Attualità

Wood Architecture Prize 2026: quando il legno diventa architettura per la comunità

Dalle scuole ai borghi rigenerati, il premio by Klimahouse celebra un’idea di costruire sostenibile che mette al centro le persone, il territorio e la qualità del vivere

venerdì 30 gennaio 2026 - Redazione Build News

Klimahouse 2026 Ph.FieraMesse-Marco Parisi-84 Ph.Fiera Messe Marco Parisi

Il legno non è più solo un materiale costruttivo, ma un vero e proprio dispositivo sociale e territoriale. È questo il messaggio forte emerso dalla premiazione del Wood Architecture Prize 2026 by Klimahouse, svoltasi il 29 gennaio al Klimahouse Wood Summit di Bolzano. Giunto alla sua quarta edizione, il premio nazionale istituito da Fiera Bolzano – con il patrocinio e il contributo scientifico del Politecnico di Torino e dell’Università Iuav di Venezia, in collaborazione con PEFC Italia – conferma il ruolo centrale dell’architettura in legno nel ripensare gli spazi dell’abitare, dell’educare e del vivere collettivo.

A fare da filo conduttore all’edizione 2026 è stata l’idea dell’architettura come servizio alla collettività, capace di coniugare sostenibilità ambientale e qualità sociale. Un tema introdotto dall’intervento dell’architetto Enrico Molteni, fondatore dello studio Enrico Molteni Architecture, che nel suo speech “Una scuola inclusiva e un asilo: l’uso del legno come tema di progetto” ha sottolineato come questo materiale sappia definire spazi educativi accoglienti, flessibili e inclusivi.

Un panorama maturo e trasversale

L’edizione 2026 del Wood Architecture Prize si distingue per una straordinaria varietà tipologica, segno della maturità raggiunta dal settore in Italia. I progetti candidati spaziano dalla grande scala pubblica all’intervento domestico, includendo complessi scolastici, recuperi di patrimonio storico, architetture di servizio e sperimentazioni micro-architettoniche. Un mosaico di opere che dimostra la versatilità del legno nel rispondere a contesti, funzioni e paesaggi profondamente diversi.

Il premio ribadisce inoltre la sua vocazione di riconoscimento di filiera, valorizzando il lavoro sinergico tra architetti, ingegneri, paesaggisti, committenze pubbliche e private, mondo della ricerca e startup innovative: un ecosistema complesso che trasforma l’innovazione tecnologica in architettura di qualità.

I progetti vincitori

A decretare i vincitori è stata una giuria presieduta dall’architetto Manuel Benedikter e composta da sette figure di spicco del mondo della progettazione, della ricerca e dell’editoria specializzata.

Tra i progetti premiati spicca “The Big Zip – A house for happy cows” (Studio act_romegialli, 2022), una stalla che ribalta i pregiudizi legati a una destinazione d’uso considerata marginale, trasformandola in un modello architettonico di qualità, replicabile e capace di coniugare leggerezza, solidità e chiarezza strutturale.

Le Nuove Scuole Medie di Primiero (Mimeus Architettura con Studio Campomarzio, 2024) sono state riconosciute per l’idea di scuola come “casa”, organizzata attorno a un atrio centrale che favorisce relazione, visibilità e senso di comunità, attraverso un linguaggio architettonico sobrio e rigoroso.

L’Edificio multifunzionale a Barbiano (Roland Baldi Architects, 2025), finanziato con fondi PNRR, si distingue per la sensibilità paesaggistica e per l’uso strutturale del legno, lasciato a vista con una matericità autentica, capace di dialogare con l’orografia del sito e la scala territoriale.

Menzioni speciali e nuove generazioni

La menzione speciale under 35 è stata assegnata al Maso Stregozzi (Arch. Michele Sicher), un intervento di ricostruzione che reinterpreta con intelligenza e controllo costruttivo la tipologia dell’abitazione rurale in legno, dimostrando un profondo radicamento nel contesto locale.

Tra le menzioni della giuria figurano anche la riqualificazione della contrada Polaggia a Berbenno di Valtellina, esempio virtuoso di recupero urbano multilivello, e il progetto T+T di Studio Piraccini+Potente Architettura, premiato per l’originalità tipologica e la qualità compositiva.

Infine, la menzione speciale filiera PEFC è andata al Punto Luce Gallaratese (Studio AOUMM), riconosciuto per il suo valore sociale in ambito metropolitano e per la capacità di trasformare vincoli strutturali in opportunità progettuali, creando un nuovo equilibrio tra spazi interni ed esterni.

Il legno come visione culturale

«Il legno non è solo una scelta ecologica, ma uno strumento per costruire comunità», ha dichiarato Céline Faini, Brand Manager di Klimahouse. Un’affermazione che sintetizza perfettamente lo spirito del Wood Architecture Prize 2026: un premio che racconta un’architettura capace di prendersi cura del territorio e delle persone, generando benessere, identità e futuro condiviso.

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