Un importante ritrovamento archeologico arricchisce la storia della città etrusca di Vulci: durante gli scavi del progetto “Vulci Cityscape” è emersa la testa in marmo greco di una giovane fanciulla, una Kore, attribuibile a un atelier attico dei primi decenni del V secolo a.C.
Si tratta di un rinvenimento di straordinario valore, raro nel contesto dell’Etruria, che testimonia gli intensi scambi culturali, artistici e politici tra il mondo greco e l’Italia preromana. La scultura raffigura una giovane donna con un’acconciatura elaborata e raffinata, elemento distintivo della statuaria greca arcaica.
Attualmente l’opera è sottoposta a restauro e analisi presso l’Istituto Centrale per il Restauro di Roma, dove sono in corso approfondite indagini scientifiche sui pigmenti originari, sui materiali e sulle tecniche di lavorazione. Queste analisi consentiranno di ricostruire non solo l’aspetto originario della scultura, ma anche il suo contesto storico e simbolico.
Secondo gli esperti, non si tratterebbe di un semplice dono votivo, ma di una testimonianza concreta dei legami spirituali e civili tra Etruria e Grecia. Una scoperta che apre nuove prospettive di ricerca e contribuisce a ridefinire la comprensione delle relazioni culturali nel Mediterraneo antico.