Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto per contrastare il caro carburanti, prorogando il taglio delle accise su benzina e diesel fino al 1° maggio 2026. La misura, annunciata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, si inserisce in un contesto di forte instabilità dei mercati energetici, influenzati dalle tensioni geopolitiche internazionali.
L’intervento mira a contenere l’aumento dei prezzi alla pompa, che nelle ultime settimane hanno registrato nuovi rialzi, incidendo su famiglie e imprese. Il decreto rappresenta quindi una risposta immediata, anche se temporanea, a una situazione considerata ancora in evoluzione.
Taglio delle accise e risorse stanziate
La proroga prevede il mantenimento della riduzione delle accise già in vigore, pari a circa 24-25 centesimi al litro su benzina e gasolio. Il costo complessivo dell’operazione è stimato intorno ai 500 milioni di euro.
Le coperture finanziarie derivano in parte dall’aumento del gettito IVA, generato proprio dal rincaro dei carburanti, e in parte da risorse provenienti dal sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS), senza intaccare i fondi già destinati al sostegno delle imprese energivore.
Misure aggiuntive per agricoltura e imprese
Oltre al taglio delle accise, il decreto introduce interventi mirati a sostegno di alcuni settori produttivi. In particolare, viene esteso alle aziende agricole un credito d’imposta del 20% sul carburante, misura inizialmente prevista per il comparto della pesca.
Sono previsti anche interventi a favore delle imprese esportatrici, attraverso strumenti gestiti da Simest, e il recepimento di accordi legati al piano Transizione 5.0, con l’obiettivo di sostenere la competitività del sistema produttivo in una fase di forte incertezza economica.
Il peso della crisi geopolitica
Secondo Giorgetti, il provvedimento ha una funzione principalmente tampone e sarà valido fino al 1° maggio, in attesa di comprendere l’evoluzione dello scenario internazionale. Il ministro ha sottolineato come la situazione geopolitica sia “particolarmente complicata” e destinata a influenzare sia le politiche economiche sia quelle fiscali.
Le tensioni globali, in particolare quelle legate ai conflitti in Medio Oriente, continuano infatti a incidere sui prezzi dell’energia e sulle prospettive economiche, rendendo necessario un monitoraggio costante e possibili ulteriori interventi nei prossimi mesi.
Prospettive e possibili sviluppi
Il governo non esclude nuove misure qualora la crisi dovesse protrarsi. Tra le ipotesi sul tavolo vi è anche una riflessione a livello europeo sulle regole di bilancio, con la possibilità di attivare strumenti straordinari per fronteggiare l’emergenza energetica.
In questo quadro, la proroga del taglio delle accise rappresenta un intervento ponte, pensato per alleviare nell’immediato il peso dei rincari, ma che lascia aperta la questione di una strategia più strutturale per la gestione dei costi energetici nel medio periodo.
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