Il nuovo Decreto Bollette nasce con un obiettivo condivisibile: alleggerire il peso delle fatture energetiche per famiglie e imprese. Tuttavia, secondo il Coordinamento FREE – Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica, alcune misure contenute nella bozza di decreto rischiano di produrre effetti distorsivi sul mercato elettrico, risultando incoerenti con il percorso di decarbonizzazione e con i principi di corretta formazione dei prezzi.
L’associazione, che rappresenta il comparto delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, invita il Governo a riconsiderare alcuni interventi che potrebbero favorire indirettamente le fonti fossili, proprio mentre l’Europa accelera verso la neutralità climatica.
Settore termoelettrico: rimborso ETS e rischio distorsioni di mercato
Uno dei punti più controversi riguarda l’articolo 5 del decreto, che introduce un meccanismo di rimborso per i produttori termoelettrici a gas. In particolare, verrebbero rimborsati:
- I corrispettivi della tariffa di trasporto del gas;
- Una quota degli oneri legati al sistema EU Emissions Trading System (ETS).
Il rimborso coprirebbe il differenziale tra il TTF (hub europeo del gas) e il PSV italiano, oltre al contributo ETS, per un valore stimabile intorno ai 30 €/MWh.
Qual è il rischio?
Riducendo artificialmente il costo variabile della generazione a gas, il provvedimento potrebbe:
- Aumentare la competitività delle centrali fossili nell’ordine di merito del mercato elettrico;
- Influenzare la formazione del prezzo all’ingrosso;
- Comprimere i ricavi delle fonti rinnovabili che operano a mercato.
In sostanza, si creerebbe un incentivo implicito a favore di una fonte fossile, proprio mentre il sistema energetico europeo è chiamato a ridurne progressivamente l’utilizzo.
Inoltre, pur essendo prevista una verifica sul trasferimento dei rimborsi nelle offerte di vendita, non vi è certezza che il beneficio si traduca in una riduzione stabile del prezzo finale per i consumatori.
Sistema ETS: neutralizzarne l’effetto contraddice la transizione ecologica
Il sistema ETS è stato concepito per internalizzare il costo ambientale delle emissioni di CO₂, inviando un segnale economico chiaro contro l’uso delle fonti fossili. Neutralizzarne l’impatto attraverso rimborsi strutturali rischia di minare la ratio stessa dello strumento europeo.
Un altro elemento critico riguarda la natura della misura:
- Il rimborso partirebbe dal 1° gennaio 2027;
- Si configurerebbe quindi come intervento strutturale, non emergenziale;
- Il mancato gettito verrebbe coperto tramite componenti applicate ai prelievi di energia elettrica.
In pratica, l’onere verrebbe redistribuito in bolletta, con possibili effetti redistributivi non equi tra categorie di utenti.
Secondo FREE, una strategia più coerente consisterebbe nel preservare integralmente il meccanismo ETS e rafforzare invece strumenti di mercato per le rinnovabili.
Contratti di lungo termine: leva strategica per stabilizzare i prezzi
Un elemento positivo del decreto è rappresentato dall’articolo 3, che interviene sulla contrattazione di lungo periodo dell’energia rinnovabile.
Il rafforzamento dei Power Purchase Agreement (PPA) potrebbe:
- Offrire stabilità dei prezzi per i consumatori;
- Garantire ricavi certi agli operatori;
- Favorire nuovi investimenti in capacità rinnovabile.
Tuttavia, FREE sottolinea che i prezzi riconosciuti devono essere coerenti con:
- I costi operativi delle tecnologie;
- Un equo margine d’impresa.
Prezzi troppo bassi rischierebbero di compromettere la sostenibilità economica degli impianti già esistenti, con una possibile perdita di capacità rinnovabile.
Parallelamente, viene sollecitato un piano straordinario di accelerazione delle autorizzazioni per nuovi impianti FER (Fonti di Energia Rinnovabile). Una maggiore capacità installata consentirebbe, nel giro di pochi anni, una riduzione strutturale delle bollette e un rafforzamento dell’indipendenza energetica nazionale.
Settore biogas: rischio chiusure e stop alla riconversione
Criticità emergono anche dall’articolo 4, che modifica il meccanismo dei prezzi minimi garantiti per il biogas.
Il taglio delle ore di producibilità mal si adatta a una tecnologia che non può essere interrotta e riavviata facilmente. Inoltre, le nuove condizioni per impianti superiori a 300 kW potrebbero determinare:
- La chiusura immediata di diversi impianti;
- Un rallentamento nella riconversione verso il biometano prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR);
- Impatti negativi sugli obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima (PNIEC).
Saturazione virtuale della rete: un intervento atteso
È invece giudicato positivamente l’articolo 6, che interviene sulla gestione della capacità di rete e sulla cosiddetta saturazione virtuale. Una misura attesa da tempo, fondamentale per sbloccare nuova capacità rinnovabile e ridurre i colli di bottiglia infrastrutturali.
La vera sfida: bollette più leggere senza rallentare la decarbonizzazione
La riduzione delle bollette è un obiettivo prioritario e condiviso. Tuttavia, secondo il Coordinamento FREE, perseguirlo indebolendo il sistema ETS e favorendo la generazione fossile non rappresenta una soluzione strutturale.
La strada più efficace passa da:
- Rafforzamento del mercato delle rinnovabili;
- Promozione dei contratti di lungo termine;
- Accelerazione delle autorizzazioni;
- Sviluppo stabile della capacità FER.
Solo così sarà possibile garantire, nel medio-lungo periodo, bollette più basse, sicurezza energetica e coerenza con gli impegni di decarbonizzazione. In un contesto geopolitico sempre più instabile, affidarsi alle fonti fossili significa esporsi a nuove tensioni e volatilità. Investire nelle rinnovabili, invece, significa costruire un sistema energetico più resiliente, competitivo e sostenibile per il Paese.