Attualità

Direttiva Case Green, il JRC: ai privati fino al 70% dei costi per la riqualificazione energetica

Un'analisi del centro di ricerca della Commissione europea evidenzia che gli incentivi pubblici copriranno in media solo il 20-30% degli investimenti previsti dai Piani nazionali di ristrutturazione. L'Italia è ancora in ritardo nella presentazione del proprio piano

lunedì 10 agosto 2026 - Redazione Build News

shutterstock_2436504155 Fonte: shutterstock

La transizione verso edifici a basse emissioni rischia di gravare in larga misura sui proprietari immobiliari. È quanto emerge da un'analisi del Joint Research Centre (JRC), il centro di ricerca della Commissione europea, che ha esaminato i primi Piani nazionali di ristrutturazione predisposti dagli Stati membri per l'attuazione della direttiva europea EPBD, nota come direttiva "Case Green".

Secondo lo studio, il contributo pubblico previsto dai diversi Paesi coprirà mediamente tra il 20% e il 30% dei costi necessari per gli interventi di efficientamento energetico, mentre circa due terzi degli investimenti dovranno essere sostenuti direttamente dai proprietari degli immobili o attraverso capitali privati.

Gli obiettivi della direttiva EPBD

La direttiva sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD) impone agli Stati membri di ridurre i consumi energetici medi del patrimonio residenziale del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, con l'obiettivo finale della completa decarbonizzazione degli edifici entro il 2050.

Per raggiungere questi traguardi, ogni Paese è chiamato a predisporre un Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, nel quale definire strategie, interventi, strumenti finanziari e modalità di attuazione.

Italia ancora senza Piano nazionale

Ad oggi, diciotto Stati membri hanno trasmesso a Bruxelles una versione preliminare del proprio Piano nazionale di ristrutturazione. L'analisi del JRC si basa sui primi sedici documenti disponibili.

L'Italia, invece, non ha ancora presentato il proprio piano, un ritardo che ha portato la Commissione europea ad avviare una procedura di infrazione per il mancato rispetto delle scadenze previste dalla normativa comunitaria.

Nessun fondo europeo dedicato

Uno degli aspetti evidenziati dal rapporto riguarda le fonti di finanziamento della transizione energetica del patrimonio edilizio.

La direttiva EPBD non introduce infatti uno specifico fondo europeo destinato alla riqualificazione degli edifici. Bruxelles rinvia principalmente all'utilizzo degli strumenti finanziari comunitari già esistenti e alle misure che saranno predisposte dai singoli Stati membri.

In questo scenario, il coinvolgimento del capitale privato viene considerato un elemento indispensabile per raggiungere gli obiettivi fissati dalla normativa europea.

Quanto costeranno gli interventi

Quasi tutti i Piani nazionali analizzati dal JRC contengono una stima dei costi medi degli interventi di riqualificazione energetica.

Cinque Paesi prevedono una spesa inferiore ai 200 euro al metro quadrato, quattro stimano investimenti compresi tra 200 e 500 euro al metro quadrato, mentre almeno uno Stato ipotizza costi superiori ai 500 euro al metro quadrato.

Le differenze riflettono le diverse caratteristiche del patrimonio edilizio nazionale, il livello di efficientamento già raggiunto e l'ampiezza degli interventi programmati.

Il nodo del sostegno economico

L'analisi del Joint Research Centre riporta al centro del dibattito uno dei temi più delicati della direttiva "Case Green": la sostenibilità economica della transizione.

Con un sostegno pubblico destinato a coprire solo una quota limitata degli investimenti, il raggiungimento degli obiettivi europei dipenderà in larga misura dalla capacità degli Stati membri di attivare strumenti finanziari efficaci e di favorire l'accesso al credito, coinvolgendo famiglie, imprese e operatori finanziari nel processo di riqualificazione del patrimonio edilizio.

Il tema assume particolare rilevanza anche per l'Italia, chiamata non solo a definire il proprio Piano nazionale di ristrutturazione, ma anche a individuare un modello di incentivi in grado di conciliare gli obiettivi di decarbonizzazione con la sostenibilità economica degli interventi per cittadini e imprese.

Idrogeno verde, una soluzione per l'energia del futuro. Ma oggi è ancora troppo caro

L'obiettivo crescita sostenibile è raggiungibile attraverso l'utilizzo dell'idrogeno verde. Ma al momento... Leggi


Bonus elettrodomestici green, spunta il nuovo contributo per rendere la casa più efficiente

Il governo ha allo studio l'introduzione di un nuovo bonus elettrodomestici, che... Leggi

Potrebbe interessarti


Iscriviti alla newsletter di Build News

Rimani aggiornato sulle ultime novità in campo di efficienza energetica e sostenibilità edile

Iscriviti

I più letti sull'argomento


Dello stesso autore


Prodotti
Nuova estetica per la gestione intelligente del comfort abitativo

Il sistema di controllo connesso per riscaldamento, raffrescamento radiante e trattamento dell’aria...

Mercato
Chillventa 2026: BITZER punta su refrigeranti naturali, servizi e digitalizzazione

Alla fiera di Norimberga l'azienda presenterà nuove soluzioni per refrigerazione, condizionamento e...