Si è conclusa a Riva del Garda la dodicesima edizione di REbuild 2026, il primo evento italiano dedicato all’innovazione sostenibile dell’ambiente costruito. L’edizione di quest’anno ha posto al centro del confronto uno dei temi più urgenti per il futuro del Paese: l’emergenza abitativa e la necessità di ripensare il concetto stesso di casa.
Nel corso della due giorni ospitata al Centro Congressi di Riva del Garda, istituzioni, imprese, investitori, progettisti, operatori della finanza e rappresentanti del settore pubblico hanno condiviso un approccio comune: la casa non può più essere considerata soltanto un prodotto immobiliare, ma deve evolvere in una vera infrastruttura sociale capace di generare benessere, inclusione e competitività territoriale.
“Housing Remix” ridisegna il modello dell’abitare
Tema guida dell’edizione 2026 è stato “Housing Remix”, un percorso che ha promosso il dialogo tra politiche pubbliche, filiera delle costruzioni, finanza e innovazione industriale con l’obiettivo di delineare una nuova stagione delle politiche abitative.
Dal confronto è emersa una fotografia chiara dell’evoluzione della domanda abitativa contemporanea. Accessibilità economica, sostenibilità ambientale, salute, servizi di prossimità, qualità delle relazioni urbane e flessibilità degli spazi rappresentano oggi elementi integrati di una nuova idea di abitare.
Secondo la community di REbuild 2026, la casa diventa così una piattaforma di welfare urbano capace di connettere tecnologia, comunità, innovazione e servizi sociali.
Le criticità del sistema abitativo italiano
Nel corso dei lavori sono stati affrontati alcuni dei principali nodi strutturali del sistema abitativo italiano: lo squilibrio tra domanda e offerta, la crescente insostenibilità economica dell’accesso alla casa, la complessità delle procedure urbanistiche e la necessità di attrarre “capitali pazienti” in grado di sostenere investimenti di lungo periodo.
A introdurre il quadro di analisi è stato Ezio Micelli, che ha evidenziato come la sfida dell’housing richieda oggi una visione sistemica fondata sull’integrazione tra pianificazione urbana, mercati finanziari e filiera delle costruzioni.
Il confronto si è sviluppato attorno ai cinque pilastri chiave individuati da REbuild: Politiche, Capitali, Regole, Costruire e Abitare, con l’obiettivo di superare la frammentazione tra i diversi attori coinvolti nel settore.
Le esperienze europee come modello di riferimento
Nel dibattito è emersa più volte la necessità di guardare alle migliori pratiche internazionali. Secondo Ezio Micelli, città come Madrid e Vienna rappresentano oggi modelli avanzati di integrazione tra pianificazione urbana, finanza e sviluppo immobiliare.
Allo stesso tempo, è stato sottolineato come anche l’Italia disponga già di competenze, strumenti amministrativi e pratiche virtuose capaci di sostenere una trasformazione strutturale delle politiche abitative.
“Le esperienze condivise dimostrano che quella che oggi definiamo emergenza abitativa può trovare risposte concrete attraverso competenze, collaborazione e capacità di mettere a sistema le migliori pratiche”, ha dichiarato Alessandra Albarelli.
Finanza sostenibile e innovazione industriale al centro della trasformazione
Uno dei messaggi più forti emersi dai tavoli di lavoro riguarda il ruolo sempre più centrale della finanza sostenibile nel rendere possibili progetti abitativi innovativi e inclusivi.
Secondo gli stakeholder presenti a REbuild 2026, la finanza deve diventare una leva strategica per accompagnare operazioni complesse e sostenibili nel lungo periodo, favorendo investimenti responsabili in grado di dialogare con l’interesse pubblico.
Parallelamente, anche la filiera delle costruzioni è chiamata a evolversi verso modelli sempre più industrializzati e orientati all’efficienza, con particolare attenzione alle tecnologie off-site, tema che proprio REbuild ha contribuito a introdurre nel dibattito italiano.
L’obiettivo è migliorare qualità del costruito, ridurre tempi e costi e ottimizzare l’utilizzo delle risorse lungo l’intero processo edilizio.
Il progetto “Orizzonti dell’abitare in Trentino”
Tra le esperienze concrete presentate durante l’evento ha assunto particolare rilievo il progetto “Orizzonti dell’abitare in Trentino”, sviluppato dalla Provincia autonoma di Trento in collaborazione con REbuild.
L’iniziativa accompagnerà la definizione della nuova legge provinciale sulla casa attraverso un modello partecipativo fondato sul coinvolgimento degli stakeholder del territorio.
Secondo Roberto Pellegrini, il progetto rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra enti, istituzioni e operatori della filiera per costruire politiche abitative più efficaci e innovative.
Condomini come presìdi sociali e sanitari
Nel corso della manifestazione è stato inoltre firmato un protocollo d’intesa tra ANACI, Croce Rossa Italiana e SIMA per avviare un progetto dedicato alla trasformazione dei condomìni in presìdi di prossimità sanitaria e sociale.
L’iniziativa punta a introdurre servizi di telemedicina, teleassistenza e monitoraggio dedicati soprattutto ad anziani e persone fragili, rafforzando il ruolo sociale dell’abitare contemporaneo.
Dalle idee alle soluzioni operative
La sintesi emersa da REbuild 2026 non si limita a una riflessione teorica, ma propone un vero quadro operativo per affrontare la crisi abitativa italiana.
Secondo gli organizzatori, gli strumenti necessari per avviare una nuova stagione dell’abitare esistono già, ma occorre rafforzare competenze, governance e capacità di collaborazione tra pubblico e privato.
L’alleanza per la casa delineata a REbuild passa infatti attraverso nuove sinergie tra istituzioni, finanza, imprese, progettazione e manifattura, nella convinzione che solo un approccio integrato possa trasformare innovazione e sostenibilità in soluzioni realmente accessibili e replicabili.