I prezzari per la qualità delle opere pubbliche rappresentano un tema di stretta attualità non solo per l’aumento dei prezzi nei contratti pubblici - che ha rappresentato una tendenza negli ultimi anni - e per le disposizioni contenute nel Codice dei Contratti pubblici, ma soprattutto per le novità che sono state introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.
Prezzari: le novità della Manovra 2026
La Manovra 2026 prevede la creazione di un prezzario nazionale che, pur non sostituendo i regionali, rappresenterà uno strumento di supporto per questi ultimi e per quelli speciali.
È prevista anche l’istituzione presso il MIT dell’“Osservatorio per il monitoraggio dei prezzari delle opere pubbliche” con il principale compito di garantire la congruità tra prezzari e costi attraverso la raccolta e l’analisi dei dati di mercato.
La ricerca CNAPPC sui 21 Prezzari delle Regioni e Province autonome
Il CNAPPC (Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori) ha elaborato una ricerca – con il supporto del Gruppo Operativo Prezzario della Conferenza Nazionale degli Ordini – che analizza i 21 Prezzari redatti dalle Regioni e dalle Province autonome, mettendoli a confronto secondo diversi parametri che evidenziano, in alcuni casi, il livello di adeguamento raggiunto e stimolando, in altri, le necessarie azioni da intraprendere.
Convegno il 28 gennaio a Roma
L’indagine, la prima realizzata nel nostro Paese su questo tema, sarà illustrata nel corso del Convegno “Prezzari: uno strumento per la qualità delle Opere Pubbliche” che il CNAPPC ha organizzato il 28 gennaio a Roma al Centro Congresso Trevi (ore 14 30 - Piazza della Pilotta 4). Parteciperanno rappresentanti del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, di ANAC e ITACA, delle professioni tecniche, degli Ordini degli Architetti PPC, politici, tecnici di Regioni e Province autonome ed esperti.