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Caro prezzi nei cantieri: ANCE chiede un intervento antispeculazione sui materiali da costruzione

Dalle tensioni geopolitiche ai rincari ingiustificati: l’allarme dei costruttori e il rischio per cantieri, filiera edilizia e PNRR

mercoledì 18 marzo 2026 - Redazione Build News

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L’ANCE lancia un nuovo allarme sul caro prezzi nel settore delle costruzioni, chiedendo al Governo un intervento immediato contro le dinamiche speculative che stanno colpendo i materiali da costruzione.

Secondo quanto emerso, le imprese hanno segnalato centinaia di aumenti improvvisi e spesso ingiustificati, che riguardano non solo i derivati petrolchimici come il bitume, ma anche materiali fondamentali come l’acciaio e i costi legati ai trasporti.

Le tensioni internazionali dietro l’aumento dei costi

Alla base dei rincari vi sono soprattutto le tensioni geopolitiche recenti, che stanno influenzando i mercati energetici e delle materie prime. L’inizio del conflitto nel Golfo ha infatti generato effetti immediati sui prezzi, con ripercussioni lungo tutta la filiera dell’edilizia.

Questa situazione sta creando un contesto di forte instabilità, in cui i costi aumentano rapidamente e in modo non sempre giustificato da reali dinamiche di mercato, alimentando il rischio di fenomeni speculativi.

Cantieri a rischio e impatto sul PNRR

Le conseguenze di questi rincari si riflettono direttamente sui cantieri, sia pubblici che privati. L’aumento dei prezzi dei materiali rischia infatti di compromettere la sostenibilità economica delle opere già avviate, molte delle quali finanziate nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

I contratti stipulati negli anni precedenti, basati su prezzi ormai superati, non sempre prevedono meccanismi adeguati di aggiornamento. Questo può portare a rallentamenti, ritardi o addirittura al blocco dei lavori, con effetti a catena sull’intero sistema economico.

La richiesta: estendere le misure antispeculazione

ANCE valuta positivamente l’attenzione del Governo nel contrastare gli effetti speculativi su carburanti ed energia, ma sottolinea come queste misure non siano sufficienti.

L’associazione propone quindi di introdurre strumenti analoghi anche per i materiali da costruzione, così da “sterilizzare” gli effetti degli aumenti e contenere le distorsioni del mercato.

L’obiettivo è evitare che l’incremento dei prezzi, amplificato da dinamiche speculative, comprometta la stabilità del settore e metta a rischio gli investimenti in corso.

Un problema strutturale per il settore delle costruzioni

Il caro materiali non è una novità per il comparto edilizio, che negli ultimi anni ha già affrontato forti oscillazioni dei prezzi, aggravate prima dalla pandemia e poi dalle crisi internazionali.

Nonostante l’introduzione di meccanismi di revisione dei prezzi negli appalti pubblici, rafforzati anche dalla Legge di Bilancio 2026, il problema resta aperto, soprattutto in presenza di aumenti improvvisi e difficilmente prevedibili.

La necessità di un intervento urgente e mirato

Per ANCE è fondamentale agire rapidamente con misure specifiche che garantiscano trasparenza e controllo sui prezzi dei materiali. Solo così sarà possibile evitare distorsioni del mercato e assicurare la continuità dei cantieri.

In gioco non c’è solo la tenuta delle imprese, ma anche la realizzazione delle opere pubbliche, la crescita economica e il rispetto delle scadenze strategiche per il Paese.

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