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Green Building Forum Italia: Hilti porta l’innovazione tecnologica al centro della lotta al climate change

Al forum organizzato da GBC Italia e Regione Lombardia, Hilti presenta la propria visione per un’edilizia più sostenibile: tecnologie a ridotto impatto, obiettivi climatici certificati e una roadmap condivisa per la decarbonizzazione del costruito italiano

giovedì 6 novembre 2025 - Redazione Build News

Hilti_Green Building Forum 2025_Tavola Rotonda

Hilti ha preso parte come main partner al Green Building Forum Italia, l’evento organizzato da Green Building Council Italia in collaborazione con Regione Lombardia, che si candida a diventare un punto di riferimento permanente per il confronto tra istituzioni, aziende, professionisti e cittadini sul futuro dell’ambiente costruito.

GBC Italia, parte del network internazionale del World Green Building Council attivo in oltre 75 Paesi, promuove da anni una trasformazione profonda del mercato edilizio attraverso sistemi di certificazione indipendenti, come LEED® e il protocollo GBC Historic Building®, dedicato alla valorizzazione sostenibile del patrimonio storico. «La sostenibilità non è un vincolo, ma un motore di bellezza, valore e prosperità», ha ricordato Peter Templeton, Presidente e CEO di U.S. GBC, intervenuto al forum.

Hilti: innovazione e sostenibilità come leve strategiche

Durante la tavola rotonda dedicata a “L’innovazione tecnologica per il climate change”, Hilti Italia ha portato il proprio contributo attraverso l’intervento di Alice Matteucci, Southern Europe Head of Sustainability, ribadendo il ruolo dell’innovazione nella decarbonizzazione dell’edilizia.

L’azienda investe ogni anno circa il 7% del fatturato in ricerca e sviluppo, una strategia che ha portato nel 2024 all’introduzione della visione globale Lead 2030, dove la sostenibilità affianca produttività e sicurezza come pilastro strategico.

Hilti ha raggiunto la neutralità carbonica nelle proprie operazioni dirette nel 2023 e nel 2024 ha ottenuto la validazione degli obiettivi scientifici da parte della Science Based Targets initiative (SBTi):

  • –50% delle emissioni Scope 1 e 2 entro il 2032
  • –30% delle emissioni Scope 3 entro il 2032
  • neutralità climatica entro il 2050

Sul fronte dei prodotti, l’azienda continua a ridurre il proprio impatto ambientale grazie a soluzioni ottimizzate per consumi, materiali e prestazioni. Tra gli esempi più recenti:

  • TE 600-AVR, demolitore con il 20% in meno di impronta di carbonio
  • TE 50-22, perforatore a batteria con polimeri a ridotto impatto ambientale
  • TE 800-AVR, con alloggiamento in alluminio al posto del magnesio
  • Sistema modulare MT, con il 20% di acciaio riciclato in media

Dal 2010 Hilti utilizza metodi basati sul Life Cycle Assessment e oggi il 75% del portafoglio è coperto da EPD (Environmental Product Declarations), fondamentali per i protocolli di sostenibilità (LEED®, BREEAM®, WELL, GBC) e per soddisfare i Criteri Ambientali Minimi (CAM), anche nell’ambito infrastrutturale.

La roadmap di GBC Italia per la transizione del costruito

Il Green Building Forum Italia ha anche presentato la roadmap nazionale per accompagnare il patrimonio edilizio verso gli obiettivi climatici al 2050, articolata in tre aree strategiche:

  • Decarbonizzazione del costruito
  • Circolarità dei materiali e dei processi
  • Qualità e resilienza dell’ambiente costruito

Il settore edilizio vive una fase di trasformazione radicale: protocolli internazionali come LEED®, BREEAM®, CAM Edilizia ed EU Taxonomy guidano la valutazione del ciclo di vita degli edifici, ponendo al centro efficienza, impatto ambientale, salubrità e adattamento ai cambiamenti climatici.

Italia: un patrimonio edilizio fragile e ad alto impatto

La necessità di accelerare la transizione emerge chiaramente dai dati: secondo la Banca Mondiale, l’Italia è uno dei Paesi europei più colpiti economicamente dagli effetti del cambiamento climatico, con 134 miliardi di euro di perdite tra il 1980 e il 2023.

Il settore immobiliare, che rappresenta il 21% del PIL nazionale, è fortemente esposto ai rischi climatici e di transizione. La sfida principale riguarda il patrimonio residenziale privato, che costituisce il 93% dell’edificato totale:

  • l’88% degli edifici ha più di 50 anni e presenta scarsa qualità energetica
  • il 68,5% delle abitazioni è in classe energetica E, F o G
  • il 47% degli edifici si trova in zona sismica ad alto o medio rischio
  • oltre 2,4 milioni di famiglie erano in povertà energetica nel 2023 (ISTAT)

La rigenerazione urbana dovrà quindi combinare decarbonizzazione, economia circolare, sicurezza e qualità dell’aria interna, affrontando allo stesso tempo l’urgenza dell’adattamento climatico.

Il ruolo della finanza sostenibile

La transizione green è sostenuta sempre più dallo strumento dei green bond, oggi allineato alla tassonomia europea. L’Italia è il 5° Paese in Europa per emissioni, con un valore complessivo di 91 miliardi di dollari secondo Borsa Italiana (2023).

Queste risorse finanziano interventi su efficienza energetica, riduzione delle emissioni, resilienza e innovazione tecnologica: una leva indispensabile per colmare il divario tra lo stato attuale del patrimonio edilizio e gli obiettivi climatici al 2050.

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