Progetti

Nuovo Tribunale di Trento: al via il cantiere del polo giudiziario firmato C+S Architects

Parte la riqualificazione dell’ex carcere asburgico con un primo lotto da 19,6 milioni di euro. Il progetto punta a trasformare un edificio storico in un luogo pubblico aperto, trasparente e integrato nella città

mercoledì 5 agosto 2026 - Redazione Build News

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È ufficialmente iniziato il cantiere del nuovo Polo giudiziario di Trento, un intervento di rigenerazione urbana che punta a trasformare l’ex carcere asburgico di largo Pigarelli nel cuore di una nuova cittadella della giustizia.

La prima fase dei lavori riguarda una superficie di circa 4.950 metri quadrati, per un volume complessivo di 26.500 metri cubi, con un investimento pari a 19,6 milioni di euro. L’intero progetto, articolato in tre fasi successive, prevede un investimento complessivo superiore ai 59 milioni di euro.

La progettazione architettonica è affidata a C+S Architects, studio fondato da Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini, realtà internazionale già protagonista di importanti interventi di rigenerazione e architettura pubblica.

Recuperare il patrimonio storico per una giustizia più vicina ai cittadini

Il progetto nasce dall’obiettivo di restituire alla città un edificio storico reinterpretandone il ruolo in chiave contemporanea. L’ex carcere asburgico verrà trasformato in un complesso capace di ospitare funzioni giudiziarie, servizi al pubblico e nuovi spazi di relazione.

Il primo lotto prevede la realizzazione di aree di accoglienza e servizi al cittadino al piano terra, mentre ai livelli superiori saranno collocati gli uffici del Tribunale ordinario e del Giudice di Pace. Il terzo piano sarà destinato a sale riunioni e impianti tecnologici.

L’intervento successivo completerà il polo attraverso la costruzione di un nuovo edificio nell’area est e il recupero del palazzo storico principale e del blocco risalente agli anni Sessanta.


Architettura civica tra trasparenza, luce e memoria

Alla base della proposta di C+S Architects c’è una visione dell’edificio giudiziario come spazio pubblico capace di rappresentare i valori democratici di accessibilità e trasparenza.

“Progettare un palazzo di giustizia non è mai una questione di pura estetica o di sola organizzazione spaziale: è, prima di tutto, un profondo atto di responsabilità etica”, ha dichiarato Maria Alessandra Segantini, sottolineando come l’architettura debba contribuire a creare luoghi in cui il cittadino possa riconoscersi.

Il progetto punta quindi a superare la tradizionale immagine degli edifici giudiziari come luoghi chiusi e separati, privilegiando spazi luminosi, percorsi leggibili e una relazione più equilibrata tra istituzione e comunità.

Conservazione e innovazione nel progetto dell’ex carcere asburgico

La nuova cittadella della giustizia manterrà numerosi elementi storici dell’edificio esistente, integrandoli con soluzioni contemporanee. Le tre scale storiche saranno conservate e affiancate da nuovi collegamenti verticali, tra cui ascensori e scale di sicurezza.

Il piano terra sarà trasformato in un elemento di connessione tra le corti esterne, con spazi destinati ai servizi pubblici, tra cui bar, ristoranti e una cella-museo. Gli ambienti giudiziari saranno distribuiti ai piani superiori, con particolare attenzione alla valorizzazione della luce naturale.

Un elemento significativo riguarda il recupero dell’ex sottotetto, destinato a ospitare una nuova area multifunzionale illuminata da lucernari zenitali e caratterizzata da nuove capriate in legno lamellare. Al piano interrato, invece, un nuovo volume ipogeo consentirà di integrare archivi e locali tecnologici.

C+S Architects e l’esperienza nell’architettura della giustizia

L’intervento di Trento si inserisce nel percorso di ricerca di C+S Architects sull’architettura pubblica e sulla rigenerazione dei luoghi istituzionali.

Lo studio è già autore della Cittadella della Giustizia di Venezia a Piazzale Roma, progetto che ha restituito alla città un’area precedentemente non accessibile e che ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui l’esposizione al MoMA di New York nel 2012 e la Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana della Triennale di Milano.

Anche in quel caso il progetto ha puntato sul rapporto tra memoria e contemporaneità, attraverso un uso attento dei materiali e una progettazione capace di dialogare con il contesto storico. A Venezia, ad esempio, l’utilizzo del rame pre-ossidato e le facciate caratterizzate da tagli e aperture asimmetriche hanno permesso di coniugare identità urbana, efficienza energetica e qualità degli spazi interni.

Un modello di rigenerazione per gli edifici pubblici

Con il nuovo Tribunale di Trento prende forma un intervento che interpreta il recupero del patrimonio edilizio esistente come occasione di innovazione e crescita urbana.

La trasformazione dell’ex carcere asburgico dimostra come gli edifici storici possano essere riconvertiti in infrastrutture pubbliche contemporanee, capaci di garantire nuove funzioni senza perdere il valore della memoria architettonica.

Il progetto di C+S Architects propone così un modello di edificio giudiziario in cui efficienza, sostenibilità e qualità dello spazio diventano strumenti per rafforzare il rapporto tra istituzioni e cittadini.

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