Anima Confindustria accoglie con favore il primo incontro dedicato all’industria meccanica strumentale promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Il confronto, svoltosi presso Palazzo Piacentini alla presenza del ministro Adolfo Urso, rappresenta un passaggio significativo per un settore che da tempo sollecitava un dialogo strutturato con le istituzioni sui temi strategici per la competitività del manifatturiero italiano.
All’incontro ha partecipato una delegazione di Anima Confindustria guidata dal vicepresidente Marco Golinelli, insieme ai rappresentanti delle principali realtà della filiera. Al centro del confronto, le prospettive di sviluppo dell’industria meccanica e le misure necessarie per sostenere la crescita delle imprese in un contesto economico e geopolitico sempre più complesso.
Un comparto strategico per l’economia italiana
La meccanica rappresentata da Anima costituisce uno dei pilastri dell’industria nazionale. Il settore impiega circa 224.000 lavoratori, genera un fatturato di 60 miliardi di euro e destina ai mercati esteri circa il 60% della propria produzione.
Numeri che confermano il ruolo strategico di un comparto che, più in generale, conta circa 115 mila unità locali, oltre 1,3 milioni di addetti e un export che nel 2023 ha raggiunto i 180 miliardi di euro.
Le priorità indicate dal ministro Urso
Nel corso dell’incontro il ministro Urso ha illustrato cinque direttrici ritenute fondamentali per rafforzare la competitività della meccanica italiana.
La prima riguarda la crescita dimensionale delle imprese, accompagnata da una maggiore patrimonializzazione e da un accesso più efficace agli strumenti di finanziamento, anche attraverso una collaborazione rafforzata tra Cdp, Sace-Simest, Invitalia e il sistema bancario.
Grande attenzione è stata poi riservata al tema delle competenze. Secondo il ministro, sarà necessario colmare il gap di professionalità tecniche e digitali rafforzando il ruolo degli Its Academy, incentivando i percorsi Stem e consolidando il dialogo tra sistema formativo e mondo produttivo.
Tra le priorità figura inoltre il sostegno all’internazionalizzazione, attraverso una strategia capace di valorizzare il Made in Italy e il Made in Europe sui mercati globali. Un tema strettamente collegato alle dinamiche competitive internazionali e alla crescente pressione esercitata dalla Cina sull’economia mondiale.
Completa il quadro l’accelerazione dei processi di innovazione, con particolare riferimento all’adozione dell’intelligenza artificiale, agli investimenti in cybersecurity e al rafforzamento delle capacità tecnologiche delle imprese.
Anima: serve una politica industriale organica
Esprimendo soddisfazione per l’avvio del tavolo di confronto, il presidente di Anima Confindustria, Pietro Almici, ha sottolineato come l’iniziativa rappresenti un importante riconoscimento del valore economico, industriale e tecnologico delle imprese del settore.
Secondo Anima, il dialogo diretto con il Ministero costituisce un’opportunità per affrontare in modo concreto i temi che incidono sulla competitività delle aziende, dall’innovazione alla formazione, fino al costo dell’energia, considerato uno dei principali fattori di criticità per il sistema produttivo.
Verso un percorso strutturato per la competitività
L’associazione auspica che l’incontro possa trasformarsi in un percorso permanente di confronto, con gruppi di lavoro dedicati, tempi definiti e un documento finale di indirizzo industriale in grado di tradursi in misure concrete per il settore.
L’obiettivo condiviso è rafforzare la meccanica italiana come asset strategico nazionale, sostenere la competitività delle imprese e trasformare le grandi transizioni in corso – digitale, energetica e industriale – in opportunità di crescita e sviluppo per l’intero sistema manifatturiero.