Negli ultimi tre anni il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani (BTP) e quelli tedeschi (Bund) — noto come spread — è diventato uno degli indicatori più seguiti per misurare la percezione di rischio e la credibilità finanziaria del nostro Paese. Secondo una nota del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), questo spread ha subito una significativa contrazione dal 2022 al 2025, segnando livelli storicamente bassi che riflettono una maggiore fiducia degli investitori internazionali verso l’Italia.
A settembre 2022, poco prima dell’insediamento dell’attuale Governo, lo spread aveva raggiunto punte di circa 251 punti base. A fine 2025 è sceso stabilmente sotto i 75 punti base e, in alcune misurazioni più recenti, si è attestato intorno ai 62‑63 punti. Questo forte calo ha coinciso con un periodo di consolidamento delle politiche di bilancio, di rispetto degli impegni europei e di maggiore stabilità macroeconomica.
Impatti positivi per imprese e famiglie
La riduzione dello spread non è un numero isolato: ha effetti concreti sull’economia reale. Un differenziale più basso si traduce in minori costi di finanziamento per lo Stato, poiché il Tesoro paga interessi più contenuti sui titoli di Stato. Questo alleggerimento si riflette indirettamente su imprese e famiglie grazie a condizioni di credito più favorevoli e a un contesto finanziario percepito come meno rischioso.
Un livello di spread più contenuto tende a ridurre i tassi di interesse sui prestiti bancari e sui mutui, contribuendo a facilitare l’accesso al credito per famiglie e imprese. Inoltre, un rischio‑Paese più basso può sostenere investimenti produttivi e rafforzare la competitività delle imprese italiane sui mercati internazionali.
Fiducia dei mercati e rating delle agenzie
Gli operatori finanziari e le principali agenzie di rating hanno interpretato positivamente la traiettoria dello spread. Negli ultimi anni diverse agenzie — tra cui Standard & Poor’s, Moody’s, Fitch e DBRS — hanno migliorato le prospettive o il rating stesso dell’Italia, riconoscendo i progressi compiuti nella gestione delle politiche fiscali e nel consolidamento dei conti pubblici.
Queste revisioni hanno aiutato ulteriormente a rafforzare la fiducia degli investitori, con possibili riflessi positivi sulla domanda di titoli di Stato italiani e, più in generale, sulla percezione di stabilità del sistema finanziario nazionale.
Uno scenario che apre opportunità
Il mantenimento di spread contenuti rappresenta non solo un segnale di fiducia da parte dei mercati, ma una concreta opportunità per l’Italia. In un contesto di debito pubblico molto elevato, la possibilità di ridurre gli oneri legati al servizio del debito può liberare risorse da destinare a investimenti, politiche di crescita o misure di sostegno a famiglie e imprese. Analisi di vari centri studi stimano risparmi potenziali significativi per le casse pubbliche nel caso di contesti di spread persistenti a livelli bassi.
Tuttavia, gli esperti sottolineano che questi risultati devono essere letti con prudenza, considerando variabili macroeconomiche esterne come le politiche monetarie globali e le dinamiche dei tassi di interesse. Rimane centrale, in ogni caso, la gestione responsabile delle finanze pubbliche come pilastro per sostenere la fiducia nel medio e lungo termine.