Il rispetto delle scadenze contrattuali e il divieto di ricorso sistematico alla proroga tecnica sono al centro dell'ultimo richiamo ufficiale dell'ANAC. Con la nota del 17 marzo 2026, il Presidente dell'Autorità ha ribadito che la continuità di un servizio pubblico non può diventare un alibi per scavalcare le procedure di gara evidenziando come una cattiva programmazione mini le basi del mercato libero.
L’abuso della proroga tecnica e il rischio di danno erariale
Uno dei punti focali della comunicazione riguarda l'utilizzo distorto della proroga tecnica. Secondo l'Autorità, questa deve rimanere un evento eccezionale e limitato nel tempo, strettamente necessario alla conclusione di una procedura di gara già avviata.
L’ANAC ha rilevato come troppe amministrazioni ricorrano a estensioni contrattuali pluriennali senza giustificato motivo, trasformando l'eccezione in regola. Tale comportamento non solo limita l'ingresso di nuovi operatori economici, ma espone gli enti pubblici al rischio di danno erariale, poiché impedisce di beneficiare di condizioni economiche potenzialmente più vantaggiose derivanti da un nuovo confronto competitivo.
Verso una programmazione strategica: le indicazioni per gli enti
Per invertire la rotta, l’Autorità indica nella programmazione anticipata l'unica soluzione percorribile. Le stazioni appaltanti sono chiamate a monitorare costantemente le scadenze dei contratti in essere, avviando le nuove procedure di affidamento con un congruo anticipo.
L'obiettivo è duplice:
- Garantire la qualità: Un servizio messo a gara regolarmente permette di aggiornare i requisiti tecnici e qualitativi.
- Assicurare la legalità: Evitare contestazioni legali da parte dei competitor che si vedono esclusi da mercati "blindati" da proroghe infinite.
L'ANAC ha inoltre annunciato che intensificherà l'attività di vigilanza collaborativa, supportando le amministrazioni virtuose ma sanzionando con fermezza le condotte che ostacolano la libera concorrenza.