Progetti

Un'architettura che cresce con il paesaggio: l'ampliamento di Mancini Pastificio Agricolo firmato Stefano Boeri Architetti

Il nuovo intervento amplia la capacità produttiva dell'azienda marchigiana attraverso un progetto che dialoga con il paesaggio, valorizza l'identità del luogo e integra sostenibilità, funzionalità e qualità architettonica

venerdì 10 luglio 2026 - Redazione Build News

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È stato inaugurato a Monte San Pietrangeli (FM) l'ampliamento di Mancini Pastificio Agricolo, progettato da Stefano Boeri Architetti. L'intervento accompagna la crescita dell'azienda marchigiana senza alterarne l'identità, trasformando l'espansione produttiva in un'occasione per consolidare il rapporto tra architettura, agricoltura e paesaggio.

Mancini Pastificio Agricolo rappresenta una realtà unica nel panorama agroalimentare italiano: l'intera filiera produttiva, dalla coltivazione del grano alla trasformazione in pasta, si sviluppa nello stesso luogo, seguendo i ritmi delle stagioni e della natura piuttosto che quelli dell'industria. Una filosofia che il nuovo progetto interpreta e traduce in architettura.

Continuità con l'esistente e nuova organizzazione degli spazi

L'ampliamento prende le mosse dall'edificio originario, realizzato nel 2010 e successivamente trasformato nel 2017 su progetto dell'architetto Ernesto Paoletti. Il nuovo intervento si configura come un'addizione capace di rispondere alle esigenze funzionali, logistiche e produttive dell'azienda, mantenendo una forte continuità con il complesso esistente.

Rispetto all'ipotesi iniziale, che prevedeva un semplice nuovo volume in continuità con quello esistente, il progetto sviluppa un principio insediativo circolare che amplia e abbraccia lo spazio aperto centrale. Una soluzione che permette ai nuovi edifici di inserirsi nella naturale pendenza della collina, limitando l'impatto visivo sul paesaggio e ottimizzando i flussi produttivi.


Un'architettura che sembra appartenere da sempre al luogo

"Progettare per Massimo Mancini il luogo dove nasce una delle migliori paste italiane, prodotta seguendo criteri antichi di qualità e sostenibilità, è stata per noi un'esperienza profondamente formativa", ha dichiarato Stefano Boeri.

"Studiare i cicli del grano, comprendere il tempo naturale dell'essiccazione della pasta e osservare come la produzione segua ancora oggi il ritmo delle stagioni ci ha insegnato che anche un edificio industriale può appartenere al paesaggio. Il nostro obiettivo era realizzare un'architettura capace di apparire come una non novità, qualcosa che sembra essere sempre esistito tra le colline di Monte San Pietrangeli."

Il progetto, sviluppato da Stefano Boeri insieme all'architetto Marco Giorgio, partner dello studio, e alla project leader Francesca Pincella, interpreta quindi il paesaggio non come semplice contesto, ma come parte integrante dell'architettura.

Paesaggio agricolo protagonista del progetto

L'intervento si integra nella morfologia del terreno e si svela progressivamente lungo il percorso di avvicinamento, culminando in un elemento verticale che identifica il nuovo ingresso e diventa il riferimento visivo dell'intero complesso.

L'intero progetto dialoga con il paesaggio agricolo e con le sue trasformazioni stagionali. Filari di ciliegi delimitano i nuovi volumi creando un porticato naturale ombreggiato, mentre arbusti e pergole verdi riprendono il disegno delle colline marchigiane, reinterpretando la tradizione agricola dei filari come elementi di protezione, separazione e organizzazione dello spazio.

"Il progetto di ampliamento del pastificio a cura di Stefano Boeri Architetti è particolarmente interessante per essere riuscito a coniugare il già esistente con forme e spazi pienamente rispettosi della terra, alla quale è fortemente ancorata la verità del nostro modo di fare pasta", ha commentato Massimo Mancini, agronomo e fondatore di Mancini Pastificio Agricolo.


Materiali e colori ispirati alla terra

La ricerca materica costituisce uno degli elementi caratterizzanti dell'intervento. Le facciate dell'edificio esistente, originariamente differenziate tra legno e cemento a vista, vengono unificate attraverso un nuovo rivestimento in frangisole lignei che crea continuità con il passato, mantenendo al tempo stesso riconoscibile la successione temporale degli interventi.

Le nuove volumetrie sono invece rivestite con pannelli prefabbricati in cemento pigmentati di rosso, una tonalità che richiama direttamente il colore della terra marchigiana e che varia con la luce durante l'arco della giornata. La texture ondulata dei pannelli, alti fino a otto metri, genera profondità e movimento attraverso il gioco di luci e ombre, reinterpretando in chiave contemporanea il linguaggio materico dell'edificio originario.

Lo stesso rosso identifica il totem d'ingresso e l'area di accesso al complesso, diventando il filo conduttore dell'intero progetto.

Innovazione produttiva e identità agricola

Con questo intervento Mancini Pastificio Agricolo compie un nuovo passo nel proprio percorso di crescita. L'azienda, che coltiva cereali dal 1938 e produce pasta dal 2010 utilizzando esclusivamente il grano coltivato nei propri campi, rafforza così il proprio modello produttivo attraverso un'architettura capace di coniugare innovazione, sostenibilità e rispetto del paesaggio.

Il progetto di Stefano Boeri Architetti dimostra come anche un edificio industriale possa contribuire alla valorizzazione del territorio, trasformando l'espansione produttiva in un'occasione per consolidare il dialogo tra impresa, agricoltura e architettura contemporanea.

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