ricoperta da 4.200 piastrelle rosse, in grado di cambiare sfumatura e colore a seconda della luce. L'effetto visivo è quello di una copertura "a scaglie" che ricordano le squame di un serpente. L'edificio-scultura ha richiesto la realizzazione di una serie di pezzi unici che andavano di volta in volta assemblati (Leggi qui).


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PADIGLIONE BIELORUSSIA. Al centro del Padiglione Bielorussia, interamente realizzato in carpenteria metallica, svetta una ruota in acciaio, la "Wheel of Life", in travi a cassone, ottenute da piastre saldate assemblate in loco mediante bullonatura.


PADIGLIONE BRASILE. Una galleria d'accesso di 115 m  conduce al Padiglione Brasile. Si tratta di una struttura apparentemente leggera, che in realtà è costituita da 175 t di acciaio Corten. Qui, più che altrove, l'acciaio svolge un ruolo prestazionale ed estetico e il suo utilizzo è stato fondamentale ai fini della rapidità di costruzione. 


PADIGLIONE EMIRATI ARABI. Velocità di esecuzione e possibilità di riutilizzo della struttura: questi erano i requisiti che hanno portato alla scelta dell'acciaio anche nel Padiglione degli Emirati Arabi Uniti, caratterizzato da grandi pareti scenografiche costituite da strutture portanti metalliche. Le 1.000 t di acciaio verranno poi smontate, trasportate e riassemblate a Dubai per l'Expo 2020. 


PADIGLIONE GERMANIA. La sostenibilità è stata la leva che ha portato alla scelta dell'acciaio nel Padiglione Germania: per limitare l'impatto sull'ambiente, qui si è ridotto al minimo il materiale utilizzato: 431 t di acciaio strutturale per coprire i 2.700 mq di area espositiva. 

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PADIGLIONE GIAPPONE. Realizzato con una felice combinazione di acciaio e legno non strutturale con funzione di frangisole, il tema della sostenibilità ambientale e della riciclabilità del materiale sono risultati determinanti per la costruzione del padiglione giapponese.


PADIGLIONE ISRAELE. Il Padiglione Israele è stato progettato come una costruzione ecologica assemblata interamente con elementi metallici leggeri montati a secco, privi di getti in calcestruzzo. 

PADIGLIONE REPUBBLICA CECA. In sole sei settimane è stato realizzato il Padiglione della Repubblica Ceca: 1.500 mq su tre piani, ove l'ultimo ha una doppia valenza di tetto e giardino.  


PADIGLIONE THAILANDIA. Nell'edificio principale i piani sono costituiti da impalcati metallici con solette in lamiera grecata sono sostenute da colonne in acciaio disposte su una maglia irregolare che si adatta al progetto architettonico. Inoltre, anche il corpo centrale "Ngob" è costituito da una struttura a forma di cono con un'anima strutturale in carpenteria metallica. 


PADIGLIONE VIETNAM.
La struttura, realizzata dallo studio di progettazione vietnamita H&P Architects, porta infatti il nome di Pavillon of Dream Terraces e prende ispirazione da un cereale – il riso - , su cui il popolo vietnamita ha fondato la propria cultura alimentare. Si tratta di un edificio simbolico, secondo le intenzioni dei progettisti, volto a celebrare le tradizioni locali, promuovere un ritorno alla ruralità e unire architettura e agricoltura.


PADIGLIONE URUGUAY. Sotto il lemma “La vita cresce in Uruguay”, il padiglione presenterà le caratteristiche e le qualità che rendono il paese rinomato per la qualità della vita dei suoi cittadini, la valorizzazione delle risorse e dell'energia, oltra alla provenienza e la qualità del cibo. La sua architettura è stata concepita con lo scopo di riuscire un perfetto equilibrio ambientale tra spazi verdi ed edificati. Ha una struttura con forma di spirale che sarà elaborata a partire da materiali interamente riutilizzabili e riciclabili.


