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Bando Catanzaro, Architetti: “Sconcerta che al MIT ignorino il Codice dei Contratti”

Inarsind: ci si chiede quale concorrenzialità e par condicio sia garantita da un affidamento gratuito che, chi ha necessità di guadagnarsi da vivere col proprio lavoro, non può certo permettersi, restando cosi escluso dalla competizione

lunedì 23 ottobre 2017 - Redazione Build News

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“Sconcerta che al MIT ignorino il Codice dei Contratti e che il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro avalli le storture e le contraddizioni contenute nella sentenza del Consiglio di Stato che, ribaltando quanto stabilito dal TAR, ha considerato legittimo il bando lanciato dal Comune di Catanzaro per affidare la redazione del Piano Strutturale al compenso simbolico di un euro”.

Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori commentando la risposta del Sottosegretario ad una interrogazione parlamentare presentata dall’onorevole Serena Pellegrino sulla vicenda Catanzaro (LEGGI TUTTO).

Sottolineando che "la garanzia di serietà e affidabilità non necessariamente trova fondamento in un corrispettivo finanziario della prestazione contrattuale ma può avere analoga ragione anche in un altro genere di utilità, pur sempre economicamente apprezzabile, generata dal contratto stesso" il sottosegretario dimostra di ignorare che se la procedura di gara esaminata dal Consiglio di Stato fosse bandita oggi, sarebbe nulla ai sensi dell'art. 24 comma 8 del D.Lgs 50/2016. Articolo che prevede l'utilizzo obbligatorio del Decreto Parametri per calcolare l’importo a base di gara per i servizi di architettura e ingegneria”.

“Quelle storture e quelle contraddizioni che il sottosegretario avalla verranno invece contestate e impugnate, nelle sedi competenti, dal Consiglio Nazionale Architetti e da tutti gli altri Consigli Nazionali che vorranno aderire alle nostre iniziative. Come professionisti continueremo a vigilare sul territorio e a denunciare tutte quelle Amministrazioni che non applicano il Codice dei Contratti pubblici che impedisce nella metodologia di scelta delle offerte prestazioni a titolo gratuito”.

INARSIND: INEQUIVOCABILE E INQUIETANTE REPLICA DEL SOTTOSEGRETARIO DEL BASSO DE CARO: SI PUO’ LAVORARE GRATIS. “Non vi è estraneità sostanziale alla logica concorrenziale che presiede al Codice degli Appalti, quando si bandisce una gara in cui l’utilità economica del potenziale contraente non è finanziaria, ma insita tutta nel fatto stesso di poter eseguire la prestazione contrattuale” questa la conclusione della replica del sottosegretario De Caro al question time dell’on.le Serena Pellegrino che, a seguito della Sentenza 4614 del Consiglio di Stato, chiedeva se non si intendessero prendere dei provvedimenti legislativi per chiarire in significato della dicitura “titolo oneroso”, aggiunge il sottosegretario che comunque va assicurata la par condicio tra i concorrenti nel sistema di selezione secondo quanto indicato dal D. Lgs. 50/2016.

“Giova allora ricordare – evidenzia Inarsind - che quello stesso decreto, nella versione attualmente vigente, sancisce l’obbligo di porre a base di gara un importo determinato secondo il D.M. 17.06.2016 che quindi non può essere pari a zero, seppur con rimborso spese (che nel caso specifico non si comprende nemmeno in che modo fosse stato determinato), ma deve corrispondere alle caratteristiche della prestazione richiesta.

Secondo la logica sarebbe lecito pensare che un nuovo caso Catanzaro non possa quindi verificarsi alla luce del Codice degli Appalti attualmente vigente, le parole del sottosegretario sembrano però lasciare aperte altre strade che non si conciliano con tale assunto.

Nel merito ci si chiede nuovamente inoltre quale concorrenzialità e par condicio sia garantita da un affidamento gratuito che, chi ha necessità di guadagnarsi da vivere col proprio lavoro, non può certo permettersi, restando cosi escluso dalla competizione!”.

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