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Industria: crescita debole nel 2025, i settori ANIE in controtendenza

Elettrotecnica ed Elettronica trainano la ripresa tra domanda interna e transizione tecnologica, mentre resta alta l’incertezza globale

martedì 28 aprile 2026 - Redazione Build News

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In un contesto segnato dalla debolezza dell’industria manifatturiera italiana, i settori tecnologici ANIE mostrano una dinamica nettamente migliore rispetto alla media del comparto. È quanto emerge dalla Nota congiunturale trimestrale del Centro Studi di ANIE Confindustria, che fotografa un sistema industriale in transizione, sospeso tra resilienza e nuove fragilità legate allo scenario internazionale.

Manifattura in calo nel 2025: -0,5% la produzione industriale

Il 2025 si è chiuso con una contrazione della produzione industriale pari allo 0,5%, confermando le difficoltà del manifatturiero italiano. In questo quadro, però, i comparti Elettrotecnica ed Elettronica si distinguono in positivo, registrando una crescita complessiva dell’1,8% dei volumi e dell’1,9% del fatturato.

La performance è stata trainata soprattutto dall’Elettronica (+2,7%), mentre l’Elettrotecnica ha mostrato un andamento più moderato ma comunque positivo (+1,5%).

Domanda interna protagonista della crescita ANIE

La crescita dei settori tecnologici è sostenuta principalmente dalla domanda interna, che nel 2025 ha segnato un incremento del 3,1%. Un contributo decisivo arriva dalle tecnologie legate alle transizioni energetica e digitale, che continuano a rappresentare il principale motore di investimento per le imprese.

Più debole, invece, il contributo dei mercati esteri, penalizzati da un contesto internazionale instabile e da tensioni geopolitiche crescenti.

Export sotto pressione tra costi in aumento e incertezza geopolitica

L’indagine del Servizio Studi di ANIE Confindustria evidenzia un quadro complesso per le imprese esportatrici: il 71% opera sui mercati esteri e oltre la metà è presente anche nell’area mediorientale.

Le tensioni geopolitiche hanno generato un impatto immediato soprattutto sui costi:

  • 62% delle imprese segnala aumento dei trasporti
  • 54% incremento dei costi delle materie prime
  • 42% aumento dei costi energetici
  • 35% incertezza sugli investimenti

La logistica si conferma un nodo critico per quasi il 40% delle aziende, con rallentamenti nei flussi e difficoltà operative che impattano sulla pianificazione.

Medio Oriente: un fattore chiave per le prospettive future

La durata delle tensioni in Medio Oriente si rivela determinante per le prospettive del settore. Se il conflitto fosse stato breve, il 73% delle imprese avrebbe previsto impatti limitati o nulli. A distanza di circa due mesi, oltre l’80% delle aziende si aspetta invece effetti almeno moderati, mentre il 39% prevede impatti rilevanti.

Il rischio è quello di compromettere mercati strategici per l’industria ANIE, in particolare quelli del Golfo, dove nel 2025 l’export italiano ha raggiunto circa 2,6 miliardi di euro, con una crescita superiore al 60% rispetto al 2019 (fonte ExportPlanning).

2026 in avvio positivo: produzione a +2,4% nei primi mesi

Nonostante le criticità, i primi mesi del 2026 mostrano segnali incoraggianti: la produzione industriale dei settori ANIE cresce del 2,4% su base annua, confermando la capacità di tenuta del comparto tecnologico italiano.

Secondo il Vice Presidente di ANIE Confindustria con delega al Servizio Studi, Renato Martire, il sistema industriale sta dimostrando resilienza e adattamento, ma resta esposto alle incertezze globali e all’aumento dei costi lungo le filiere.

Uno scenario di transizione tra resilienza e fragilità

Il quadro complessivo evidenzia un’industria in equilibrio precario: da un lato la solidità dei settori tecnologici e il ruolo crescente delle transizioni energetica e digitale; dall’altro, la volatilità internazionale e le tensioni geopolitiche che condizionano investimenti, export e pianificazione strategica.

Per oltre il 50% delle imprese, l’orizzonte di continuità operativa non supera i sei mesi, segnale di una fase in cui la capacità di crescita dipende in modo sempre più stretto dall’evoluzione dello scenario globale.

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