Nel dibattito sempre più centrale sulle politiche abitative e sulla rigenerazione urbana, Stefano Scalera, amministratore delegato di Invimit SGR, ha delineato tre modelli operativi per affrontare la crescente domanda di alloggi accessibili. L’intervento è avvenuto durante un convegno promosso dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri insieme a Roma Capitale, mettendo in evidenza la necessità di soluzioni flessibili e integrate.
Il modello “bilanciato”: mercato e canone sociale
Il primo modello, già attivo, viene definito “bilanciato” e prevede un equilibrio tra locazioni a prezzo di mercato e affitti a canone sociale. Un esempio concreto arriva da Milano, dove interventi in Corso di Porta Romana e via Carducci dimostrano l’applicazione pratica di questa strategia. In particolare, alcune unità vengono destinate a studenti, lavoratori fuori sede e giovani coppie con canoni calmierati, mantenendo al contempo una sostenibilità economica grazie alla collaborazione con operatori privati per ristrutturazioni e gestione. Questo approccio consente di contenere la redditività, senza rinunciare all’impatto sociale.
REgenera: riconversione e sostenibilità abitativa
Il secondo modello, denominato REgenera, punta sulla trasformazione di immobili esistenti, come ex uffici o caserme, in nuove soluzioni abitative. L’obiettivo è creare spazi come student house e residenze per anziani autosufficienti, mantenendo un equilibrio tra canoni di mercato e affitti accessibili, che non superino una quota sostenibile del reddito familiare. Il progetto, sostenuto anche da Cassa Depositi e Prestiti, vedrà una prima operazione completata entro l’estate, segnando un passo importante verso un modello replicabile.
Grandi aree urbane e nuovi quartieri sostenibili
Il terzo modello guarda invece alla rigenerazione su larga scala in città come Milano, Bologna, Venezia, Roma e Napoli. In collaborazione con ANCE, l’obiettivo è ripensare interi quartieri secondo nuovi paradigmi abitativi, con minore densità, maggiore presenza di spazi verdi e servizi dedicati alla socialità e allo sport. Si tratta di un approccio che integra urbanistica, sostenibilità ambientale e qualità della vita.
Il ruolo decisivo degli enti pubblici
Nonostante la varietà dei modelli proposti, Scalera sottolinea che il successo di queste iniziative dipende in larga misura dalla collaborazione delle istituzioni. In particolare, è fondamentale che gli enti pubblici mettano a disposizione immobili da valorizzare e garantiscano tempi amministrativi certi per le trasformazioni urbanistiche. Solo attraverso questo duplice impegno sarà possibile rendere concreti progetti che uniscono rendimento di lungo periodo e impatto sociale.
Verso un nuovo equilibrio tra pubblico e privato
La strategia di Invimit si inserisce in un contesto in cui la domanda abitativa richiede risposte sempre più articolate. I tre modelli proposti non rappresentano una soluzione unica, ma un ventaglio di strumenti capaci di adattarsi a contesti diversi. La sfida, ora, è trasformare queste esperienze in politiche strutturali, capaci di incidere in modo duraturo sul sistema abitativo italiano.