CNA e Confartigianato hanno inviato una lettera ai Ministri dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, per chiedere un intervento correttivo sul decreto legislativo di recepimento della Direttiva UE RED III. Secondo le due associazioni, il provvedimento rischia di produrre effetti “pesantemente penalizzanti e destabilizzanti” per decine di migliaia di micro e piccole imprese del settore impiantistico.
Le criticità sulla qualificazione degli operatori
Uno dei principali nodi evidenziati riguarda la qualificazione dei soggetti che operano nel campo delle energie rinnovabili. Il decreto, secondo CNA e Confartigianato, introduce di fatto un sistema di qualificazione aggiuntivo e parallelo rispetto alla normativa già vigente per la progettazione, l’installazione e la manutenzione degli impianti tecnologici, compresi quelli alimentati da fonti rinnovabili.
Un eccesso di regolazione rispetto alla direttiva europea
Le associazioni sottolineano come il decreto vada oltre quanto richiesto dalla direttiva europea, introducendo ulteriori livelli regolatori in contrasto con i principi di semplificazione, proporzionalità e coerenza normativa. Questo approccio rischia di complicare inutilmente il quadro regolatorio, senza apportare reali benefici in termini di qualità o sicurezza degli interventi.
Impatti su imprese e mercato
Secondo CNA e Confartigianato, le conseguenze per le imprese già abilitate sarebbero rilevanti: duplicazione degli adempimenti amministrativi, nuovi oneri economici e organizzativi difficilmente sostenibili e un elevato rischio di incertezza applicativa. Una situazione che potrebbe compromettere la stabilità del settore impiantistico e rallentare gli investimenti legati alla transizione energetica.
La richiesta di un tavolo di confronto
Per superare le criticità, le due associazioni chiedono l’attivazione di un tavolo di confronto interministeriale, finalizzato a correggere il provvedimento eliminando gli eccessi regolatori. Tra le richieste avanzate anche la previsione di un congruo periodo transitorio, necessario per consentire alle imprese di adeguarsi alle nuove disposizioni senza traumi per il mercato.
Transizione energetica a rischio senza correttivi
CNA e Confartigianato avvertono infine che, in assenza di interventi correttivi, il decreto potrebbe non solo mettere in difficoltà migliaia di imprese, ma anche pregiudicare il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Direttiva RED III in materia di sviluppo delle fonti rinnovabili e transizione energetica.
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