Il Governo ha approvato il Disegno di Legge n. 1718 per la conversione, con modificazioni, del Decreto-Legge n. 175/2025, che introduce importanti novità in materia di Transizione 5.0 e di aree idonee per lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Tra gli elementi più rilevanti figura l’inserimento di una norma di salvaguardia per i progetti già in fase di sviluppo, una misura attesa dal settore e ritenuta essenziale per garantire certezza del diritto e continuità agli investimenti.
La modifica è stata accolta con favore da FINCO. Secondo la Federazione, la previsione di una disciplina transitoria consente di tutelare il principio di affidamento degli operatori che hanno avviato i propri progetti nel rispetto del quadro normativo vigente, evitando il rischio di vanificare anni di lavoro e risorse già investite.
“Esprimiamo apprezzamento per l’accoglimento da parte del Governo di correttivi sostanziali proposti da FINCO”, ha dichiarato Agostino Re Rebaudengo, Vice Presidente della Federazione. “La clausola di salvaguardia rappresenta una misura di equilibrio e di buon senso, indispensabile in un settore che richiede investimenti rilevanti e una pianificazione di lungo periodo”.
Tra gli altri interventi positivi, FINCO segnala anche la rimozione del requisito dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per l’ampliamento delle aree idonee in prossimità di stabilimenti e impianti industriali, la cosiddetta solar belt. Una scelta che favorisce l’utilizzo di aree già infrastrutturate e recepisce una richiesta avanzata dalla Federazione.
Il Decreto fissa un obiettivo ambizioso: 80 GW di nuova potenza rinnovabile installata entro il 2030. Per centrarlo sarà necessario realizzare oltre 11,5 GW all’anno nei prossimi cinque anni, a fronte dei 7,5 GW installati nel 2024 e dei 6,5 GW aggiunti nel 2025. Dati che evidenziano la necessità di una forte accelerazione nel ritmo delle nuove installazioni.
Lo sviluppo delle rinnovabili è considerato strategico non solo per il raggiungimento degli obiettivi climatici, ma anche in un contesto di crescente instabilità geopolitica. Rafforzare la produzione da fonti pulite significa aumentare l’indipendenza energetica del Paese, ridurre i costi dell’energia per famiglie e imprese e migliorare la competitività del sistema economico.
Pur apprezzando le modifiche introdotte, FINCO sottolinea come il settore si sarebbe atteso un intervento regolatorio più deciso in grado di ampliare ulteriormente le aree idonee e rafforzare il sostegno complessivo alle rinnovabili. In particolare, la Federazione auspica l’avvio di un Tavolo tecnico per definire nuove regole capaci di coniugare la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico con la necessità di sviluppare i futuri impianti, evitando un’eccessiva restrizione delle aree effettivamente candidabili.
Guardando alle prossime decisioni delle Regioni, FINCO richiama infine i principi affermati dalla Corte costituzionale (sentenza n. 184/2025), auspicando che la classificazione delle aree idonee venga interpretata come uno strumento premiale per accelerare e semplificare i procedimenti autorizzativi, e non come un divieto generalizzato alla realizzazione di impianti al di fuori di tali aree.
La Federazione conferma il proprio impegno a collaborare con le Amministrazioni nazionali e regionali affinché l’attuazione della normativa avvenga in modo uniforme ed efficace, garantendo al contempo tutela del territorio, semplificazione amministrativa e certezza del diritto.
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