Il comparto italiano del riciclo meccanico delle materie plastiche è alle prese con una fase di forte difficoltà. A lanciare nuovamente l’allarme è Assorimap, l’Associazione dei riciclatori e rigeneratori delle materie plastiche aderente a Confimi Industria, che il 24 settembre ha inviato una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni chiedendo un intervento diretto del Governo.
Nella comunicazione, indirizzata anche al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e alla viceministra Vannia Gava, l’associazione parla di una crisi che non riguarda soltanto gli operatori del riciclo, ma rischia di ripercuotersi sull’intero sistema nazionale di gestione dei rifiuti di imballaggio.
Il Tavolo plastiche senza risultati concreti
Assorimap ricorda di avere già segnalato la situazione un anno fa al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, chiedendo misure urgenti per sostenere il mercato delle plastiche riciclate e l’apertura di un tavolo dedicato.
La richiesta aveva portato alla convocazione del cosiddetto “Tavolo plastiche”. Secondo l’associazione, tuttavia, a oggi il confronto non avrebbe prodotto risultati concreti rispetto alle proposte avanzate dai riciclatori, alcune delle quali – sottolinea Assorimap – non comporterebbero costi per l’erario o per i cittadini.
Da qui la richiesta di un nuovo intervento, questa volta a livello di Presidenza del Consiglio, considerata la necessità di coordinare competenze che coinvolgono più ministeri.
La concorrenza delle produzioni asiatiche
Tra le cause indicate dall’associazione c’è la progressiva perdita di competitività dell’industria italiana del riciclo rispetto alle produzioni a basso costo provenienti dall’Asia.
Secondo Assorimap, i produttori asiatici possono contare su costi strutturali significativamente inferiori e arrivano sul mercato europeo con prezzi che, in alcuni casi, sarebbero circa la metà di quelli del materiale riciclato prodotto in Italia.
La conseguenza, sostiene l’associazione, è una riduzione degli sbocchi commerciali per il materiale riciclato nazionale, con impianti che stanno riducendo l’attività o arrivando a sospenderla.
Il problema si trasferisce lungo la filiera
La difficoltà di collocare sul mercato il materiale riciclato avrebbe effetti anche sulle fasi precedenti della filiera.
Se gli impianti di riciclo riducono la propria capacità di assorbimento, infatti, anche la plastica raccolta e selezionata rischia di non trovare una destinazione. Assorimap segnala che da alcuni mesi la situazione starebbe interessando cittadini di Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Marche, Piemonte, Sardegna, Toscana e Veneto, dove – secondo quanto riportato nella lettera – non sarebbe più possibile conferire regolarmente i rifiuti di imballaggio in plastica.
L’associazione avverte inoltre che uno scenario analogo potrebbe estendersi alle altre regioni, trasformando una difficoltà industriale in una questione che interessa direttamente il funzionamento della filiera nazionale dei rifiuti.
Centinaia di migliaia di tonnellate da gestire
Nella lettera indirizzata a Palazzo Chigi, Assorimap parla di un sistema alle prese con l’allocazione emergenziale di “centinaia di migliaia di tonnellate” di materiale.
Per l’associazione, intervenire soltanto sulla gestione dell’emergenza non sarebbe sufficiente: occorrerebbe agire sulle condizioni economiche che hanno determinato la difficoltà di assorbimento del materiale riciclato.
Il tema assume particolare rilievo anche alla luce degli obiettivi europei sull’economia circolare e sulla riduzione dell’impatto ambientale della plastica.
Il ruolo strategico del riciclo meccanico
Assorimap rivendica infatti il carattere strategico del riciclo meccanico delle plastiche, indicandolo come un settore industriale rilevante per la transizione ecologica e per la decarbonizzazione.
L’associazione considera inoltre il comparto un esempio di “made in Italy” industriale e richiama le numerose iniziative sviluppate dall’Unione europea nell’ambito del Green Deal per sostenere la circolarità delle risorse e ridurre il ricorso alle materie prime vergini.
La crisi della capacità industriale nazionale di riciclo, secondo questa impostazione, rischia quindi di avere conseguenze che vanno oltre la singola filiera produttiva, incidendo sul raggiungimento degli obiettivi europei di riciclo e circolarità.
Il confronto con Francia e Spagna
Nella lettera, Assorimap richiama anche le misure adottate da Francia e Spagna a sostegno delle rispettive industrie del riciclo.
Secondo l’associazione, interventi di questo tipo avrebbero consentito ai due Paesi di sostenere la competitività della filiera nazionale e, al tempo stesso, di favorire il raggiungimento degli obiettivi europei.
Il tema viene collegato anche alla cosiddetta “plastic tax” europea. Assorimap sottolinea che l’Italia sostiene dal 2021 un onere di circa un miliardo di euro all’anno legato al contributo europeo basato sui rifiuti di imballaggio in plastica non riciclati.
La richiesta a Giorgia Meloni
Considerata la natura trasversale della questione, Assorimap ritiene che sia necessario un coordinamento a livello di Presidenza del Consiglio.
L’associazione ha quindi chiesto alla presidente Giorgia Meloni la disponibilità a un incontro con le strutture di Palazzo Chigi, con l’obiettivo di illustrare le problematiche del comparto e presentare le proposte già elaborate.
La richiesta arriva in una fase in cui, secondo Assorimap, la crisi non riguarda più soltanto la redditività delle imprese del riciclo, ma sta iniziando a produrre effetti sull’intera catena di gestione degli imballaggi in plastica.
Per l’associazione, la priorità è dunque intervenire sulle condizioni che stanno comprimendo il mercato del riciclato italiano, evitando che l’emergenza nella gestione dei materiali raccolti si trasformi in un problema strutturale per il sistema nazionale.
fonte: pixabay