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SuperEcobonus, oltre 127 miliardi di investimenti al 30 aprile 2026

I condomini trainano ancora il mercato con quasi il 69% degli investimenti complessivi, mentre i lavori conclusi sfiorano il 98% del totale ammesso a detrazione

martedì 12 maggio 2026 - Redazione Build News

shutterstock_2103748148 fonte Shutterstock

Al 30 aprile 2026 il SuperEcobonus conferma numeri di enorme impatto per il comparto delle costruzioni e della riqualificazione energetica. Secondo i dati nazionali, gli edifici coinvolti hanno raggiunto quota 505.421, mentre il totale degli investimenti supera i 127,2 miliardi di euro.

Gli investimenti ammessi a detrazione ammontano a oltre 125,4 miliardi di euro, con lavori conclusi ammessi a detrazione pari a circa 123 miliardi. Il livello di avanzamento degli interventi si attesta così al 98,1%, segnale di un mercato ormai vicino alla completa maturazione dei cantieri avviati negli anni precedenti.

Anche il peso economico per lo Stato rimane molto elevato. Le detrazioni maturate per lavori conclusi superano infatti i 131,9 miliardi di euro.

I condomini restano protagonisti assoluti

La quota più rilevante degli investimenti continua a essere concentrata nei condomini. Gli edifici condominiali coinvolti sono 141.756 e rappresentano il 28% del totale degli edifici interessati dal SuperEcobonus.

Sul fronte economico, però, il loro peso è decisamente superiore: i condomini assorbono infatti il 68,6% degli investimenti complessivi. Il valore totale degli investimenti supera gli 86,8 miliardi di euro, mentre gli interventi già realizzati e ammessi a detrazione arrivano a oltre 84,3 miliardi.

Il dato conferma come i grandi interventi di efficientamento energetico sugli edifici plurifamiliari abbiano continuato a rappresentare il principale motore della misura.

Cresce il numero di edifici unifamiliari coinvolti

Gli edifici unifamiliari rappresentano invece la categoria più numerosa in termini assoluti. Le unità interessate sono infatti 246.188, pari al 48,7% del totale nazionale.

Gli investimenti complessivi in questo segmento raggiungono circa 28,8 miliardi di euro, con una quota del 22,4% sul totale degli investimenti nazionali. I lavori conclusi ammessi a detrazione superano i 27,6 miliardi, mentre il livello di completamento si attesta al 98,4%.

L’investimento medio per edificio unifamiliare è pari a circa 117 mila euro.

Le unità funzionalmente indipendenti valgono il 9% degli investimenti

Le unità immobiliari funzionalmente indipendenti raggiungono quota 117.472 e rappresentano il 23,2% degli edifici coinvolti.

Gli investimenti complessivi superano gli 11,5 miliardi di euro, pari al 9% del totale nazionale. Anche in questo caso il livello di completamento dei lavori rimane molto elevato, con il 98,3% degli interventi realizzati rispetto agli importi ammessi a detrazione.

L’investimento medio per questa tipologia di immobile si attesta intorno ai 98 mila euro.

Investimento medio oltre 612 mila euro nei condomini

Tra i dati più significativi emerge il forte divario negli importi medi investiti tra le diverse categorie immobiliari.

Per i condomini l’investimento medio supera i 612 mila euro, confermando la complessità e la dimensione economica degli interventi effettuati sugli edifici plurifamiliari.

Negli edifici unifamiliari l’investimento medio è pari a 117.230 euro, mentre per le unità funzionalmente indipendenti si ferma a circa 98.235 euro. Gli immobili A/9 aperti al pubblico registrano invece un investimento medio superiore a 378 mila euro, pur rappresentando una quota marginale del totale.

Un bilancio che fotografa la fase finale della misura

I numeri aggiornati al 30 aprile 2026 mostrano un SuperEcobonus ormai arrivato nella fase finale del suo ciclo operativo. L’elevata percentuale di lavori conclusi testimonia il consolidamento degli interventi avviati negli ultimi anni e conferma l’impatto della misura sul patrimonio immobiliare italiano.

Resta centrale il ruolo dei condomini, che continuano a concentrare la maggior parte delle risorse investite, mentre il segmento delle abitazioni unifamiliari mantiene il primato per numero di edifici coinvolti.

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