La transizione energetica italiana continua a muoversi tra accelerazioni tecnologiche e rallentamenti normativi. A fronte di una filiera industriale sempre più matura e di tecnologie ormai consolidate, il principale freno allo sviluppo delle rinnovabili non riguarda infatti la disponibilità di soluzioni o la domanda di mercato, ma la stabilità del quadro regolatorio.
È questo il messaggio che emerge con forza dalla nuova survey diffusa da ANIE Rinnovabili, che fotografa un settore dinamico ma ancora fortemente condizionato da incertezze normative, complessità autorizzative e ritardi infrastrutturali.
Secondo i dati, il 75% delle imprese individua proprio l’incertezza normativa come principale ostacolo allo sviluppo del comparto. Un dato che conferma una criticità strutturale già emersa negli ultimi anni e che continua a incidere sulla pianificazione degli investimenti.
Il ruolo della governance associativa e la conferma della presidenza Cristini
In questo contesto si inserisce anche il rinnovo della governance dell’associazione, con la conferma di Andrea Cristini alla Presidenza di ANIE Rinnovabili per il biennio 2026-2028.
Cristini, imprenditore con oltre vent’anni di esperienza nel settore delle energie rinnovabili e fondatore di Greenergy, nonché CEO di Vexuvo, ha contribuito allo sviluppo di oltre 10 GW di progetti tra fotovoltaico, agrivoltaico e sistemi di accumulo BESS.
La sua riconferma rappresenta un segnale di continuità in una fase cruciale per il settore.
Una filiera che chiede stabilità e regole certe
Le dichiarazioni del presidente riecheggiano le priorità emerse dalla survey: stabilità normativa, semplificazione dei processi e coerenza nelle politiche industriali.
Secondo Cristini, le rinnovabili sono oggi un pilastro della strategia energetica nazionale e un elemento chiave per rafforzare l’autonomia del Paese e la competitività del sistema economico.
Il messaggio della filiera è chiaro: senza un quadro regolatorio prevedibile, la capacità di attrarre investimenti rischia di essere compromessa, anche in presenza di una domanda crescente e di tecnologie ormai mature.
Le priorità strategiche per il biennio 2026-2028
Tra le direttrici indicate da ANIE Rinnovabili per il prossimo biennio figurano una serie di interventi strutturali che mirano a rafforzare la competitività dell’intera filiera.
Tra questi:
- il recepimento del Net Zero Industry Act e dell’Industrial Accelerator Act per sostenere la produzione tecnologica europea;
- l’attuazione delle norme sulle aree idonee per accelerare lo sviluppo degli impianti;
- la diffusione di fotovoltaico e sistemi di accumulo per l’autoconsumo;
- la promozione dei Power Purchase Agreement (PPA) a lungo termine;
- lo sviluppo della flessibilità del sistema elettrico;
- la partecipazione delle rinnovabili ai mercati dei servizi di rete;
- il sostegno alle tecnologie innovative e integrate tra diversi segmenti energetici.
Un insieme di misure che punta non solo alla crescita della capacità installata, ma anche alla stabilizzazione del mercato e alla creazione di un ecosistema industriale competitivo a livello europeo.
Un settore in rallentamento dopo anni di crescita
Il quadro attuale del mercato mostra tuttavia segnali di rallentamento.
Dopo quattro anni consecutivi di crescita, il 2025 si è chiuso con una contrazione dell’8,2% delle nuove installazioni rispetto all’anno precedente, per un totale di circa 6,2 GW.
Il fotovoltaico, che negli ultimi anni ha rappresentato il principale motore della transizione energetica italiana, è il comparto più colpito dalla flessione.
Anche il primo trimestre del 2026 conferma il trend negativo, con un calo complessivo del 10% delle nuove installazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e una riduzione dell’11% nel solo fotovoltaico.
La survey: il vero ostacolo non è tecnologico ma regolatorio
I risultati della quick survey condotta da ANIE Rinnovabili tra le aziende della filiera offrono un’indicazione particolarmente chiara.
Il settore non evidenzia criticità legate alla tecnologia o alla domanda, ma alla struttura amministrativa e normativa.
Nel dettaglio:
- il 75% delle imprese indica l’incertezza normativa come principale ostacolo;
- il 67% segnala un impatto grave o molto rilevante delle procedure autorizzative;
- oltre il 50% evidenzia criticità legate ai provvedimenti attuativi sugli incentivi;
- il 44% cita le tempistiche di connessione alla rete come fattore critico.
Un quadro che evidenzia una filiera pronta a investire, ma ancora rallentata da tempi e processi non allineati alle esigenze del mercato.
Infrastrutture elettriche e connessioni: il collo di bottiglia del sistema
Accanto alla questione normativa, emerge con forza anche il tema delle infrastrutture.
Le reti elettriche rappresentano infatti un elemento cruciale per l’integrazione delle rinnovabili nel sistema energetico nazionale. Tuttavia, secondo la survey, le tempistiche di connessione continuano a costituire un freno significativo per il 44% delle imprese.
Il potenziamento della rete diventa quindi una condizione essenziale non solo per aumentare la capacità installata, ma anche per garantire stabilità e flessibilità al sistema elettrico in una logica sempre più decentralizzata.
Incentivi: un ruolo sempre meno centrale nelle priorità della filiera
Un dato particolarmente significativo riguarda il tema degli incentivi.
Solo il 19% delle imprese considera prioritario introdurre nuovi strumenti di sostegno economico. Un segnale importante che evidenzia come il settore non chieda tanto nuovi incentivi, quanto piuttosto regole certe, tempi prevedibili e procedure semplificate.
La maturità tecnologica del comparto e la crescente competitività economica delle rinnovabili rendono infatti sempre più centrale il tema della governance rispetto a quello dei sussidi.
Il confronto tra istituzioni e imprese come leva di sviluppo
Le priorità emerse dalla survey sono state al centro dell’evento “Transizione e Sicurezza Energetica: indirizzi strategici per la pianificazione delle fonti rinnovabili”, che ha riunito a Milano istituzioni, operatori e imprese del settore.
Il confronto tra stakeholder rappresenta un elemento chiave per individuare soluzioni condivise e ridurre il divario tra tempi della regolazione e velocità dell’innovazione tecnologica.
Una fase decisiva per il futuro delle rinnovabili in Italia
Il settore delle energie rinnovabili in Italia si trova oggi in una fase di transizione delicata.
Da un lato, la maturità tecnologica e la crescente competitività economica rendono le fonti pulite sempre più centrali nel mix energetico nazionale. Dall’altro, le difficoltà normative e infrastrutturali rischiano di rallentarne lo sviluppo proprio nel momento in cui la domanda di energia sostenibile è in forte crescita.
La fotografia restituita da ANIE Rinnovabili è quindi duplice: un settore pronto a crescere e investire, ma che chiede con urgenza un contesto stabile, coerente e prevedibile per poterlo fare.
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