In Italia circa l’80% dei giovani tra i 20 e i 29 anni vive con i genitori, un dato che colloca il nostro Paese al secondo posto nel mondo, dietro soltanto alla Corea del Sud. È quanto emerge da un documento dell’Ocse presentato alla Commissione Casa del Parlamento europeo.
Un fenomeno noto, ma che ormai assume dimensioni fuori scala e che riporta al centro del dibattito pubblico temi come caro affitti, costo degli immobili e difficoltà di accesso al credito, questioni strategiche anche per il futuro piano casa del Governo.
Italia sopra la media Ocse ed europea
Secondo l’analisi dell’organizzazione internazionale, sono appena sei i Paesi sviluppati in cui oltre il 70% dei giovani tra i 20 e i 29 anni vive con i genitori:
Slovenia, Grecia, Slovacchia, Spagna, Italia e Corea del Sud.
Italia e Corea si attestano intorno all’80%. In pratica, solo un giovane su cinque riesce – o sceglie – di vivere in autonomia.
Il confronto con gli altri Paesi Ocse evidenzia un forte divario:
- Nei Paesi Ocse la media si aggira attorno al 50%
- La media europea è circa 55%
Nei Paesi nordici i numeri sono nettamente inferiori:
- Danimarca e Finlandia intorno al 10%
- Norvegia e Svezia attorno al 20%
Un gap che evidenzia non solo differenze culturali, ma soprattutto diverse condizioni economiche e abitative.
Perché i giovani italiani restano in famiglia
Le cause sono molteplici e strutturali. Tra i principali fattori:
- Aumento dei canoni di affitto, soprattutto nelle grandi città
- Prezzi elevati degli immobili
- Difficoltà di accesso ai mutui e al credito
- Precarietà lavorativa e redditi insufficienti
Il risultato è una crescente difficoltà a costruire un percorso di autonomia abitativa, con effetti che si riflettono anche su natalità, mobilità lavorativa e stabilità economica.
Le aspettative dei giovani: cresce il timore di non farcela
Il disagio emerge anche dalle percezioni: tra i 18 e i 24 anni, circa il 60% dei giovani italiani teme di non riuscire a trovare un’abitazione adeguata nei prossimi due anni.
Un dato che evidenzia come il problema non sia solo attuale, ma anche prospettico. L’incertezza sull’accesso alla casa incide sulle scelte di vita, dai percorsi professionali alla formazione di una famiglia.
Il nodo casa al centro dell’agenda politica
I numeri diffusi dall’Ocse riaccendono il dibattito sul tema dell’emergenza abitativa giovanile e sulle misure necessarie per favorire l’autonomia degli under 30. Dal contenimento del caro affitti agli incentivi per l’acquisto della prima casa, fino al rafforzamento delle garanzie pubbliche per l’accesso al credito, la questione abitativa si conferma una delle sfide cruciali per il futuro del Paese.
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