Progetti

Istanbul, la Biblioteca Rami è la migliore biblioteca green del mondo

La trasformazione di una storica caserma ottomana dell’Ottocento conquista gli IFLA Green Library Awards 2026. Un progetto di riuso adattivo che integra patrimonio, sostenibilità, biodiversità e nuove funzioni urbane su oltre 87 mila metri quadrati

mercoledì 2 settembre 2026 - Redazione Build News

Rami Library 3

La sostenibilità degli edifici non passa soltanto dall'efficienza energetica. Può significare anche recuperare strutture esistenti, conservarne il valore storico e trasformarle in nuove infrastrutture al servizio della comunità.

È questo il principio alla base della Biblioteca Rami di Istanbul, che ha conquistato il primo posto nella categoria “Grand-Scale Project” degli IFLA Green Library Awards 2026, il riconoscimento promosso dalla International Federation of Library Associations and Institutions attraverso la sezione Environment, Sustainability and Libraries.

Il premio è stato assegnato durante l'IFLA World Library and Information Congress 2026 di Busan, in Corea del Sud, al termine di un'edizione che ha visto competere 62 progetti provenienti da 27 Paesi.

A distinguere la Biblioteca Rami è soprattutto la capacità di interpretare la sostenibilità come un sistema che comprende dimensione ambientale, qualità architettonica, inclusione sociale e funzione culturale.


Il riuso adattivo delle Caserme Rami

Il complesso nasce dalla trasformazione delle storiche Caserme Rami, costruite tra il 1826 e il 1828 durante l'epoca ottomana.

Dopo un ampio intervento di restauro, rinnovamento e riqualificazione, gli edifici sono stati riaperti al pubblico nel 2023. Il progetto ha adottato i principi della conservazione e del riuso adattivo, mantenendo l'identità architettonica del complesso e valorizzandone i materiali originali, ma attribuendo agli spazi una nuova funzione pubblica.

Il risultato è un grande campus culturale che supera il modello tradizionale della biblioteca come semplice luogo di conservazione e consultazione dei libri.

Il complesso dispone di 36.000 metri quadrati di spazi coperti, con una capacità complessiva di 4.200 persone, e comprende sezioni dedicate ad adulti e giovani, una biblioteca digitale e numerosi servizi specialistici.

Dal 2023 al 2025 la struttura ha accolto oltre 8 milioni di visitatori, confermandosi come uno dei principali poli culturali della Türkiye.

51 mila metri quadrati di verde

La dimensione ambientale del progetto si manifesta innanzitutto nel rapporto tra gli edifici e lo spazio aperto.

La Biblioteca Rami comprende infatti 51.000 metri quadrati di aree paesaggistiche, con 696 alberi, circa 99.000 arbusti, uno stagno biologico e aree a canneto.

Il verde viene quindi trattato come una vera componente progettuale e non come semplice elemento decorativo. La presenza di alberi, arbusti e zone umide contribuisce alla biodiversità e alla regolazione del microclima, creando un ecosistema urbano integrato con il complesso architettonico.

L'intervento dimostra così come la rigenerazione di un edificio storico possa estendersi anche agli spazi esterni, trasformando un'area costruita in un nuovo paesaggio urbano.


Acqua ed energia, un progetto orientato all'efficienza

Anche la gestione delle risorse è stata progettata secondo criteri di sostenibilità.

Le acque piovane raccolte dalle superfici di copertura vengono recuperate e riutilizzate per l'irrigazione delle aree verdi e gli scarichi dei servizi igienici, riducendo il ricorso all'acqua potabile per usi non necessari.

Sul fronte energetico, il complesso utilizza apparecchiature ad alta efficienza, illuminazione LED, sistemi di controllo basati su sensori e soluzioni legate all'energia solare.

Il modello gestionale comprende inoltre la separazione dei rifiuti alla fonte, procedure specifiche per i materiali pericolosi, riduzione della plastica monouso e digitalizzazione dei processi operativi.

La sostenibilità, in questo caso, non è quindi affidata a una singola tecnologia, ma a una combinazione di strategie applicate alla progettazione e alla gestione quotidiana dell'edificio.

La biblioteca come “living library”

Il carattere innovativo della Biblioteca Rami emerge però soprattutto nella definizione stessa della sua funzione.

Il progetto interpreta infatti la biblioteca come una “living library”, un'infrastruttura culturale capace di mettere insieme studio, ricerca, formazione, attività artistiche e vita sociale.

Gli spazi sono progettati per rispondere a esigenze differenti e per coinvolgere fasce diverse della popolazione. A questo si aggiungono programmi educativi e attività dedicate alla sensibilizzazione sui temi climatici e ambientali.

La struttura ospita inoltre un Centro per l'accessibilità delle risorse, pensato per rendere i servizi bibliotecari più facilmente fruibili da persone con esigenze e abilità differenti.

La sostenibilità diventa quindi anche una questione di accessibilità e inclusione: un edificio è sostenibile non soltanto quando consuma meno risorse, ma anche quando riesce a generare valore per la comunità che lo utilizza.

Conservare il passato guardando al futuro

Un ulteriore livello del progetto riguarda la conservazione del patrimonio documentario. All'interno del complesso opera infatti un'unità specializzata nel restauro e nella conservazione di manoscritti rari e materiali a stampa.

La funzione della biblioteca si estende così dalla rigenerazione dell'architettura alla tutela della memoria culturale, creando una continuità tra la conservazione dell'edificio storico e quella dei documenti che custodisce.

È un approccio particolarmente significativo in un progetto di riuso adattivo: il patrimonio non viene semplicemente preservato, ma riportato al centro della vita contemporanea attraverso nuove modalità di utilizzo.

Un'infrastruttura anche per la resilienza urbana

La Biblioteca Rami svolge infine una funzione che supera quella culturale. Il complesso è aperto 24 ore su 24, sette giorni su sette, diventando uno spazio utilizzabile dalla comunità anche al di fuori dei tradizionali orari di una biblioteca.

In caso di calamità o emergenze, l'area è inoltre individuata come luogo sicuro di raccolta per la popolazione.

È un elemento che introduce nel progetto un ulteriore concetto di sostenibilità: quello della resilienza urbana.

La Biblioteca Rami non è quindi soltanto un edificio efficiente o un grande spazio verde. È il risultato di una strategia che mette insieme recupero del patrimonio, riduzione dei consumi, biodiversità, accessibilità, cultura e capacità di risposta alle esigenze della città.

Un modello per la rigenerazione del patrimonio esistente

Il riconoscimento degli IFLA Green Library Awards 2026 porta all'attenzione internazionale un modello di intervento particolarmente attuale: invece di consumare nuovo suolo per costruire una grande infrastruttura culturale, il progetto ha recuperato un complesso storico trasformandolo in una nuova centralità urbana.

Con i suoi 36.000 metri quadrati coperti e 51.000 metri quadrati di aree verdi, la Biblioteca Rami dimostra che rigenerazione e sostenibilità possono procedere insieme, quando la progettazione considera l'edificio non come un elemento isolato, ma come parte di un ecosistema urbano, sociale e culturale.

Un approccio che può diventare un riferimento anche oltre il settore bibliotecario, soprattutto per la riqualificazione del patrimonio esistente e la trasformazione degli edifici storici in nuove infrastrutture pubbliche.

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