PADIGLIONE SVIZZERA. La Svizzera, primo Paese ad aver aderito a Expo Milano 2015, riflette sulla scarsità delle risorse alimentari nel mondo e mostra l’altra faccia dell’abbondanza. Il suo padiglione è costituito da quattro torri colme di generi alimentari locali dai quali il visitatore potrà attingere. Grazie alla modularità della struttura, mano a mano che le torri si svuotano il livello delle piattaforme su cui poggiano si abbassa, permettendo così al pubblico di visualizzare il proprio comportamento in relazione ai consumi.


PADIGLIONE SPAGNA. Ispirato a una serra a doppia navata a forma di portico, il Padiglione Spagna sviluppa i suoi contenuti attorno a due concetti chiave: Tradizione e Innovazione. Con una superficie di 3.300 m2 si trova alla confluenza delle due arterie principali dell’area espositiva – il Cardo e il Decumano. I contenuti del Padiglione mettono in mostra il buon momento del comparto agroalimentare spagnolo che conta sulla tradizione e l’esperienza nel campo della produzione e distribuzione dei prodotti alimentari, uniti alla varietà geografica e climatologica del Paese (Leggi qui). 


PADIGLIONE SLOVENIA. Nel padiglione, che si estende su un’area espositiva di 1910 metri quadri, viene esemplificato il forte collegamento tra un ambiente sano e un cibo sano prodotto a livello locale con metodi che non pesano sull’ecosistema: le risorse naturali sono infatti la chiave per un cibo sostenibile e per una buona qualità della vita.

PADIGLIONE SLOVACCHIA. La partecipazione della Slovacchia a Expo Milano 2015 si fonda su due pilastri: la varietà storica, culturale, naturale, e la sinergia simbiotica dei diversi ambienti sociali, naturali e culturali. Come provvedere all’energia per la vita? La Slovacchia risponde con la simbiosi della biodiversità al posto della specializzazione, la competizione e la differenziazione, perché la ricchezza biologica può nutrire il pianeta e apportare l’energia per la vita. Anche all’interno dell’ecosistema agricolo, in un Paese conosciuto per gli sterminati campi di grano, coesistono tutti i molteplici aspetti della filiera alimentare, dalle piccole fattorie ai grandi impianti energetici.

PADIGLIONE SANTA SEDE. Attraverso il suo Padiglione, che si sviluppa su un’area complessiva di 747 metri quadrati, la Santa Sede vuole offrire ai visitatori uno spazio di riflessione attorno alle problematiche che ancora oggi sono connesse all’alimentazione e all’accesso al cibo, mettendo in luce come l’operazione antropologica del nutrire sia al cuore dell’esperienza cristiana e della riflessione culturale e spirituale che ha generato dentro la storia.

PADIGLIONE REGNO UNITO. Il design del padiglione è ispirato al ruolo che gli alveari hanno nel nostro ecosistema e rappresenta lo spirito della partecipazione del Regno Unito. Il progetto fonde il design con forti requisiti ecologici, che trovano origine nelle conquiste scientifiche più all’avanguardia, nelle agrotecnologie e nell’ingegneria agraria. Il padiglione britannico, esteso su un lotto complessivo di 1910 metri quadri, vuole lasciare un segno nell’esperienza di tutti i visitatori di Expo Milano 2015, in cui natura, creatività, scienza e tecnologia si combinano per affrontare la sfida sottesa al Tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

PADIGLIONE QATAR. Il Qatar vuole mostrare il suo impegno per garantire un cibo sicuro, sano e conveniente. Dalle serre alla tavola, dai laboratori scientifici allo sport il Paese è impegnato a seminare sostenibilità, ovvero a garantire un cibo sano, sicuro e conveniente, attraverso soluzioni che siano socialmente, economicamente e ecologicamente sostenibili. Il Qatar è impegnato nella costruzione di una cultura del “vivere sano” attraverso la promozione dello sport e la ricerca scientifica per la gestione responsabile dell’acqua e delle preziose risorse della sua terra (Leggi qui).

