Progetti

“Urban Oasis”: un nuovo quartiere verde a Bratislava

Stefano Boeri Architetti vince il concorso internazionale per la realizzazione di un nuovo quartiere nella capitale slovacca, con la creazione di un grande parco pubblico e di una cornice di architetture verdi

giovedì 6 giugno 2024 - Redazione Build News

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Lo studio Stefano Boeri Architetti si è aggiudicato la gara per lo sviluppo di un’ex area industriale di tre ettari nella zona di downtown nella città di Bratislava.

Si tratta della zona di Chalupkova, per decenni una delle più grandi aree dismesse della capitale slovacca nonostante la sua vicinanza al centro storico e al Danubio, che ora si sta gradualmente trasformando in un’importante area di sviluppo costellata da esempi di architettura contemporanea e da un nuovo paesaggio urbano.

Il Masterplan di Urban Oasis

Con il masterplan “Urban Oasis”, Stefano Boeri Architetti ha vinto il concorso, indetto alla fine dello scorso anno da Penta Real Estate, proponendo un nuovo polo centrale per la città attraverso un importante intervento di rigenerazione urbana che va a ridisegnare le dinamiche di quello che è il nuovo quartiere strategico di Bratislava a partire dalla creazione di un grande parco pubblico, ai cui lati sorgeranno una torre e quattro edifici a media densità che ospiteranno 1.300 appartamenti, caratterizzati da un importante mix abitativo con differenti tagli e per utenze diverse.

Rispetto alle proposte degli altri concorrenti la Giuria ha sottolineato di aver apprezzato la ‘matrice europea’ del progetto di Stefano Boeri Architetti con la scelta di realizzare “un nuovo quartiere di edifici che riprendono le tradizionali facciate in pietra e mattoni combinandole con il verde” attorno ad un grande giardino pubblico.

“Il progetto di Urban Oasis porta in una città dinamica e in un Paese che sta vincendo la sfida dell’integrazione in Europa, un nuovo e innovativo quartiere residenziale che si sviluppa attorno a un grande giardino pubblico ad alta biodiversità vegetale. Offrendosi come una nuova centralità per Bratislava, aperta e permeabile ai flussi della vita quotidiana, Urban Oasis rappresenta al meglio le sfide del mondo urbano contemporaneo senza dimenticare la tradizione architettonica mitteleuropea – dichiara l’architetto Stefano Boeri, che aggiunge - Grazie a Urban Oasis, Bratislava compirà un passo in avanti verso il modello di metropoli arcipelago: una città dove i quartieri sono nuclei di produzione di energia pulita, con la varietà di funzioni e abitanti tipica delle città europee e la natura vivente delle piante al loro centro e sulle facciate degli edifici”.


Generare qualità architettonica

“Nel progetto Urban Oasis abbiamo lavorato su come generare qualità architettonica, in un’area urbana ex industriale in forte trasformazione; su come ottimizzare la luce naturale diretta, ma allo stesso tempo proteggere dal vento e dall’inquinamento acustico; su come valorizzare l’accessibilità e la fruibilità del parco, pur mantenendo il suo carattere di ‘giardino segreto’; su come trasformarlo non solo in uno spazio pubblico flessibile e di qualità, ma anche in un elemento importante di regolazione del microclima, dell’umidità e dell’effetto isola di calore urbano. Siamo molto soddisfatti del progetto e crediamo che possa realmente diventare un valore aggiunto per il quartiere, per la città e per tutti gli abitanti” commenta l’architetto Pietro Chiodi, Partner di Stefano Boeri Architetti.

La torre, disposta in un punto focale rispetto all’asse principale del masterplan e dell’intero quartiere, diventerà il nuovo landmark urbano per Bratislava offrendo una vista unica sulla città. Gli altri edifici sono caratterizzati da altezze diverse - studiate specificamente per massimizzare l’ingresso della luce diretta nel parco - e ospiteranno terrazze e tetti verdi che diventeranno spazi ricreativi aperti alla comunità. Gli spazi commerciali e le funzioni pubbliche valorizzeranno al piano il dialogo tra il parco e gli spazi residenziali.

Le facciate sono state progettate con una elevata diversificazione che, in linea con la dinamicità del quartiere, definiscono geometrie caratterizzate da irregolarità e ondulazioni funzionali a interrompere la propagazione delle onde sonore facendole disperdere e diffondere piuttosto che propagarsi direttamente nell'edificio. Le facciate lungo le strade più trafficate si caratterizzano per la presenza delle logge che garantiscono una maggiore protezione non solo dai suoni ma anche dall’elevata ventosità che caratterizza Bratislava; nei lati esposti verso il parco le logge lasciano, invece, posto ai balconi.

La presenza della natura

La presenza della natura è uno degli elementi più importanti del progetto che contribuisce a implementare la biodiversità locale ottimizzando i benefici ecosistemici del verde urbano in connessione con gli altri spazi verdi della città. Contribuiscono in tal senso la copertura vegetale su terrazze e tetti verdi e l’anello verde distribuito lungo tutto il perimetro dell’intervento che, collegato al parco, funge da filtro tra le residenze e la strada contribuendo, come elemento naturale, all’assorbimento del suono attenuando, così, l'inquinamento acustico dell'ambiente circostante.

Grazie al ruolo predominante delle aree pedonali e delle piste ciclabili, – all'interno del parco, il percorso si snoda tra le zone verdi e collega tutti i piani terra - il progetto privilegia notevolmente la mobilità sostenibile rispetto all’uso dell’automobile, per migliorare la qualità di vita nel quartiere.

Mitigare l'impatto ambientale

Con la stessa attenzione alla mitigazione dell’impatto ambientale del quartiere, i pannelli solari occupano una superficie di circa 4.600mq sui tetti degli edifici per contribuire al fabbisogno energetico del quartiere attraverso la produzione di energia rinnovabile. Inoltre, il progetto prevede sistemi di drenaggio urbano per gestire il deflusso dell'acqua, attraverso i tetti verdi, le pavimentazioni permeabili e bacini di raccolta e gestione delle acque meteoriche.

L'inizio della costruzione della prima fase residenziale è previsto nel 2026, a seconda dello stato di avanzamento dell'iter autorizzativo. L'attuazione delle fasi successive del progetto seguirà il positivo completamento della modifica in corso del piano territoriale. Il progetto sarà suddiviso in quattro fasi e la realizzazione avrà un calendario di circa dieci anni.

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