Efficientamento energetico

Decreto Fer: niente incentivi al mini-idroelettrico e ai piccoli impianti a cippato di legno

Allarme di Uncem: favoriti i grandi impianti e i colossi dell'energia

venerdì 14 settembre 2018 - Redazione Build News

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Uncem accoglie con sorpresa e sconcerto le ultime bozze del DM Rinnovabili che sono state trasmesse dal Ministero dello Sviluppo economico alle Camere, per l'esame nelle competenti Commissioni. Secondo le ultime indiscrezioni raccolte da Rinnovabili.it, il Ministero dell’Ambiente avrebbe inserito le proprie correzione alla bozza del decreto rinnovabili 2018 chiedendo l’eliminazione degli incentivi dedicati al mini-idroelettrico e al biogas da discarica.

Totalmente escluso dagli incentivi il piccolo idroelettrico, quello cioè ancora realizzabile nonostante i tempi eterni delle autorizzazioni rilasciate dopo cinque, sette, dieci anni di attesa dalle Province - sottolinea Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem - Ora sparisce qualsiasi incentivo per volontà del Ministero. Come non troviamo traccia, nelle bozze circolate sulla stampa specializzata, di incentivi per i piccoli impianti cogenerativi capaci di produrre da cippato di legno energia termica ed elettrica. Entrambe le soluzioni tecnologiche sono molto adatte ai territori montani, ampiamente usate in Svizzera, Austria, Baviera, da noi perfetti anche per borghi alpini e appenninici, per consentire l'uso sostenibile delle risorse locali, grazie comunque a un incentivo che lo Stato, nel nuovo Dm, pare riservare ai grandi gruppi, ai big player, favorendo concentrazioni e sfruttamento massivo delle fonti, in poche mani. E mentre ancora non si capisce cosa succederà delle concessioni idroelettriche delle grandi derivazioni in scadenza, questo possibile azzeramento degli incentivi per il piccolo idroelettrico ci allarma. Avevamo suggerito di fare analisi e vedere quanto positivi siano i piccoli impianti, ancor più se promossi da Enti locali, Comuni, Comunità montane, Unioni montane, quanto sia importante il 'ritorno' economico per i territori, da aumentare. Si sono invece ascoltate associazioni pseudo-ambientaliste che preferiscono altre tecnologie e l'uso di fonti non locali. Chiediamo invece ai Ministeri, ma soprattutto ai Parlamentari che esamineranno il testo nelle Commissioni di Camera e Senato, di tornare sui loro passi. Di inserire premialità per i piccoli impianti su acqua fluente e sugli acquedotti, di agevolare meccanismi di incontro pubblico-privato, di fare apposite mappature con noi sulle aste e sui territori, di verificare i positivi progetti che i Comuni hanno nei cassetti, pronti, su idroelettrico di piccola taglia e su mini centraline a biomasse forestali da gestione attiva, quelli cioè che stanno in un container e rilasciano molte meno emissioni rispetto a caldaie e caminetti domestici. Aspettiamo di leggere il Dm ufficiale e aspettiamo l'incontro con gli stakeholder al Mise il 25 settembre. Ma se questa revisione che Uncem invoca non ci sarà, potremo dire addio all'idroelettrico e, ancor più, mettere una pietra su qualsiasi opportunità di sviluppo della green economy italiana con le nostre risorse, con i grandi pozzi di petrolio della montagna, che sono appunto legno e acqua.

Leggi anche: “Decreto incentivi Fer, il 25 settembre incontro Mise-Mattm-Associazioni

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