È stata presentata in occasione della Mostra Convegno Expocomfort 2026 la guida “Legionella nei Condomini - Documento tecnico operativo per la gestione e prevenzione della legionellosi”, realizzata da Aqua Italia e Avr, in collaborazione con Anaci e Ats Lombardia, e promossa da Anima Confindustria.
Il documento nasce con un obiettivo chiaro: fornire uno strumento pratico e aggiornato per affrontare una problematica sempre più diffusa. Negli ultimi anni, infatti, i casi di legionellosi sono aumentati significativamente sia in Italia sia in Europa, rendendo necessaria una maggiore attenzione alla gestione degli impianti idrici negli edifici residenziali.
Disponibile online e accessibile a tutti
La guida è scaricabile gratuitamente dal sito di Anima Confindustria, con l’intento di favorire la massima diffusione tra amministratori di condominio, tecnici e cittadini. Contestualmente, è stato lanciato anche un portale dedicato, pensato come spazio informativo e di approfondimento continuo.
Si tratta della prima sintesi strutturata a livello nazionale che raccoglie le migliori pratiche e tecnologie disponibili per la prevenzione del batterio Legionella pneumophila, frutto del lavoro congiunto di oltre venti aziende del settore.
Normativa e responsabilità: cosa cambia per i condomini
Uno degli aspetti centrali del documento riguarda il quadro normativo aggiornato, che pone al centro la tutela della salute pubblica. In questo contesto, l’amministratore di condominio assume il ruolo di gestore della distribuzione idrica interna (Gidi), con responsabilità dirette sulla qualità dell’acqua.
Il mancato rispetto degli obblighi può comportare sanzioni amministrative importanti, comprese tra 5.000 e 30.000 euro, oltre a possibili implicazioni civili e penali. La guida aiuta quindi a chiarire ruoli, responsabilità e azioni necessarie per essere conformi alla normativa.
Dati preoccupanti: oltre 4.600 casi in Italia
Secondo i dati più recenti, nel 2024 in Italia sono stati registrati oltre 4.600 casi di legionellosi, con una media superiore ai dieci casi al giorno. L’incidenza è più alta nelle regioni del Nord e tra la popolazione over 60.
Questi numeri evidenziano come il rischio non sia marginale, ma richieda un approccio strutturato e sistemico alla prevenzione, che coinvolga sia i professionisti sia i cittadini.
Strumenti operativi e tecnologie per la prevenzione
Il manuale non si limita alla teoria, ma offre strumenti concreti per la gestione del rischio: matrici di valutazione, protocolli di disinfezione termo-chimica e indicazioni sulle tecnologie più efficaci.
Grande attenzione viene dedicata anche alla manutenzione programmata degli impianti e alla necessità di affidarsi a operatori qualificati, in grado di intervenire tempestivamente in caso di criticità.
Buone pratiche quotidiane per ridurre il rischio
Accanto agli interventi tecnici, la guida sottolinea l’importanza di semplici azioni preventive che possono essere adottate anche a livello domestico:
- far scorrere l’acqua nei rubinetti poco utilizzati per 10-15 minuti a settimana
- pulire e disinfettare rompigetto e soffioni doccia ogni tre mesi
- mantenere la temperatura dell’acqua calda sanitaria ad almeno 60°C
- utilizzare sistemi di trattamento dell’acqua per prevenire calcare e corrosione
Si tratta di accorgimenti semplici ma fondamentali per limitare la proliferazione del batterio negli impianti domestici.
Una cultura della prevenzione per la sicurezza degli edifici
L’iniziativa rappresenta un passo importante nella diffusione di una cultura della prevenzione e della sicurezza degli impianti idrici. Grazie alla collaborazione tra associazioni di categoria, istituzioni sanitarie e professionisti, la guida si propone come uno strumento concreto e facilmente accessibile.
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