PADIGLIONE POLONIA. Il progetto del Padiglione della Polonia è stato creato dallo studio 2PM del giovane architetto polacco Piotr Musia?owski. Il padiglione è un solido rettangolare, la cui superficie esterna è delineata da scatole di legno. Tutto l'edificio sarà trattato come una scatola di grandi dimensioni (o uno scrigno) che nasconde all’interno i suoi "gioielli". La struttura traforata rimanda alla forma eco-compatibile e semplice delle scatole di mele.

PADIGLIONE OMAN. Il padiglione, che si sviluppa all’interno di un’area complessiva di 2790 metri quadri, racconta la cura con cui gli omaniti tutelano, gestiscono e custodiscono l’acqua, preziosa risorsa vitale. Il visitatore potrà assaggiare prodotti locali come miele, datteri e latte di cammello, e passeggiare all’interno del giardino suddiviso in tre spazi, a simboleggiare il sole, la sabbia, il mare.

PADIGLIONE MONACO. Lo spazio espositivo del Principato di Monaco, che si estende su un lotto complessivo di 1.010 metri quadri, nasce da un progetto dell’architetto italiano Enrico Pollini e si propone come uno spazio capace di incoraggiare il pubblico ad entrare da molti diversi punti d’accesso, riflettendo così sulle opportunità poste dall’ecologia, dal riciclo e dal riuso. Sul tetto in legno simile ai tendaggi d’emergenza un composto in sfagno, un muschio leggero e permeabile, consente la coltivazione di un orto di colture mediterranee. Sono presenti giardini verticali e un sistema di raccolta dell’acqua piovana.

PADIGLIONE MOLDAVIA. L’intrigante e stimolante color verde mela è la caratteristica chiave del progetto sviluppato dallo studio Gorgona Architecture & Design insieme all’artista Pavel Braila. Dagli elementi d’arredo alle grandi travi colorate che circondano la struttura, che si estende su uno Spazio Espositivo complessivo di  747 metri quadri,  tutto è modellato per ricordare le forme di una grande mela L’elemento centrale del Padiglione è il fiore solare posto al di sopra del grande cubo di vetro, un’installazione di specchi costituita da migliaia di sfaccettature che raccolgono e riflettono la luce solare riproiettandola in migliaia di punti luminosi.

PADIGLIONE MESSICO. L’architetto Francisco López Guerra Almada, insieme con Jorge Vallejo e la consulenza del biologo Juan Guzzy, ha ideato la proposta vincitrice del concorso internazionale basandosi sull’alimento messicano più caratteristico, il mais.
Alla forma di una grande pannocchia di mais si ispira infatti la grande struttura esterna, che copre il padiglione di 1910 metri quadri, collocato in una posizione privilegiata, all’incrocio dei due viali principali. All’interno trova spazio la più ricca esposizione di prodotti tipici, contornati da un flusso d’acqua che dà vita ai giardini e accompagna i visitatori in rampe elicoidali, alla scoperta della ricchezza gastronomica, ecologica e culturale del Messico.

PADIGLIONE MAROCCO. Con il suo semplice e distintivo concept il Padiglione del Marocco è costruito attorno a una scoperta sensoriale, al cibo e alla gastronomia, e vuole rappresentare tutte le diversità esistenti all'interno del Paese, mostrando la ricchezza dei suoi alimenti e dei suoi sapori. I visitatori, attraverso l'espressione architettonica del Padiglione, possono fare un viaggio in Marocco, attraverso tutte le varietà di “terroirs”, le peculiarità agronomiche e le differenti tradizioni culturali esistenti.

PADIGLIONE MALESIA. Il padiglione, che si svilupperà su 2.047 metri quadrati, ha la forma di quattro semi. Le curve del design e gli intrecci sulla struttura riflettono la versatilità e la dinamicità della nazione. Il design del Padiglione della Malaysia trae ispirazione da un umile seme della foresta pluviale. Il seme, un simbolo di crescita, indica l’inizio di un percorso, e il potenziale racchiuso in esso. Il progetto architettonico prevede caratteristiche green e sostenibili in linea con il tema della sostenibilità di Expo Milano 2015. La struttura esterna dei semi è costruita con il "Glulam" o legno lamellare, un innovativo legno strutturale ricavato da materiale locale sostenibile.

