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Accumuli elettrici, mercato in frenata: capacità installata giù del 58% in un anno

Nel secondo trimestre 2026 la nuova capacità è crollata dell’82% su base annua. ANIE Rinnovabili: accelerare gli investimenti è indispensabile per integrare le fonti rinnovabili e centrare gli obiettivi al 2030

martedì 15 settembre 2026 - Redazione Build News

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Il mercato italiano dei sistemi di accumulo elettrico sta attraversando una fase di forte rallentamento. Secondo l’Osservatorio Sistemi di Accumulo di ANIE Rinnovabili, nei dodici mesi terminati a giugno 2026 la nuova capacità installata è diminuita del 58%, mentre la potenza ha registrato una contrazione del 42%.

La frenata è ancora più evidente considerando il secondo trimestre dell’anno: tra aprile e giugno la capacità aggiuntiva è crollata dell’82% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre la potenza è scesa del 68%.

Un andamento che segna una netta inversione rispetto alla crescita registrata dal comparto negli ultimi anni.

Il residenziale resta in difficoltà

A pesare maggiormente è il segmento domestico, che aveva rappresentato uno dei principali motori dello sviluppo degli accumuli in Italia.

Il comparto residenziale ha raggiunto l’undicesimo trimestre consecutivo di calo tendenziale. Nel secondo trimestre 2026 la capacità installata è diminuita del 36% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il rallentamento non riguarda comunque soltanto le abitazioni: nel primo semestre del 2026 tutte le regioni italiane hanno registrato variazioni negative, sia per capacità sia per potenza installata.

Il parco nazionale continua a crescere

Nonostante la brusca frenata delle nuove installazioni, lo stock complessivo continua ad aumentare. Al 30 giugno 2026 risultavano installati in Italia, esclusi gli impianti di pompaggio, 941.911 sistemi di accumulo, per una potenza complessiva di 7.961 MW e una capacità pari a 19,3 GWh.

Nei primi sei mesi dell’anno sono entrati in esercizio 60.030 nuovi sistemi, per 593 MW di potenza e 1.349 MWh di capacità aggiuntiva.

Gli accumuli residenziali, con una capacità di circa 9,5 GWh, rappresentano quasi la metà del totale. Seguono i sistemi Commercial & Industrial, oltre quota 2,2 GWh, mentre i grandi impianti Utility Scale e Large Utility Scale contribuiscono rispettivamente con circa 0,2 e 7,4 GWh.

La tecnologia dominante resta quella agli ioni di litio, che rappresenta il 99,7% dei sistemi installati.

Il divario con gli obiettivi 2030

La crescita attuale non appare tuttavia sufficiente per raggiungere i livelli di accumulo indicati dalla pianificazione energetica nazionale.

Secondo il confronto elaborato da ANIE Rinnovabili con lo scenario PNIEC Policy del Documento di Descrizione degli Scenari 2024 di Terna e Snam, mancano circa 2 GWh di accumuli distribuiti e ben 50 GWh di sistemi centralizzati.

Un ruolo importante per questi ultimi dovrebbe arrivare dal MACSE. Con la prima asta Terna ha già assegnato circa 10 GWh di capacità, da realizzare entro il 2027. ARERA ha inoltre previsto nuove procedure competitive tra MACSE e Capacity Market per ulteriori 16 GWh, con entrata in esercizio entro il 2029.

La seconda asta MACSE è prevista per il 24 novembre 2026.

Servono nuovi investimenti

Anche considerando integralmente i volumi già assegnati o programmati, secondo ANIE Rinnovabili resterebbe un fabbisogno di circa 24 GWh da coprire entro il 2030.

Per l’associazione sarà quindi necessario imprimere una forte accelerazione agli investimenti e alle autorizzazioni. A complicare il quadro è però l’incertezza che interessa i diversi segmenti del mercato.

Per il residenziale resta da definire il futuro delle detrazioni fiscali e del DM CACER. Nel comparto Commercial & Industrial bisognerà valutare gli effetti dell’iperammortamento, mentre per gli impianti di grandi dimensioni restano da chiarire tempistiche e modalità delle prossime aste.

Accumuli strategici per la transizione

Per ANIE Rinnovabili il rallentamento del mercato non riduce l’importanza strategica dei sistemi di accumulo. Al contrario, la loro diffusione è considerata essenziale per sfruttare pienamente la produzione da fonti rinnovabili, aumentare la flessibilità della rete e contenere gli sprechi di energia.

Il presidente del Gruppo Sistemi di Accumulo di Federazione ANIE, Raffaello Teani, richiama in particolare i circa 0,8 TWh di generazione rinnovabile che, secondo i dati ARERA, nel 2025 è stato necessario limitare.

L’associazione chiede quindi una strategia di medio-lungo periodo capace di accompagnare lo sviluppo degli accumuli e di creare condizioni più stabili per gli investimenti della filiera.

Sul MACSE, ANIE propone inoltre per la prossima asta limiti ai volumi assegnabili a un singolo operatore e alla dimensione degli impianti, con l’obiettivo di evitare eccessive concentrazioni e tutelare la rilevanza strategica di queste infrastrutture per il sistema elettrico nazionale.

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