Da oggi gli operatori di carriponte dovranno essere obbligatoriamente formati secondo quanto previsto dal nuovo Accordo Stato-Regioni 2025. Una novità che coinvolge oltre mezzo milione di addetti in tutta Italia e che introduce un sistema di formazione standardizzata e obbligatoria per l’utilizzo delle attrezzature di sollevamento.
La misura nasce con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza sul lavoro, ma secondo Aisem — Associazione italiana sistemi di sollevamento, elevazione e movimentazione federata Anima Confindustria — l’entrata in vigore del provvedimento rischia di creare forti criticità operative per molte imprese industriali.
Cosa cambia con il nuovo Accordo Stato-Regioni
Prima dell’introduzione dell’ASR 2025, la formazione per gli operatori di carriponte era già prevista dal Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro, ma senza standard obbligatori definiti a livello nazionale.
Con il nuovo Accordo Stato-Regioni, invece, il carroponte entra ufficialmente tra le attrezzature da lavoro che richiedono una formazione specifica, strutturata e uniforme, con contenuti e monte ore predefiniti, analogamente a quanto già avviene per i carrelli elevatori.
Senza il conseguimento del percorso formativo previsto, gli operatori non potranno utilizzare legalmente le attrezzature.
Incertezza sulle date e dubbi interpretativi
Uno dei primi elementi critici riguarda le tempistiche di applicazione della norma.
Secondo quanto indicato dal Ministero del Lavoro, l’obbligo scatterebbe dal 19 maggio 2026. Tuttavia, considerando la data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’Accordo Stato-Regioni 2025, l’adempimento dovrebbe entrare effettivamente in vigore dal 25 maggio.
Una discrepanza che, secondo Aisem, rischia di creare incertezza interpretativa su un tema particolarmente delicato come quello della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Oltre 150mila carriponte operativi nelle aziende italiane
Le dimensioni del fenomeno rendono particolarmente complessa l’applicazione immediata della normativa.
Secondo le stime di Aisem, in Italia sono oggi operativi oltre 150mila carriponte, utilizzati quotidianamente da un numero elevato di operatori all’interno di stabilimenti industriali, magazzini e impianti produttivi.
Questo significa che molte aziende potrebbero trovarsi improvvisamente nella condizione di non poter utilizzare le proprie attrezzature qualora il personale non abbia ancora completato la formazione richiesta.
Il rischio concreto, evidenzia l’associazione, è quello di un rallentamento delle attività produttive o addirittura del fermo di alcuni impianti.
Aisem: “Servono tempi più realistici”
Massimiliano Bariola sottolinea come l’introduzione del patentino obbligatorio abbia generato difficoltà interpretative e organizzative per le imprese.
Secondo Bariola, il problema principale riguarda i tempi estremamente ridotti concessi alle aziende per adeguarsi alla nuova normativa, soprattutto considerando l’ampiezza della platea coinvolta.
Aisem aveva chiesto alle istituzioni un periodo di cinque anni per completare gradualmente la formazione degli operatori, ma la proposta non è stata accolta.
L’associazione chiede ora un maggiore coordinamento tra autorità competenti, enti formatori e imprese, così da conciliare gli obiettivi di sicurezza con la necessità di garantire continuità produttiva al sistema industriale.
Il rischio di corsi improvvisati e formazione insufficiente
Tra le preoccupazioni espresse dal settore emerge anche il rischio di una proliferazione di percorsi formativi improvvisati o non adeguatamente strutturati.
Matteo Frigo evidenzia come le difficoltà operative stiano già spingendo alcune realtà a organizzare corsi ridotti o non conformi agli standard richiesti dall’Accordo Stato-Regioni.
Secondo Frigo, il rischio è che una misura nata per rafforzare la sicurezza possa tradursi in percorsi formativi poco efficaci, con conseguenze sia sul piano normativo sia su quello operativo.
Aisem ricorda inoltre che l’associazione e le aziende aderenti operano come enti formatori accreditati nel rispetto delle disposizioni previste dall’ASR 2025.
Sicurezza e produttività: la sfida per il settore industriale
La vicenda dei patentini per gli operatori di carriponte riporta al centro il tema del rapporto tra sicurezza sul lavoro e sostenibilità organizzativa per le imprese.
Se da un lato la standardizzazione della formazione rappresenta un passo importante verso una maggiore tutela degli operatori, dall’altro il settore industriale chiede strumenti più flessibili e tempi compatibili con la complessità delle attività produttive.
Per questo motivo Aisem auspica l’apertura di un confronto tra istituzioni, associazioni di categoria e imprese per definire modalità di applicazione più graduali ed efficaci, evitando che una norma pensata per migliorare la sicurezza finisca per generare criticità operative diffuse nel sistema manifatturiero italiano.
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