A Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna, il quartiere Croce ha cambiato volto. Il progetto "Vivere infrastrutture verdi di qualità alla Croce", inaugurato dal Comune il 7 luglio 2026, ha ridisegnato circa 23.000 m² di spazio pubblico per assorbire meglio la pioggia, attenuare il caldo estivo e rendere più sicuri gli spostamenti a piedi e in bicicletta.
L'intervento combina tre soluzioni: rain garden, nuove alberature e pavimentazioni permeabili. Tra queste ci sono le piste ciclabili in calcestruzzo drenante i.idro DRAIN ECO di Heidelberg Materials, che lavorano insieme al verde per trattenere l'acqua nel terreno.

Render e schemi concettuali arch Filippo Piva
Quartiere Croce: dove si è intervenuti e quanto è costato
I lavori hanno riguardato il parco dell'ex Galoppatoio, il vialetto Baldo Sauro, piazza Zampieri e le vie Domenico Zampieri, del Francia e De' Carracci.
Il progetto vale oltre 1,9 milioni di euro. Di questi, 1,5 milioni arrivano dai fondi europei della Regione Emilia-Romagna, attraverso il Programma regionale FESR 2021-2027. L'intervento rientra nelle 20 Operazioni di Importanza Strategica – Progetti Europa 27 dedicate alle infrastrutture verdi e blu.
«Questo è uno dei tanti interventi che, insieme ai Comuni, stiamo realizzando in tutta l'Emilia-Romagna per rendere le nostre città più verdi, più accessibili e più capaci di affrontare le sfide del cambiamento climatico», ha detto all'inaugurazione il presidente della Regione Michele de Pascale.
Per il sindaco Matteo Ruggeri l'area, nevralgica per la città, è oggi più verde, sicura e inclusiva: «Questo progetto non è soltanto un intervento di riqualificazione urbana, ma una visione strategica che risponde alle sfide dei cambiamenti climatici attraverso soluzioni come i rain garden e la mobilità dolce, garantendo al contempo una maggiore accessibilità per tutti i cittadini».
Casalecchio di Reno @Massimo Gennari
Dal masterplan al cantiere: progettisti, protocollo SITES e imprese
Il masterplan di riqualificazione degli spazi pubblici della Croce è del 2022 e porta la firma del paesaggista Filippo Piva e dell'architetto Davide Raffaelli di PAMPA Studio. Nel 2023 il Comune lo ha candidato al bando regionale per le infrastrutture verdi e blu nelle aree urbane e periurbane, ottenendo le risorse per realizzarlo.
Dal 2024 lo sviluppo del progetto e la direzione lavori sono stati seguiti da un raggruppamento di professionisti formato dallo stesso Piva, dall'ingegnere Gianpiero Sticchi e dall'architetto Giuseppe Anastasi. Fin dall'inizio il lavoro è stato impostato sui principi di SITES (Sustainable Sites Initiative), protocollo internazionale per la progettazione, la realizzazione e la gestione sostenibile degli spazi aperti.
I lavori sono stati affidati a Rete Costruttori Bologna, che ha operato con due consorziate: Cattoli Srl per le aree stradali e CGA Costruzioni Generali Appennino Srl per le opere nel parco dell'ex Galoppatoio.

i.idro DRAIN arch Filippo Piva
Suolo più permeabile e più biodiversità: i numeri dell'intervento
Il dato più significativo riguarda il suolo. «Abbiamo eliminato oltre 2.200 m² di superfici impermeabili sostituendole con pavimentazioni drenanti, aree verdi e sistemi di drenaggio sostenibile», spiega Filippo Piva.
Sul fronte del verde sono stati piantati 36 nuovi alberi, al posto di esemplari non più idonei, e oltre 4.000 tra arbusti ed erbacee perenni, scelti anche per offrire habitat agli insetti impollinatori. Tra i benefici attesi ci sono un maggiore assorbimento di CO₂ e servizi ecosistemici più ricchi.
Un'attenzione particolare è andata alle radici. Lungo le strade sono stati creati nuovi spazi permeabili che mettono a disposizione degli alberi più suolo, acqua e ossigeno, a vantaggio della loro salute e longevità.
Rain garden e vasca di accumulo: come viene gestita l'acqua piovana
I rain garden sono aiuole ribassate che raccolgono la pioggia e la lasciano filtrare lentamente nel terreno. Alla Croce sono distribuiti lungo i percorsi e nelle aree verdi del parco, dove fanno due cose insieme: arricchiscono il paesaggio e rallentano il deflusso dell'acqua.
L'acqua in eccesso non va persa. «Quando le precipitazioni superano la capacità di infiltrazione del suolo, le acque vengono raccolte e convogliate verso una vasca di accumulo da 30 m³ destinata all'alimentazione dell'impianto di irrigazione», spiega Piva. In questo modo si alleggerisce il carico sulla rete fognaria e la pioggia torna utile al parco.

