Trasformare i sottoprodotti della filiera risicola in materiali per le costruzioni, dimostrando come gli scarti agricoli possano diventare una risorsa per ripensare il modo di progettare e abitare. È la sfida da cui nasce Ricehouse, startup innovativa fondata nel 2016 da Tiziana Monterisi e Alessio Colombo, che il 24 ottobre 2026 celebra ad Andorno Micca, in provincia di Biella, i suoi primi dieci anni di attività.
Un percorso che ha intrecciato ricerca sui materiali, sperimentazione tecnologica, architettura e rigenerazione urbana, sviluppando un modello d’impresa capace di mettere in relazione agricoltura, industria e progettazione. Al centro della filosofia aziendale c’è la valorizzazione di paglia e lolla di riso, sottoprodotti della lavorazione agricola che diventano materie prime per realizzare soluzioni destinate all’edilizia.
In un decennio, l’intuizione iniziale si è tradotta nello sviluppo di materiali industrializzati, nella realizzazione di edifici e in interventi di riqualificazione del patrimonio esistente, attraverso una rete di collaborazioni con università, centri di ricerca, imprese, professionisti e istituzioni.
La Tessiana, un’ex fabbrica per riflettere sul rapporto tra architettura e natura
Per celebrare il proprio anniversario, Ricehouse sceglie La Tessiana, un’ex fabbrica tessile di Andorno Micca rimasta inaccessibile per decenni dopo la chiusura avvenuta nel 1992. Un luogo segnato dal passato industriale, nel quale la natura sta progressivamente riconquistando spazio, che diventa lo scenario simbolico per riflettere sul rapporto tra ambiente costruito e risorse naturali.
La scelta della location si lega direttamente alla visione dell’azienda: riconoscere nuove possibilità in ciò che appare abbandonato o privo di valore e immaginare un equilibrio diverso tra attività umane ed ecosistemi. Lo stesso principio che guida il recupero degli scarti agricoli viene così applicato alla lettura degli spazi dismessi, considerati non come elementi da eliminare, ma come opportunità per nuove trasformazioni.
Per Ricehouse, progettare significa contribuire alla realizzazione di edifici rigenerativi, capaci di migliorare il benessere delle persone e ridurre l’impatto sull’ambiente. Una prospettiva che pone al centro l’impiego di materiali naturali rinnovabili e la ricerca di un dialogo più armonico tra architettura, paesaggio e comunità.
Dalla materia prima ai prodotti per l’edilizia: il percorso della mostra
Il programma celebrativo prevede una mostra dedicata all’evoluzione di Ricehouse, dalle prime sperimentazioni con la materia agricola fino ai prodotti industrializzati e alle applicazioni architettoniche più recenti.
Il percorso espositivo accompagna i visitatori attraverso le diverse fasi della trasformazione della paglia e della lolla di riso. Dalla presentazione delle materie prime nella loro forma originaria si passa ai pannelli isolanti in paglia di riso RH-P100, ai mattoni di lolla RH-B e alle sperimentazioni di nuovi pannelli termici e acustici realizzati anche con altri sottoprodotti agricoli e industriali, tra cui lana, canapa, juta e materiali plastici.
L’obiettivo è mostrare come la valorizzazione delle risorse disponibili possa tradursi in componenti costruttivi e soluzioni applicabili al settore edilizio, attraverso processi di ricerca, sviluppo e industrializzazione.
La mostra comprende inoltre una materioteca dedicata a intonaci, massetti, pannelli, isolanti e componenti per l’edilizia, affiancati da oggetti di design che testimoniano la versatilità dei materiali derivati dalla filiera risicola. Tra le soluzioni presentate figura anche GeoRice, materiale destinato all’eco-design e all’arredo, sviluppato attraverso un processo a freddo, senza impiego di acqua e con un contenuto consumo energetico, come alternativa circolare a materiali convenzionali quali cemento e ceramica.
Dalla sperimentazione alla casa: tre progetti raccontano l’evoluzione di Ricehouse
Un’altra sezione della mostra è dedicata all’evoluzione dell’approccio architettonico dell’azienda, raccontata attraverso tre abitazioni che rappresentano altrettante tappe del percorso di ricerca.
Casa CM, nata inizialmente per rispondere alle esigenze abitative dei fondatori e diventata successivamente sede degli uffici Ricehouse, rappresenta il primo laboratorio applicativo della visione aziendale. Il progetto integra i principi dell’architettura bioclimatica e dell’impiego di materiali naturali, sperimentando un involucro edilizio concepito come una terza pelle per l’organismo umano.
Con Casa UD, realizzata a Chamois sul sito di un antico rustico in pietra del 1834, la sperimentazione si apre alla committenza esterna. L’intervento combina elementi prefabbricati in legno, paglia di riso e altri materiali naturali, con l’obiettivo di migliorare il comfort abitativo e limitare il ricorso ai sistemi convenzionali di riscaldamento.
Casa LH, in provincia di Novara, rappresenta invece una delle espressioni più recenti di questo percorso. Inserita in un parco di 23.000 metri quadrati, integra struttura prefabbricata in legno, materiali derivati dalla filiera risicola, tetto giardino e serra bioclimatica. L’ampia superficie vetrata esposta a sud contribuisce a sfruttare la luce naturale e gli apporti solari.
