La rigenerazione dell’ex Caserma Perotti entra nella fase operativa, mentre per l’ex Caserma Stamoto si apre una nuova partita. Sono i due interventi al centro dell’iniziativa promossa a Bologna dall’Agenzia del Demanio insieme al Comune e a C40, la rete internazionale che riunisce le città impegnate nella lotta al cambiamento climatico.
Perotti è già stata assegnata, nel 2025, nell’ambito della quarta edizione di Reinventing Cities. Il progetto vincitore, denominato “Alma”, prevede un investimento complessivo nell’ordine degli 80 milioni di euro e punta a trasformare l’ex struttura militare in una nuova parte della città, con spazi pubblici, verde e funzioni dedicate alla residenza e ai servizi.
Il piano comprende un grande parco centrale, abitazioni, student housing, attività commerciali di vicinato, impianti sportivi e spazi destinati alla socialità. Particolare attenzione è prevista anche per le prestazioni ambientali degli edifici, attraverso progettazione bioclimatica, fonti rinnovabili, recupero delle acque meteoriche e utilizzo di materiali a ridotto contenuto di carbonio.
La sostenibilità sarà accompagnata da sistemi di certificazione e valutazione delle prestazioni, mentre il progetto punta anche a rafforzare le relazioni con il quartiere e a creare nuove opportunità occupazionali legate alla transizione verde.

Stamoto, al via la nuova sfida di Reinventing Cities
Il secondo tassello riguarda l’ex Caserma Stamoto, per la quale il Demanio ha presentato l’avviso di manifestazione d’interesse. Anche questo compendio è stato candidato a Reinventing Cities e rappresenta uno degli interventi individuati nel Piano Città degli Immobili Pubblici di Bologna, sottoscritto da Agenzia del Demanio, Comune, Regione Emilia-Romagna e Università Alma Mater.
L’obiettivo è trasformare un’area oggi dismessa in una nuova centralità urbana, collegandola maggiormente ai quartieri circostanti. Tra le funzioni ipotizzate figurano residenzialità accessibile, alloggi universitari, servizi, spazi pubblici e nuove aree verdi.
Il progetto dovrà inoltre valorizzare gli elementi legati alla storia del complesso e proporre soluzioni coerenti con gli obiettivi di neutralità climatica e riduzione dell’impatto ambientale.
Un parco per collegare le due aree
Uno degli elementi di maggiore interesse è la possibilità di mettere in relazione la trasformazione della Stamoto con quella della vicina Perotti. La prospettiva è quella di creare un sistema urbano caratterizzato da maggiore continuità degli spazi verdi e pubblici, accompagnato da nuove opportunità abitative soprattutto per studenti e giovani.
Per il Comune, la rigenerazione delle due ex caserme rappresenta infatti un'occasione per recuperare aree rimaste a lungo separate dalla città e rispondere, attraverso il patrimonio pubblico, alla domanda di abitazioni, servizi e spazi collettivi.

Le proposte entro il 19 ottobre
Operatori italiani e internazionali interessati alla Stamoto avranno tempo fino alle ore 12 del 19 ottobre 2026 per presentare i propri concept progettuali. L’iter è articolato in due fasi: nella prima saranno individuate le proposte più coerenti con gli obiettivi di Reinventing Cities; nella seconda, riservata ai finalisti, sarà selezionato l’operatore destinato a occuparsi della valorizzazione del complesso.

Il percorso punta così a trasformare due grandi aree pubbliche dismesse in nuovi pezzi di città, con una particolare attenzione a verde, abitare, servizi e sostenibilità.