PADIGLIONE KUWAIT. Il padiglione, il cui concept architettonico è stato sviluppato dallo studio di Italo Rota, richiama il profilo delle tradizionali imbarcazioni kuwaitiane, i Dhow, tuttora utilizzate nelle acque del Golfo Arabico e presenta sulla facciata laterale un esempio delle serre e dei sistemi di coltura idroponica diffusi nel Paese.
Il percorso espositivo si sviluppa in tre sezioni distinte: nella prima sono presentate le caratteristiche del territorio e del clima del Kuwait; nella seconda viene mostrato come lo studio e la ricerca scientifica abbiano permesso di trasformare queste condizioni complesse in un habitat ospitale e fertile; mentre nell’ultima sezione i visitatori possono immergersi in prima persona nella cultura kuwaitiana, accogliente e dinamica.

PADIGLIONE KAZAKISTAN. Il padiglione kazako, che occupa un’area complessiva di 2396 metri quadri, mira a sensibilizzare il visitatore sul tema della tutela delle risorse agricole e naturali, sulla cultura e l’idea dello sviluppo sostenibile, sulla cui rotta il Paese vuole decisamente incamminarsi.

PADIGLIONE IRLANDA. La struttura è composta da due volumi: uno rettangolare e uno curvo. La parte rettangolare si sviluppa su tre piani, è costruita interamente in X-Lam e i pannelli all’esterno sono lasciati a vista; le quattro facciate sono rivestite da lamelle verticali con passo variabile. Il volume curvo è caratterizzato dalla presenza di una grande vela che si appoggia su una vasca d’acqua, delimita lo spazio espositivo e lo ombreggia; lamelle orizzontali e lastre in policarbonato costituiscono il rivestimento. In copertura una terrazza si apre sullo spazio a giardino e sarà utilizzata per gli eventi nel corso dell’Expo. Le sistemazioni a verde al piano terra saranno caratterizzate da piantumazioni di essenze che ricordano il paesaggio irlandese.

PADIGLIONE FRANCIA. Una struttura di 3600 mq, di cui 2000 edificati, all'interno della quale verrà sviluppato il tema prescelto dal paese, “Produrre e nutrire in altro modo”, mostrando lo stato dell’agricoltura, della pesca e del settore agro-alimentare nazionale. Progettato dal team di X-Tu Architectes, e pensato come come un omaggio alle tipiche Halles parigine, il padiglione è improntato alla semplicità e al riuso. Linee libere ed assemblaggi invisibili costituiscono il 'cuore' del progetto che, realizzato con legno proveniente dal dipartimento del Jura, sarà smontabile e riutilizzabile al termine dell'evento (Leggi qui).

PADIGLIONE COREA. La struttura architettonica del Padiglione Corea è ispirata al “Vaso Luna (Moon Jar)”, una ceramica tradizionale coreana il cui nome deriva dalla sua somiglianza alla luna piena e in cui si conservano ancora oggi cibi fermentati come i jeod-gal (frutti di mare sotto sale) e i jang (salse e paste). Il Padiglione Corea, ispirato a questa giara bianca, risalente al periodo della dinastia Choseon (1392-1910), rappresenta pienamente il concetto coreano di bellezza naturale e il sentimento della cultura coreana e contiene al suo interno tutte le risposte al tema dell’Expo di Milano.

PADIGLIONE CILE. L’architettura del Padiglione, che si sviluppa in uno spazio di 1.910 metri quadri, vuole qui essere incentrata sull’arte dell’ospitalità. È un volume sospeso, una grande architrave in legno avvolta da uno scheletro in travi incrociate sollevata da quattro pilastri di cemento che creano uno spazio intermedio, l’orizzonte temperato tipico dell’architettura cilena. L’accesso è un punto relax con tavoli e panche. All’ingresso il visitatore incontrerà la “tavola” del Cile, i suoi sapori e i suoi colori. Un gruppo di statue rosse raffiguranti contadini indicherà il percorso da seguire. Il corridoio congiunge la sala espositiva con quella delle degustazioni e degli eventi.

