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Crediti pignorati, la Cassazione conferma: sull’assegnazione si applica l’imposta di registro dello 0,5%

L’ordinanza del giudice dell’esecuzione produce un effetto traslativo assimilabile alla cessione del credito. Per la Suprema Corte è quindi dovuta l’imposta proporzionale e non quella fissa

venerdì 19 giugno 2026 - Redazione Build News

shutterstock_2445910209 Fonte: shutterstock

L’assegnazione di somme di denaro derivanti da un procedimento di espropriazione presso terzi è soggetta all’imposta di registro proporzionale dello 0,5%. A stabilirlo è la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 13874 del 13 maggio 2026, che conferma un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato in materia.

Secondo i giudici, l’ordinanza con cui il giudice dell’esecuzione assegna al creditore le somme pignorate produce un vero e proprio effetto traslativo del credito, analogo a quello che si verifica in una cessione di credito. Per questo motivo trova applicazione l’articolo 8 della Tariffa, parte prima, allegata al Testo Unico dell’Imposta di Registro (Dpr n. 131/1986), che prevede l’aliquota dello 0,5%.

La controversia tra contribuente e Amministrazione finanziaria

La vicenda nasce dalla registrazione di un’ordinanza di assegnazione emessa nell’ambito di una procedura esecutiva. In sede di registrazione, l’Agenzia delle Entrate aveva applicato l’imposta proporzionale dello 0,5%, ritenendo che il provvedimento giudiziario producesse effetti assimilabili al trasferimento di un diritto.

La società interessata aveva invece sostenuto che l’atto dovesse essere assoggettato alla sola imposta fissa di registro, ottenendo inizialmente ragione davanti ai giudici di primo grado.

Successivamente, però, la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado dell’Emilia-Romagna ha ribaltato la decisione, accogliendo la tesi dell’Amministrazione finanziaria. Da qui il ricorso in Cassazione.

L’effetto traslativo dell’ordinanza di assegnazione

Nel rigettare il ricorso, la Suprema Corte ha richiamato alcune recenti pronunce sul medesimo tema, ribadendo che l’assegnazione del credito pignorato determina un trasferimento immediato del diritto dal debitore esecutato al creditore procedente.

L’ordinanza prevista dall’articolo 553 del Codice di procedura civile, infatti, modifica il soggetto titolare del credito vantato nei confronti del terzo pignorato. In altre parole, il creditore assegnatario subentra nella posizione giuridica che prima apparteneva al debitore esecutato.

Questo passaggio produce un effetto giuridico sostanzialmente identico a quello di una cessione del credito, elemento che giustifica l’applicazione dell’imposta proporzionale prevista dalla normativa fiscale.

Il trasferimento avviene prima del pagamento

Un aspetto particolarmente rilevante evidenziato dai giudici riguarda il momento in cui si realizza il trasferimento del credito.

La Cassazione ha precisato che l’assegnazione non coincide con il soddisfacimento del creditore, poiché quest’ultimo avverrà soltanto quando il terzo pignorato adempirà concretamente all’obbligazione.

Tuttavia, il trasferimento del credito si verifica già con l’emissione dell’ordinanza di assegnazione. Da quel momento il credito esce dal patrimonio del debitore esecutato ed entra immediatamente in quello del creditore assegnatario, indipendentemente dall’effettivo pagamento della somma.

Un orientamento ormai consolidato

La decisione si inserisce in un filone giurisprudenziale già delineato da diverse pronunce della Suprema Corte, che negli ultimi anni hanno confermato la natura traslativa delle ordinanze di assegnazione emesse nelle procedure esecutive.

Alla luce di questo orientamento, la Cassazione ha ritenuto corretta la decisione dei giudici di appello e ha respinto definitivamente il ricorso della società contribuente, confermando l’applicazione dell’imposta di registro nella misura dello 0,5%.

Implicazioni per professionisti e contribuenti

La pronuncia rappresenta un importante chiarimento per avvocati, commercialisti e operatori del settore delle esecuzioni forzate. La conferma della natura traslativa dell’assegnazione dei crediti pignorati rende ormai consolidato il principio secondo cui tali provvedimenti devono essere assoggettati all’imposta di registro proporzionale e non all’imposta fissa.

Un orientamento che contribuisce a ridurre l’incertezza interpretativa e a uniformare il trattamento fiscale delle procedure di assegnazione dei crediti nell’ambito delle esecuzioni presso terzi.

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