La burocrazia continua a rappresentare uno dei principali ostacoli alla competitività delle imprese italiane. Secondo un report realizzato da Fondazione Promo PA, le aziende del Paese dedicano ogni anno circa 3,4 milioni di giornate-uomo ad attività amministrative a basso valore aggiunto, con un costo complessivo stimato in 673,9 milioni di euro.
Un impatto significativo che deriva soprattutto dalla gestione delle 10 autocertificazioni più diffuse richieste dalla Pubblica Amministrazione, per un totale di circa 27,5 milioni di pratiche ogni anno
Oltre un’ora per ogni pratica
L’indagine, presentata il 15 maggio a Padova durante il convegno nazionale “Trasparenza, innovazione e sviluppo: trent’anni di storia del Registro delle Imprese”, ha evidenziato come la compilazione di una singola autocertificazione richieda mediamente 63 minuti.
Un tempo che, moltiplicato per il numero complessivo di pratiche svolte dalle aziende, si traduce in milioni di ore sottratte ad attività produttive, innovazione e sviluppo del business.
Le criticità segnalate dalle imprese
Attraverso una survey qualitativa, Fondazione Promo PA ha raccolto anche il punto di vista delle imprese sulle principali difficoltà incontrate nel rapporto con la Pubblica Amministrazione.
Tra gli aspetti più critici emerge l’obbligo di ripresentare la stessa documentazione per ogni nuova procedura amministrativa, un problema valutato con un punteggio di 8,3 su una scala da 1 a 10.
A seguire figurano la complessità e la ripetitività degli adempimenti (7,4), il difficile dialogo con gli enti pubblici (7,4) e la richiesta di modulistica differente da parte di amministrazioni diverse per la medesima autocertificazione (7,2).
La digitalizzazione come leva di semplificazione
Secondo gli autori dello studio, una parte consistente di questi costi potrebbe essere eliminata attraverso una maggiore digitalizzazione dei processi amministrativi e l’utilizzo più efficace di strumenti già disponibili.
L’interoperabilità delle banche dati pubbliche, la condivisione delle informazioni tra enti e il principio del “once only” – secondo cui cittadini e imprese dovrebbero fornire un dato una sola volta alla Pubblica Amministrazione – rappresentano alcune delle soluzioni in grado di ridurre il peso burocratico che grava sul sistema produttivo.
Un freno alla competitività
La semplificazione amministrativa non è soltanto una questione di efficienza, ma anche un fattore strategico per la competitività del Paese. Ridurre il tempo dedicato agli adempimenti consentirebbe infatti alle imprese di concentrare maggiori risorse sulle attività a valore aggiunto, favorendo investimenti, innovazione e crescita.
I dati evidenziano come il percorso verso una Pubblica Amministrazione più digitale e integrata non sia più soltanto un obiettivo di modernizzazione, ma una necessità concreta per sostenere il tessuto imprenditoriale italiano.
fonte Shutterstock