Nel corso dell’audizione presso la settima Commissione (Cultura) del Senato sui disegni di legge n. 1112 e 1711, l’OICE – l’Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria – ha espresso una valutazione articolata sulle proposte normative in discussione. A rappresentare l’Associazione sono stati il Vice Presidente Alfredo Ingletti e il Direttore Generale Andrea Mascolini.
Apprezzamento degli obiettivi, ma riserve sull’impostazione
OICE ha riconosciuto le finalità dei due ddl, orientate alla promozione della qualità dell’architettura e del progetto. Allo stesso tempo, ha evidenziato alcune criticità, rilevando come l’impostazione complessiva appaia prevalentemente focalizzata sui profili estetici e su una centralità della figura dell’architetto che rischia di squilibrare l’integrazione di competenze necessaria a una progettazione corretta ed efficace.
Secondo l’Associazione, il progetto è il risultato di un lavoro multidisciplinare che coinvolge non solo architetti, ma anche ingegneri – singoli, associati o organizzati in società – e numerose altre figure tecnico-professionali.
Concorsi di progettazione: strumento utile ma non obbligatorio
Uno dei punti centrali dell’intervento di Alfredo Ingletti ha riguardato la disciplina dei concorsi di progettazione. Pur riconoscendone l’utilità, OICE ha espresso forti perplessità sull’ipotesi di un obbligo generalizzato. “I concorsi, per come sono oggi gestiti – ha spiegato Ingletti – si risolvono spesso in un inutile dispendio di tempo, risorse ed energie”.
Nei concorsi attuali, infatti, possono essere prodotti anche 20 o 30 Progetti di Fattibilità Tecnico-Economica, di cui solo uno viene poi sviluppato, con costi elevati e difficilmente giustificabili.
Il modello francese come possibile alternativa
Secondo OICE, una possibile soluzione potrebbe essere l’adozione di un modello simile a quello francese, basato su una preselezione. In questo schema, l’amministrazione seleziona un numero limitato di soggetti – ad esempio cinque – già in possesso dei requisiti adeguati, chiedendo solo a loro di sviluppare il progetto.
In questo modo, si coniugherebbero in modo più efficiente la scelta del progetto e quella del progettista, riducendo sprechi e migliorando l’efficacia dell’intero processo.
Requisiti tecnici ed economici da verificare prima
Un ulteriore nodo critico riguarda la mancata richiesta, in fase preliminare, dei requisiti di capacità economico-organizzativa e tecnico-professionale a tutti i concorrenti. Secondo OICE, accertare tali requisiti prima dello svolgimento del concorso eviterebbe di dover intervenire pesantemente sul PFTE nella fase di progettazione esecutiva, garantendo maggiore coerenza e realizzabilità del progetto vincitore.
Tempi e sostenibilità per le stazioni appaltanti
OICE ha inoltre sottolineato come i tempi dei concorsi siano spesso incompatibili con le esigenze operative delle stazioni appaltanti, soprattutto in un contesto in cui rapidità ed efficienza sono fattori determinanti per la realizzazione delle opere pubbliche.
Per queste ragioni, l’Associazione si è detta contraria a un’estensione dell’obbligo di ricorso ai concorsi oltre l’attuale quadro normativo.
Nessuna deroga al Codice appalti
La posizione espressa da OICE in Commissione è chiara: nessuna deroga alla disciplina del Codice dei contratti pubblici e una ridefinizione dei concorsi di progettazione che preveda la verifica preventiva dei requisiti e l’ammissione di raggruppamenti in grado di assicurare all’amministrazione la concreta realizzabilità del progetto vincitore, nei tempi e nei costi previsti.
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