PADIGLIONE BELGIO. Il Padiglione è un modello in scala di una rivoluzionaria soluzione di pianificazione urbana, la "Lobe City": una città responsabile, vivace e interattiva. I materiali per la costruzione del Padiglione sono stati scelti con cura e non lasceranno tracce sul sito: naturali, facilmente riciclabili, isolanti, modulari per essere agevolmente smontati. E' suddiviso in tre ambienti: la fattoria, porta d'ingresso riservata al Belgio federale: la cantina, cuore del laboratorio in cui si mettono in pratica le tecniche di produzione alternativa; l'atrio, spazio dedicato al relax e ai piaceri culinari (Leggi qui).

PADIGLIONE BAHRAIN. Il padiglione, progettato dall’architetto Anne Holtrop e dal paesaggista Anouk Vogel, è concepito come un paesaggio continuo di frutteti che si intersecano in una serie di spazi espositivi chiusi. Costruito in pannelli prefabbricati in calcestruzzo bianco, il Padiglione verrà trasferito in Bahrain alla fine di Expo Milano 2015 e sarà ricostruito trasformandosi in un giardino botanico. I componenti prefabbricati degli edifici, visibili attraverso le cuciture che li collegano l'un l'altro, ricordano le forme presenti nell'archeologia tipica del Bahrain.

PADIGLIONE AZERBAIJAN. Il progetto di Simmetrico Network presenta forme architettoniche moderne e semplici, realizzate attingendo ai materiali tradizionali quali il legno e la pietra lavorati in modo innovativo e abbinati a vetro e metallo. Una pelle di flessuose lamelle lignee avvolge i lati del Padiglione, che si sviluppa su un’area di 887 metri quadri, lasciando il fronte nord più libero per favorire un controllo passivo del microclima. Il visitatore ritrova le peculiarità del Paese nel percorso architettonico su diversi livelli compenetrati da tre biosfere. La prima è la biosfera geografica dei paesaggi e dell’incrocio dei percorsi continentali, la seconda è quella delle nove zone climatiche azerbaigiane, la terza è quella delle culture tradizionali e dell’innovazione per le nuove generazioni (Leggi qui).

PADIGLIONE AUSTRIA. Klaus K. Loenhart del team Terrain di Graz ha ideato uno spazio in cui architettura, natura, cultura e ricerca si fondono in un unico viaggio esperienziale. All’interno del Padiglione è riprodotta in scala ridotta una foresta austriaca che fornisce 62,5 chilogrammi di ossigeno fresco ogni ora, senza filtri né condizionatori, che, in un clima ideale sono sufficienti per 1.800 persone, donando benessere e assorbendo CO2. Un polmone verde che induce il desiderio di un mondo più pulito, offrendo un modello per l’attuazione di pratiche urbane in grado di garantire una migliore qualità della vita e dimostrando i vantaggi di una politica di rimboschimento contro il declino globale delle aree verdi.

PADIGLIONE ANGOLA. Il Padiglione dell’Angola è diviso in tre piani più terrazzo, e si estende su una superficie di circa 2.000 metri quadri. La struttura, realizzata con materiali sostenibili, è molto semplice e può essere facilmente smontata e riutilizzata. L’intenzione dell’Angola è quella di creare un'esperienza indimenticabile invitando i visitatori a sperimentare lo stile di vita angolano, sia utilizzando la tecnologia e la realtà aumentata che garantendo esperienze tattili e fisiche attraverso l’interazione con i materiali naturali.

PADIGLIONE ECUADOR. A Expo Milano 2015 l'Ecuador partecipa per la prima volta ad un'esposizione universale con un padiglione proprio. Lo fa per raccontare al visitatore la sua straordinaria biodiversità, convinto che le sue politiche sulla sostenibilità possano essere d'esempio. Per questo, per presentarsi al mondo attraverso Expo, ha scelto di realizzare un percorso rappresentativo di quattro sue grandi regioni: l'Amazzonia, le Ande, la costa e le isole Galapagos. Il primo piano del padiglione racconterà al visitatore le quattro regioni attraverso uno spazio interattivo.

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