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Appalti per una chiesa, Anac: affidati in maniera diretta servizi di ingegneria per un importo oltre il limite

Un comune cagliaritano ha operato in deroga al Codice Appalti, affidando in maniera diretta i servizi di ingegneria per un importo superiore al limite previsto, e invitando alla procedura negoziata per l’affidamento dei lavori cinque imprese invece che le dieci previste dalla normativa vigente

mercoledì 30 novembre 2022 - Redazione Build News

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Richiamo dell’Anac al comune di Villaputzu sugli appalti per il recupero della chiesa parrocchiale di San Giorgio e Santa Caterina. Il comune cagliaritano ha operato in deroga al Codice degli Appalti, affidando in maniera diretta i servizi di ingegneria per un importo superiore al limite previsto, e invitando alla procedura negoziata per l’affidamento dei lavori cinque imprese invece che le dieci previste dalla normativa vigente.

Tali deroghe, secondo l’Anac, non erano fattibili in quanto l’intervento non è stato ricompreso tra quelli di Protezione Civile che prevedevano procedure “semplificate” solo per gli interventi connessi con l’alluvione dell’ottobre 2018 in Sardegna. Il distacco dell’intonaco della facciata della Chiesa per cui viene programmata la ristrutturazione in esame è causato infatti dal degrado e alla mancata manutenzione, dalla vetustà dell’edificio, come si evince dalla scheda dei vigili del fuoco e dalla stessa ordinanza del sindaco. Non c’è alcuna connessione con l’alluvione di ottobre 2018.

L'ISTRUTTORIA ANAC. Al termine di un’istruttoria sulla vicenda, il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione ha deciso il 16 novembre scorso l’invio al Comune di una Nota a firma del Presidente Busia.

Secondo la ricostruzione di Anac, il comune di Villaputzu ha agito in deroga alla normativa pur non essendo stato ammesso al Piano del Commissario delegato della Regione Sardegna per gli interventi post alluvione. Lo ha fatto solo sulla base di "diverse interlocuzioni telefoniche e qualche incontro” durante i quali, ha spiegato l’amministrazione, “sono state impartite indicazioni da parte dei funzionari della Protezione Civile Regionale, al Sindaco, al Responsabile unico del progetto, affinché si procedesse con l’espletamento delle procedure di affidamento dei servizi tecnici e dei lavori, trattando l’intervento come se rientrasse tra quelli finanziati”.

Un comportamento, secondo Anac, da stigmatizzare: il comune cagliaritano non aveva alcun documento che potesse assicurare, qualora fossero state rispettate le tempistiche, l’inserimento dell’intervento nel Piano in fase di rimodulazione e il relativo finanziamento.

L’Amministrazione argomenta poi che “per l’intervento sussistevano comunque le condizioni per procedere in somma urgenza”. Anac invece evidenzia che la stazione appaltante non ha seguito in alcun modo le disposizioni normative previste dal codice per la procedura di somma urgenza.

Per quanto riguarda l’altro aspetto della vicenda, ovvero l’intervento della stazione appaltante su un edificio non di proprietà comunale, Anac rileva che l’amministrazione ha sottolineato l’interesse ad intervenire sull’edificio privato per proteggere l’incolumità pubblica e ha affermato di essere proprietaria del sagrato.

Anac rimanda a una deliberazione della Corte dei Conti che ricorda come “non è rinvenibile alcuna disposizione che impedisca all’ente locale di effettuare attribuzioni patrimoniali a terzi, se queste siano necessarie per conseguire i propri fini istituzionali e se l’azione è intrapresa al fine di soddisfare esigenze della collettività”.

L’Amministrazione ovviamente è tenuta a rispettare i criteri di imparzialità per l’attribuzione di contributi. In ogni caso, l’eventuale attribuzione deve risultare conforme al principio di congruità della spesa, che presuppone una valutazione comparativa degli interessi complessivi dell’ente locale. Quindi per quanto riguarda il profilo del finanziamento delle opere di manutenzione per un edificio non di proprietà comunale, Anac richiama il comune di Villaputzu alla necessità di pervenire ad un adeguato supporto motivazionale e ad una valutazione comparativa degli interessi complessivi dell’Ente, che non paiono dimostrati nel caso di specie.

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