Un progetto di rigenerazione urbana finanziato dal Pnrr finisce sotto la lente dell’ANAC, che ha accertato gravi criticità e violazioni del Codice degli Appalti. Con la delibera n. 106 del 24 marzo 2026, l’Autorità ha evidenziato numerose irregolarità nella procedura di gara relativa a una città capoluogo del Basso Lazio.
Tra le principali contestazioni figurano errori nell’attribuzione dei punteggi, sia per l’offerta tecnica che per quella economica, oltre a carenze nella definizione dei criteri di valutazione.
Violazioni del Codice degli Appalti
Secondo l’ANAC, le anomalie riscontrate incidono direttamente sulla correttezza e trasparenza della procedura. In particolare, viene sottolineata la mancata applicazione di elementi previsti dalla normativa, come l’inserimento di criteri premiali obbligatori.
L’Autorità ha ribadito che il rispetto delle regole stabilite nel disciplinare di gara e nella normativa vigente è fondamentale per garantire equità tra gli operatori economici e prevenire possibili distorsioni nella selezione.
Il nodo del criterio di prossimità
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il cosiddetto criterio di prossimità territoriale. Sebbene inserito tra i criteri premiali, non è stato adeguatamente definito nella documentazione di gara.
In particolare, mancava una chiara predeterminazione dei parametri per l’attribuzione dei punteggi e della loro gradualità. Questo, secondo l’ANAC, compromette la trasparenza della valutazione e apre il rischio di arbitrarietà.
Il principio ribadito è che tali criteri devono essere esplicitati in modo dettagliato già nella lex specialis, così da consentire controlli sia durante che dopo la procedura.
Parità di genere: un requisito ignorato
Tra le violazioni più significative emerge anche la mancata previsione di un punteggio premiale per le imprese in possesso della certificazione sulla parità di genere
Si tratta di un elemento obbligatorio previsto dalla normativa vigente, in particolare dal decreto legislativo n. 198/2006, che promuove l’equità tra uomini e donne nel mondo del lavoro. L’assenza di questo criterio rappresenta quindi una violazione diretta delle disposizioni del Codice degli Appalti.
Le conseguenze per la stazione appaltante
Alla luce delle criticità accertate, l’ANAC ha richiesto alla stazione appaltante di valutare le misure più opportune da adottare per adeguarsi alle osservazioni formulate.
L’amministrazione dovrà comunicare entro 30 giorni le decisioni prese, tenendo conto dell’interesse pubblico e della necessità di garantire la regolarità della procedura.
Trasparenza e regole al centro dei progetti Pnrr
Il caso evidenzia ancora una volta quanto sia cruciale il rispetto rigoroso delle norme nei progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La corretta gestione delle gare pubbliche rappresenta infatti un elemento chiave per assicurare l’efficacia degli investimenti e la fiducia nel sistema.
L’intervento dell’ANAC si inserisce in questo contesto come strumento di vigilanza e garanzia, con l’obiettivo di rafforzare trasparenza, concorrenza e qualità nell’utilizzo delle risorse pubbliche.
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