Efficientamento energetico

Il mini-idroelettrico penalizzato dal Collegato Ambientale

Innalzato il valore dei sovracanoni dovuti dai piccoli impianti idroelettrici ai Comuni dei Bacini Imbriferi Montani (BIM) da 22,90 a 30,43 €/kW

giovedì 4 febbraio 2016 - Redazione Build News

idroelettrico_sovracanone

“Il temuto aumento del sovracanone per i piccoli impianti è diventato legge, colpendo duramente il piccolo idroelettrico”.

Lo denuncia assoRinnovabili ricordando che l'articolo 62 del Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità 2016 innalza il valore dei sovracanoni dovuti dai piccoli impianti idroelettrici ai Comuni dei Bacini Imbriferi Montani (BIM) da 22,90 a 30,43 €/kW.

“Di fatto viene equiparato il mini-idroelettrico con le grandi centrali idroelettriche, in contrasto con le politiche di tutela finora giustamente attuate dal Governo”, osserva assoRinnovabili.

DRASTICO AUMENTO DI OLTRE IL 30% DEI CANONI DOVUTI. “Sebbene il Collegato Ambientale contenga anche valide misure di promozione della green economy non si può trascurare – evidenzia l'Associazione - la portata di questo nuovo aumento, che risulta totalmente indiscriminato e ingiustificato. Piccole realtà imprenditoriali locali dovranno far fronte ad un drastico incremento di oltre il 30% dei canoni dovuti e, purtroppo, le conseguenze non tarderanno a farsi sentire: riduzione al minimo indispensabile delle manutenzioni o, in alcuni casi, la chiusura degli impianti di produzione a causa di costi indiretti eccessivi”.

Secondo assoRinnovabili si tratta di una norma non di carattere "ambientale" ma di una mera misura "patrimoniale": “lo si capisce dall'ulteriore novità introdotta: al contrario di quanto accade oggi, per i nuovi impianti, il sovracanone sarà dovuto anche se i Comuni non realizzeranno i conseguenti interventi infrastrutturali di loro competenza. In altre parole i sovracanoni sono dovuti a prescindere dal loro utilizzo diretto sul territorio! Ricordiamo, infatti, che i sovracanoni furono introdotti da una legge del 1953 a favore dei comuni montani, interessati da impianti idroelettrici, come risorse economiche da destinare a misure di compensazione ambientale”.

NUOVO CONTENZIOSO LEGALE. Inefficaci sono risultati “gli appelli delle associazioni di categoria nella fase di adozione della legge. A questo punto sembra non esserci altra soluzione per gli operatori se non un nuovo contenzioso legale”, conclude assoRinnovabili.

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