Nel loro insieme, i tre progetti illustrano il passaggio da una prima esperienza abitativa a un modello progettuale più consolidato, nel quale efficienza energetica, qualità degli spazi, comfort e relazione con il paesaggio concorrono a definire una diversa idea di abitare.
Rigenerazione urbana e nuovi modelli di intervento
Lo sguardo di Ricehouse si estende anche alla trasformazione del patrimonio edilizio esistente e alla dimensione sociale dell’architettura. Tra i progetti presentati figura Torri Risorsa, intervento di riqualificazione energetica di quattro edifici residenziali di proprietà Aler Milano in via Franco Russoli, a Milano.
Il progetto affianca alla riqualificazione degli edifici iniziative rivolte alla comunità, con il coinvolgimento degli abitanti in attività culturali e sociali. I tetti sono stati trasformati in orti condivisi, creando nuovi spazi di incontro e favorendo relazioni tra i residenti.
L’esperienza evidenzia come la rigenerazione urbana possa andare oltre il miglioramento delle prestazioni energetiche e costruttive, contribuendo alla creazione di luoghi condivisi e al rafforzamento del senso di appartenenza. In questa prospettiva si inserisce anche HEXA, la micro casa di riso progettata da Ricehouse che mette in relazione architettura rigenerativa, natura e benessere attraverso un’esperienza legata all’apiterapia.
Sul fronte dell’attività progettuale, l’azienda punta inoltre a un approccio integrato attraverso la propria divisione Construction, con un servizio che accompagna il committente dalla fase conoscitiva alla progettazione, dalla gestione del cantiere fino alla cura dell’immobile nel tempo.
“Immaginare. Progettare. Co-creare.”: un confronto sulle prospettive future
Accanto alla mostra, l’anniversario prevede il convegno “Immaginare. Progettare. Co-creare.”, concepito come un momento di confronto tra le persone e le organizzazioni che hanno contribuito alla crescita dell’azienda.
Articolato in cinque capitoli tematici, l’incontro ripercorre le tappe fondamentali della storia di Ricehouse e affronta alcune delle principali questioni che interessano oggi il settore delle costruzioni: innovazione dei materiali, ricerca scientifica, architettura naturale, rigenerazione urbana ed economia circolare.
Il primo capitolo approfondisce il rapporto tra arte e impresa, con particolare riferimento all’influenza del pensiero di Michelangelo Pistoletto e del suo Terzo Paradiso sulla visione imprenditoriale di Tiziana Monterisi. Il confronto mette in luce il ruolo dell’impresa come strumento per generare valore non soltanto economico, ma anche ambientale, sociale e culturale.
La ricerca e lo sviluppo costituiscono il tema del secondo capitolo, dedicato alle collaborazioni con il mondo accademico e industriale. Tra i progetti al centro della discussione figurano Wascoffee, materiale sviluppato con Avolta a partire da fondi di caffè esausti e lolla di riso, e LIFE ERice, iniziativa europea orientata allo sviluppo di nuovi pannelli ottenuti valorizzando gli scarti della filiera risicola e dell’industria laniera. Saranno inoltre approfondite le attività condotte con il Politecnico di Milano e il Politecnico di Torino.
Il terzo capitolo è dedicato all’architettura e all’evoluzione della casa di riso, con un confronto sulle relazioni tra materiali naturali, tecniche costruttive, comfort abitativo e benessere delle persone. Il quarto affronta invece la rigenerazione urbana attraverso l’esperienza di Torri Risorsa, analizzando il contributo della partecipazione degli abitanti e della collaborazione tra progettisti, istituzioni e comunità locali.
A chiudere il programma sarà una riflessione sull’economia circolare e sulla crescita industriale, con un approfondimento sul ruolo delle filiere produttive, delle partnership e degli investimenti nello sviluppo di modelli d’impresa capaci di integrare sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
Economia circolare e innovazione: le sfide del prossimo decennio
Il decimo anniversario rappresenta per Ricehouse un’occasione per fare il punto sui risultati raggiunti e delineare le prospettive di sviluppo. Dalla valorizzazione della paglia e della lolla di riso alla realizzazione di edifici e progetti di rigenerazione, il percorso dell’azienda testimonia le possibilità offerte dall’integrazione tra ricerca sui materiali, progettazione architettonica e nuovi modelli produttivi.
La sfida dei prossimi anni sarà consolidare questo approccio, ampliando le applicazioni dei materiali naturali e rafforzando le collaborazioni tra mondo agricolo, industria, ricerca e costruzioni. Un’evoluzione che richiede di coniugare sperimentazione e capacità produttiva, prestazioni tecniche e sostenibilità, senza perdere di vista la dimensione sociale e il benessere di chi vive gli spazi.
Con la mostra a La Tessiana e il convegno dedicato alle esperienze maturate in dieci anni di attività, Ricehouse propone quindi una riflessione che va oltre la celebrazione aziendale. Il tema centrale è la possibilità di ripensare il settore delle costruzioni a partire dalle risorse già disponibili, trasformando gli scarti in materiali, gli edifici in opportunità di rigenerazione e le collaborazioni in strumenti per costruire nuovi scenari dell’abitare.