L’Italia compie un passo significativo nel settore della fusione nucleare sperimentale grazie al completamento e al superamento dei test del primo dei 16 generatori di onde elettromagnetiche, noti come gyrotron, destinati al cuore del progetto Divertor Tokamak Test (DTT), in costruzione presso il Centro Ricerche ENEA di Frascati (Roma).
Questi dispositivi, realizzati dalla francese THALES, hanno il compito di riscaldare il plasma all’interno del reattore DTT, utilizzando onde a frequenza millimetrica per trasferire energia agli elettroni in movimento nel campo magnetico, condizione essenziale per raggiungere le temperature necessarie alla fusione. Le prove, effettuate presso la struttura FALCON del Swiss Plasma Centre a Losanna, hanno confermato la capacità di erogare 1 MW di potenza a 170 GHz per una durata di 100 secondi, rispettando gli standard prestazionali attesi.
Il completamento di questa fase rappresenta non solo un successo tecnologico per il progetto DTT, ma anche una dimostrazione europea importante: si tratta della prima applicazione industriale di un gyrotron da 170 GHz in grado di soddisfare le esigenze di riscaldamento del plasma per il sistema ECRH (Electron Cyclotron Resonance Heating).
Secondo gli esperti coinvolti, questo risultato è frutto di un’intensa collaborazione internazionale tra ENEA, THALES, Fusion for Energy (l’agenzia europea responsabile anche del contributo europeo al progetto ITER) e lo Swiss Plasma Centre, con un approccio sinergico che rafforza la catena di fornitura tecnologica europea per applicazioni di fusione.
Il progetto DTT, promosso da un consorzio che vede la partecipazione di ENEA, Eni e numerose istituzioni di ricerca e università italiane, rappresenta un investimento di oltre 600 milioni di euro, con impatti stimati intorno ai 2 miliardi di euro in termini economici e occupazionali. Oltre alla produzione di tecnologia avanzata, la realizzazione di questo reattore sperimentale mira a consolidare un hub scientifico internazionale aperto alla collaborazione globale, offrendo risposte concrete a sfide fondamentali come la gestione dei flussi di potenza del plasma e l’estrazione di energia in condizioni estreme.
Parallelamente ai progressi tecnologici, sono già in corso i lavori preparatori presso il Centro ENEA per la costruzione degli spazi e degli edifici che ospiteranno il DTT, parte della fase di Tokamak Hall and New Building che comprende oltre 150.000 metri cubi di nuove strutture.
Con questa tappa, l’Italia si pone in prima linea nella ricerca sulla fusione nucleare, un settore considerato strategico per il futuro dell’energia pulita e sostenibile, e rafforza la propria presenza nella competizione scientifica internazionale per lo sviluppo di tecnologie che potrebbero rivoluzionare il sistema energetico globale nei decenni a venire.
Fonte: www.media.enea.it