Attualità

Nucleare, Pichetto Fratin: “Il futuro industriale dell’Italia passa dall’energia atomica”

Il Politecnico di Milano presenta i primi risultati della JRP Nucleare: sicurezza energetica, competitività e decarbonizzazione al centro della strategia italiana

martedì 19 maggio 2026 - Redazione Build News

Pichetto Fratin 2

Il nucleare torna al centro del dibattito energetico italiano e si candida a diventare uno degli assi strategici per il futuro industriale del Paese. A rilanciare il tema è stato Gilberto Pichetto Fratin intervenendo al Politecnico di Milano in occasione della presentazione dei primi risultati della JRP Nucleare, la partnership nata nel 2025 per studiare il ruolo dell’energia nucleare negli scenari energetici italiani.

Secondo il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il ritorno del nucleare rappresenta una scelta strategica necessaria per sostenere la crescita economica, garantire la sicurezza energetica e mantenere la competitività industriale dell’Italia nel lungo periodo.

La domanda energetica italiana oltre i 400 TWh entro il 2040

Al centro delle analisi presentate dalla JRP Nucleare ci sono gli scenari di evoluzione della domanda energetica nazionale.

Secondo gli studi illustrati durante l’evento, entro il 2040 i consumi elettrici italiani potrebbero superare i 400 TWh, trainati dalla crescita industriale, dalla diffusione dell’intelligenza artificiale, dall’elettrificazione dei consumi e dall’espansione dei Data Centre.

Per Pichetto Fratin, questa prospettiva impone una scelta chiara al Paese: “sviluppo o decrescita”. Il ministro ha sottolineato come la disponibilità di energia rappresenti oggi la vera discriminante per restare tra le grandi potenze industriali globali.

JRP Nucleare: ricerca, industria e istituzioni insieme

La Joint Research Partnership Nucleare nasce con l’obiettivo di costruire competenze, analisi e strategie utili a supportare le future politiche energetiche italiane.

La partnership riunisce il Politecnico di Milano con Fondazione Politecnico di Milano, AIN – Associazione Italiana Nucleare e quattro grandi gruppi industriali: Enel, Eni, Edison e Ansaldo Nucleare.

L’obiettivo condiviso è rafforzare il posizionamento industriale italiano nelle future filiere nucleari europee e contribuire alla soluzione del cosiddetto “trilemma energetico”: decarbonizzazione, sicurezza degli approvvigionamenti e competitività economica.

L’Italia punta sulle competenze nucleari già esistenti

Uno dei temi emersi con maggiore forza riguarda il patrimonio industriale e tecnologico che l’Italia possiede ancora oggi nel settore nucleare.

Marco Ricotti ha ricordato come il sistema nucleare europeo sia già fortemente autonomo dal punto di vista industriale e tecnologico, con oltre il 90% della filiera sviluppata all’interno dell’Unione Europea.

Secondo Ricotti, l’Italia conserva ancora la seconda filiera nucleare d’Europa dopo la Francia, nonostante l’assenza di reattori operativi sul territorio nazionale. Una base industriale che potrebbe diventare strategica nel momento in cui il Paese decidesse di reintegrare il nucleare nel proprio mix energetico.

Sicurezza energetica e decarbonizzazione al centro degli studi

Le analisi sviluppate nel primo anno di attività della partnership si sono concentrate su due temi principali: gli scenari di pianificazione energetica nazionale e i modelli di governance e finanziamento dei futuri impianti nucleari.

Secondo quanto emerso dagli studi, il nucleare potrebbe contribuire in modo significativo alla stabilità del sistema elettrico italiano, rafforzando al tempo stesso gli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal PNIEC.

Luca Mastrantonio ha evidenziato come un contributo nucleare compreso tra 8 e 16 GWe potrebbe generare importanti benefici in termini di efficienza e affidabilità del sistema energetico nazionale.

Anche Lorenzo Mottura ha sottolineato il ruolo strategico dell’atomo nel garantire capacità programmabile e contenimento dei costi di sistema in un contesto fortemente basato sulle fonti rinnovabili.

Data Centre e intelligenza artificiale spingono il ritorno del nucleare

Uno dei focus più rilevanti della ricerca riguarda il rapporto tra nucleare, Data Centre e sviluppo dell’intelligenza artificiale.

La crescente domanda di capacità computazionale richiede infatti enormi quantità di energia continua e affidabile, rendendo i Data Centre infrastrutture sempre più strategiche per la competitività tecnologica dei Paesi.

Secondo la JRP Nucleare, in prospettiva i piccoli reattori modulari SMR e i reattori avanzati AMR potrebbero rappresentare una soluzione particolarmente adatta ad alimentare queste strutture, grazie alla capacità di fornire energia stabile a basse emissioni.

Allo stesso tempo, i Data Centre potrebbero diventare investitori strategici nello sviluppo del nucleare, contribuendo al finanziamento dei nuovi impianti grazie alla loro elevata solidità finanziaria e alla necessità di approvvigionamenti energetici sicuri nel lungo periodo.

Governance e regole chiare per attrarre investimenti

Accanto agli aspetti tecnologici e industriali, la partnership evidenzia la necessità di costruire un quadro normativo stabile e una governance solida per accompagnare il possibile ritorno del nucleare in Italia.

Francesca Ferrazza ha sottolineato l’importanza di definire regole differenziate in base alla tipologia degli impianti, così da ridurre tempi autorizzativi e rischi imprenditoriali.

Anche sul piano politico il percorso sembra entrare in una fase decisiva. Secondo il Ministro Pichetto Fratin, entro l’estate il Parlamento dovrebbe approvare definitivamente la legge delega sul nucleare, mentre entro la fine del 2026 potrebbero essere definiti i decreti attuativi necessari a completare il quadro normativo.

Il nucleare come leva per la competitività industriale

Per le aziende coinvolte nella JRP Nucleare, il ritorno dell’energia atomica non rappresenta soltanto una scelta energetica, ma anche una leva industriale strategica.

Daniela Gentile ha evidenziato come il nucleare possa rafforzare le filiere produttive nazionali, sviluppare competenze altamente specializzate e ridurre la dipendenza energetica dall’estero.

La sfida, secondo i promotori dell’iniziativa, riguarda quindi non solo la produzione di energia, ma il posizionamento futuro dell’Italia all’interno delle grandi trasformazioni industriali europee e globali.

Idrogeno verde, una soluzione per l'energia del futuro. Ma oggi è ancora troppo caro

L'obiettivo crescita sostenibile è raggiungibile attraverso l'utilizzo dell'idrogeno verde. Ma al momento... Leggi


Bonus elettrodomestici green, spunta il nuovo contributo per rendere la casa più efficiente

Il governo ha allo studio l'introduzione di un nuovo bonus elettrodomestici, che... Leggi

Potrebbe interessarti

Iscriviti alla newsletter di Build News

Rimani aggiornato sulle ultime novità in campo di efficienza energetica e sostenibilità edile

Iscriviti

I più letti sull'argomento


Dello stesso autore


Sicurezza in cantiere: scatta l’obbligo del patentino per oltre 500mila operatori di carriponte

Aisem lancia l’allarme: tempi troppo stretti per la formazione prevista dall’Accordo Stato-Regioni...

Progetti
Torre Seta, il progetto di rinascita urbana che trasforma l’ex Torre del Moro

A Milano prende forma uno dei più significativi interventi di riqualificazione post-incendio:...