Il 2025 conferma il trend di miglioramento della qualità dell’aria in Lombardia, rafforzando un percorso positivo avviato ormai da diversi anni. A certificarlo sono i dati delle centraline di monitoraggio di Arpa Lombardia, che evidenziano risultati incoraggianti sui principali indicatori ambientali, in particolare per il particolato atmosferico e il biossido di azoto.
Un bilancio che, secondo Regione Lombardia, è il frutto di una strategia ambientale basata su investimenti mirati e sull’impegno condiviso di istituzioni, cittadini e sistema produttivo. “Il triennio appena concluso è stato il migliore di sempre – sottolinea l’assessore all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione – e dimostra che la transizione ecologica che stiamo portando avanti è una realtà concreta”.
PM10: limiti annuali rispettati in tutta la regione
Entrando nel dettaglio, il bilancio 2025 per il PM10 evidenzia il pieno rispetto del valore limite annuale di 40 microgrammi per metro cubo in tutte le stazioni di monitoraggio regionali. Un risultato che si inserisce in un trend positivo iniziato nel 2018 e che conferma una riduzione strutturale delle concentrazioni medie.
Progressi significativi si registrano anche sul fronte del limite giornaliero (50 microgrammi per metro cubo, da non superare per più di 35 giorni l’anno). Nel 2025, il 90% delle centraline ha ridotto il numero di superamenti rispetto al 2024. Il limite dei 35 giorni è stato rispettato non solo in città già virtuose come Lecco, Sondrio e Varese, ma anche in Como, Bergamo, Pavia e Mantova. Un dato particolarmente rilevante riguarda Brescia, che per la prima volta dall’inizio delle rilevazioni ha rispettato il limite annuale.
Milano migliora, restano alcune criticità localizzate
Anche Milano mostra segnali di miglioramento: pur con il superamento della soglia nelle stazioni di Pascal e viale Marche (66 giorni), tutte le centraline cittadine hanno registrato una diminuzione dei giorni di sforamento rispetto all’anno precedente.
Le criticità residue restano concentrate in alcune aree specifiche, come Rezzato (BS) con 69 giorni di superamento e Soresina (CR) con 67 giorni, confermando la necessità di proseguire e rafforzare le politiche di riduzione delle emissioni.
PM2.5 e NO₂ ai minimi storici
Segnali positivi arrivano anche dal monitoraggio del PM2.5, il particolato più fine e più pericoloso per la salute. Nel 2025, i valori medi regionali si sono attestati sui minimi storici degli ultimi tre anni, con una media di 18 microgrammi per metro cubo. Il limite annuale di 25 microgrammi è stato rispettato in quasi tutte le stazioni, con la sola eccezione di Soresina.
Risultati incoraggianti anche per il biossido di azoto (NO₂): per il secondo anno consecutivo, la media annua è rimasta al di sotto del valore limite in tutti i capoluoghi di provincia, comprese le stazioni da traffico più critiche come Milano viale Marche e Brescia via Turati.
Una transizione ecologica che non frena lo sviluppo
Secondo l’assessore Maione, i dati dimostrano che è possibile conciliare tutela ambientale e crescita economica: “La sfida del bacino padano è complessa per ragioni morfologiche, ma va ricordato che le emissioni pro capite dei lombardi sono un terzo della media europea. Con innovazione tecnologica, rinnovo del parco veicoli, degli impianti termici e una gestione più efficiente degli effluenti zootecnici, si possono abbattere le emissioni senza bloccare lo sviluppo”.
Il 2025 si chiude così come un ulteriore passo avanti verso una Lombardia più sostenibile, con risultati concreti che rafforzano la credibilità delle politiche ambientali regionali e pongono basi solide per le sfide future.