Immagini ciclabile work in progress @arch Filippo Piva
Piste ciclabili in calcestruzzo drenante: 1.700 m² nel parco dell'ex Galoppatoio
Nel parco dell'ex Galoppatoio una nuova rete ciclopedonale collega scuole, asilo, piscina, aree gioco e impianti sportivi. Ha preso il posto del vecchio percorso promiscuo in asfalto e separa finalmente chi pedala da chi cammina.
La distinzione si vede anche nei materiali. I percorsi pedonali sono in calcestre, mentre i 1.700 m² di piste ciclabili sono in calcestruzzo drenante color sabbia i.idro ECO LOW CARBON DRAIN di Heidelberg Materials. La tinta chiara si accorda con il paesaggio del parco e limita il surriscaldamento estivo.
«La pavimentazione è stata progettata come parte integrante del sistema di Sustainable Drainage Systems (SuDS) adottato nel quartiere e lavora in sinergia con i rain garden e le altre infrastrutture verdi», spiega Marco Sandri, direttore tecnico di Ibuild Italia, la società del gruppo che ha curato la posa.
Il calcestruzzo è arrivato dalla cementeria Heidelberg Materials di San Cesario sul Panaro. Ibuild Italia ha seguito stesa, compattazione e protezione delle superfici durante la maturazione, passaggio necessario per ottenere le prestazioni meccaniche e drenanti di progetto.

Pavimentazione drenante @arch. Filippo Piva
i.idro ECO LOW CARBON DRAIN: drenaggio, meno CO₂ e superfici più fresche
La pavimentazione ha una struttura porosa, ottenuta con una selezione mirata degli aggregati. Secondo il produttore drena fino a 100 volte più di un terreno naturale. L'effetto pratico è una pista senza pozzanghere né tratti scivolosi, con una superficie continua e priva di giunti, percorribile all'occorrenza anche dai mezzi di servizio leggeri.
C'è poi un vantaggio per gli alberi. «La struttura porosa della pavimentazione favorisce l'infiltrazione delle precipitazioni nel terreno e contribuisce a mantenere condizioni più favorevoli per le alberature esistenti e per lo sviluppo degli apparati radicali», osserva Sandri.
Cemento d'altoforno e Criteri ambientali minimi
Il legante è TERMOCEM GREEN CEM III/A 42,5 N, cemento d'altoforno prodotto a Cagnano Amiterno con oltre il 40% di materiale riciclato pre-consumo. Le emissioni dichiarate sono inferiori a 550 kg di CO₂ per tonnellata, contro gli oltre 750 kg tipici di un cemento CEM I.
La sostituzione di parte del clinker con loppa d'altoforno permette, secondo Sandri, di ridurre fino al 30% l'anidride carbonica incorporata rispetto a una pavimentazione equivalente in materiali tradizionali, rispettando i requisiti CAM sul contenuto di riciclato.
Isola di calore: fino a 30 °C in meno rispetto all'asfalto
Le superfici chiare riflettono più luce solare di quelle bituminose. Per Heidelberg Materials questo può abbassare la temperatura superficiale estiva fino a 30 °C. L'indice SRI del materiale è 33 nella versione grigia e 46 in quella bianca, sopra la soglia di 29 fissata dai CAM.
La prova della pioggia: i primi risultati alla Croce
Il collaudo vero è arrivato con il maltempo. «I risultati sono stati evidenti fin dai primi episodi di pioggia intensa. Mentre in altre zone della città si sono verificati fenomeni localizzati di ristagno, il comparto della Croce ha dimostrato un comportamento molto efficace sotto il profilo del drenaggio e dell'assorbimento delle acque», racconta Barbara Negroni, agronoma e assessora alla Transizione ecologica, Infrastrutture verdi e Qualità urbana.
La scelta di superfici permeabili, spiega l'assessora, è stata condivisa da amministrazione, progettisti e azienda fornitrice per rispondere sia alle ondate di calore sia a piogge sempre più intense e concentrate. Il Comune intende ora adottare soluzioni analoghe nei prossimi interventi di rigenerazione urbana.
Casalecchio di Reno @Massimo Gennari